Visione speculare

Molfetta / Italy / 2005

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Se è vero che l’architettura nasce dall’intelligenza creativa individuale e la sua finalità è la creazione di stati d’animo, fare una buona architettura per i ns progettisti significa coniugare il risultato dell’intuizione con una disinvolta familiarità con le sensazioni, esprimendosi nel rispetto della massima integrità e purezza.
L’atteggiamento progettuale propone un linguaggio coerente, razionale, in linea con la continuità della cultura e della tradizione, con immagini essenziali, che dà agli spazi un’enorme carica comunicativa.
Oltre a decisioni riguardanti le misure e le geometrie, i vincoli strutturali o costruttivi, è solo nell’attenta cura dei particolari e nella “forza nascosta” dei dettagli che si ritrova la determinazione a garantire la qualità globale del progetto.
Realizzare così a Molfetta una villa bifamiliare su di un lotto, fino a ieri votato al completo degrado, e prospiciente una zona di interesse paesaggistico, è significato intervenire con un progetto che a livello macroscopico si configura come vera e propria riqualificazione urbana e, nel dettaglio, adagiandosi al naturale terrazzamento del terreno e sfruttando tutta la bellezza naturale del sito, ne restituisce piena identità.
Elemento determinante per l’immagine e la concezione teorica del progetto sono le tre pareti longitudinali, cerniere di distribuzione, assi di simmetria tra le due unità immobiliari che separano ma in realtà uniscono nell’intento e nello scopo in serbo ai progettisti.
L’utilizzo di elementi prismatici assicura poi la plasticità delle forme e si risolve in pianta nella distribuzione perfettamente funzionale e unitaria di tutti gli ambienti a tutti i livelli, utilizzando la luce naturale non solo come complice, ma soprattutto come veicolo per scaturire emozioni.
Attraverso l’individuazione di particolari assi visivi, essa conduce alla lettura dell’edificio, sottolineando la separazione tra le parti ed i piani.
Si muove lungo i volumi e gioca l’alternanza con le ombre, infrange le superfici e risalta la materia che significa rigore geometrico, ma anche protagonismo delle forme.
Individua un rituale dell’accesso, percorsi orizzontali e verticali che mai lasciano spazio a scontate aspettative, piuttosto guidano verso volutamente obbligate direzioni che improvvisamente si aprono e proiettano su ampi spazi aperti, assolati, caldi, dove l’unico ed il più mediterraneo dei colori, il bianco, non ammette tregua se non al confronto con la vegetazione circostante poco in là.
arch. Mariateresa Macchitella
Recensione su Progetti Bari 2
gruppo Quid
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    Project details
    • Year 2005
    • Work started in 2004
    • Work finished in 2005
    • Client Privato
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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