Progettazione di un terminal multimodale integrato nell'area portuale di Porto Torres.

Tesi di laurea. Porto Torres / Italy / 2002

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ESTRAPOLATO DAL IV CAPITOLO DELLA RELAZIONE DI TESI

4 LA PROPOSTA PROGETTUALE
4.1 PREMESSA
Nella zona interessata dal presente lavoro emergono delle importanti realtà, sia per Porto Torres che per le zone limitrofe, costituite da aree di interesse turistico: Parco dell'Asinara, Parco naturale sul fiume Rio Mannu e il sito archeologico di Turris Libisonis cui si aggiungono le coste che sempre più rappresentano una forte attrattiva turistica.
Non di meno però la zona in esame manifesta una serie di problematiche: in primo luogo quello dell'accessibilità sia in un'ottica di area vasta che in quella più ristretta, in sito, dell'assenza di una stazione marittima, di un punto di ritrovo che non sia il molo.
Si pone l'accento inoltre alle problematiche scaturite dalla rilocazione del porto industriale che ha lasciato, nel waterfront turritano, aree dismesse e non adeguatamente sfruttate.
La soluzione proposta si prefigge in primo luogo di dotare Porto Torres di una stazione marittima, che rappresenti un vero e proprio portale d'accesso, in quanto, nell’ambito dell’area vasta, e come obiettivo del P.R.T. (Piano dei Trasporti per la Provincia di Sassari), rappresenta uno dei tre possibili futuri portali d’accesso al territorio Nord-Occidentale della Sardegna, unitamente ad Alghero-Fertilia (portale d’accesso aereo) e Sassari (portale di terra).
Allo stesso tempo tale intervento si propone di razionalizzare e valorizzare il Waterfront Turritano, che costituisce per Porto Torres e l’hinterland Sassarese un obbiettivo ambizioso e significativo all’interno di una pianificazione urbana volta a ridefinire nuovi assetti che permettano equilibri più stabili.
La problematica è di grande attualità ed interessa numerosi settori interdisciplinari accomunati dal denominatore di riqualificare la città e ripristinare un contatto con il mare. Porto Torres ha assistito al crollo dell’impero petrolchimico e questo potrebbe rappresentare il punto di partenza per voltare pagina a una delle sue più controverse vicende storiche. Della chimica va salvato quanto possibile in sintonia con la difesa dell’ambiente, ed è arrivato il momento di cercare nuove alternative di sviluppo dove il turismo deve rappresentare il fulcro degli interessi di una costa immensa.
Dopo aver assimilato i concetti del waterfront, le teorie inerenti la multimodalità e la grande dimensione, la soluzione ipotizzata ha preso origine da un'attenta analisi dell'area interessata alle tematiche in oggetto analizzando lo stato di fatto con le relative problematiche.
E' stato perciò seguito un programma generale di intervento che riprende a grandi linee le direttive proposte dai vari piani, provvedendo ad inserire alcuni elementi col fine di completare ed ottimizzare in termini di multimodalità l'area urbana di Sassari ed in termini locali il waterfront cittadino.

4.6 FASE PROGETTUALE E PROPOSTA D’INTERVENTO
Il punto di partenza nella progettazione del complesso è stato innanzitutto il luogo: Porto Torres. E' sembrato doveroso inserirsi in questa città rispettando e amplificando le sue caratteristiche. Pensando alle città di oggi, pensando a Porto Torres e alla sua stratificazione storica, pensando alla destinazione del progetto.
Il concepimento progettuale nasce dall'idea di fondere, riunire, collegare ed aggiungere attività differenti, che si possono rappresentare, allo stato attuale, per mezzo di “un insieme discreto di attività”, attraverso un organismo edilizio continuo ed ininterrotto in tutte le sue componenti: interni, esterni, involucro e scheletro portante; non ci sono pareti, ci sono solo pavimenti curvati in su ai bordi, soffitti curvati in giù, e vetro.
Il tutto è stato guidato da un attento programma che prende come fondamento la mobilità e l'integrazione delle diverse tipologie di trasporto: marittima, ferroviaria, stradale e pedonale. Cercando di coinvolgere anche coloro che si trovano a visitare, casualmente od intenzionalmente e chi vi passeggia; vuole radicarsi ed integrarsi con il fronte mare, la città ed i suoi abitanti. Senza appunto tralasciare ed ignorare il panorama culturale delle rovine, continuazione di quello naturale del parco verso il mare. Anzi, il punto di forza dell'intero progetto è stato proprio prestare attenzione alle interfacce tra i diversi sistemi ed alle relazioni che legano ed integrano tali sistemi.
A questo punto però è opportuno fare le dovute considerazioni sul concetto di paesaggio che, superata la concezione estetizzante di "bellezza naturale" della legge urbanistica del 1939, quale godimento visivo e sensoriale, è considerato, nella cultura italiana attuale, fondamentalmente in due modi. Il primo, che riprende alcune ragioni storiche del secolo XVII, considera il paesaggio come un "bene posizionale, di valore particolare, che può essere protetto, valorizzato, tendenzialmente sfruttato, trasformato in bene oligarchico, destinato a precise minoranze” (B. Secchi, "Territorio, economia e società", in Urbanistica, n.86 dei 1987).
L'altro modo di riguardare il paesaggio riassume nel largo tema ambientale i valori che identificano “entro il concetto di paesaggio il divenire di una certa società e di un certo territorio” (Sereni, 1961) nella sua qualità fondamentale, la qualità della vita relativa a quei luoghi.
Sotto questo profilo discende l'impossibilità di separare i paesaggi “naturali” da quelli “costruiti” o i beni “ambientali” da quelli “culturali”, poiché nessun paesaggio può essere distaccato dal complessivo territorio.
In quest'ottica l'organismo edilizio si relaziona e va ad essere continuazione del paesaggio culturale delle rovine diventando contemporaneamente esso stesso un paesaggio, artificiale, pluriconnesso, divenendo ed amplificando, l'intento di essere luogo di aggregazione, configurandosi, nel suo livello estremo, come un parco, adeguatamente attrezzato, andando a sua volta a sfociare nel paesaggio naturale del mare.
Il complesso è costruito sopra l'acqua, un luogo fra terra e mare, fra la città e la gente di varia provenienza che vi approda dalle navi da crociera e dai traghetti. La struttura è “un ibrido fra paesaggio e costruito”, in cui un elemento del programma iniziale - un giardino pubblico, luogo di incontro - va a comprendere l'intero progetto. Ogni metro quadrato del terminal vuole essere un parco, un paesaggio pubblico, uno spazio civico, una sorta di piazza cittadina o di parco sull'acqua, una spiaggia artificiale dove la gente può passeggiare, prendere il sole, fare un picnic, partecipare a feste e assistere ai fuochi d'artificio.
Il paesaggio e l'assenza di segni di confine danno forza all'idea che il suolo dovrebbe essere ininterrotto e che la divisione convenzionale fra livelli e fra interno ed esterno diventi indistinta. Di qui, i pavimenti che si incurvano, salgono, scendono e sfociano in rampe. Il terminal è un complesso destinato ai trasporti, un luogo di continuo flusso.
Il progetto si fonda infatti sulle dinamiche del movimento. Il desiderio di sfumare i confini ha generato un particolare modello per i percorsi di circolazione. Moli e terminal di solito hanno una struttura lineare, si entra o si esce seguendo una sola strada. Sono come cancelli di confine fra un Paese e un altro ma oggi ormai la gente attraversa continuamente i confini, e quindi i progetti come questo non devono più agire come barriere.
Quindi si vuole creare uno spazio non decisamente definito e orientato, che diventi parte della città. Ho pensato che quest'opera non deve apparire come una pura e semplice infrastruttura, deve stabilire un rapporto simile a quello che una normale città ha con il suo sistema di metropolitane.
Cosi ho pensato alla circolazione come a una serie di anelli di raccordo e collegamento. In tutto l’edificio il visitatore si trova a dover sempre scegliere fra destra e sinistra, fra su e giù; per spostarsi nel terminal esistono modi diversi, e molti sono i punti d’incrocio e intersezione che i passeggeri e i cittadini hanno a disposizione.
Si è cercato di ridurre al minimo le intersezioni tra i diversi sistemi di traffico così da mantenere una buona accessibilità a tutti servizi. Nella scelta della sua destinazione il pedone può trovare e scegliere la direzione con uno sguardo. Tale senso di orientamento è esaltato dalla penetrazione della luce in punti fondamentali, quali le entrate alla stazione e le vetrate di confine.

4.6.1 UN'ARCHITETTURA DIAGRAMMATICA
In questa proposta, la stazione marittima e il terminal degli autobus si combinano in un nuovo tipo di complesso che può essere visto come zona integrata del trasporto pubblico, ottenendo un plus valore per mezzo dell'inglobamento del museo e l'inserimento di uno “shopping space”, di un “open space”, da adibire a servizi attinenti, e di un centro congressi, facenti tutti parte integrante dell'intero organismo.
Il paesaggio mosso di tale architettura permette di riunire tutti questi mezzi di trasporto e servizi. La fase progettuale del terminal si basa sulla ricerca di aree di interesse comune che vanno a sovrapporsi, generando livelli di paesaggio in cui lo sguardo scivola dall'uno all'altro.
Un elemento comune è costituito dagli spostamenti pedonali e la mobilità ha caratterizzato fortemente il progetto: l’analisi del tipo di spostamento include le direzione nelle varie traiettorie, la loro durata, i legami alle diverse attività e le loro connessioni.
La stazione nasce da questi studi sulla mobilità, e si fonde col paesaggio dei vari movimenti collegati. In questo paesaggio i vuoti generano un sistema di scorciatoie tra le attività. Il tutto può essere sintetizzato attraverso l'uso di un diagramma: la bottiglia di Klein che collega le diverse attività.
La bottiglia di Klein è così profondamente ambigua quanto esauriente; essa rimane ininterrotta attraverso la trasformazione spaziale che essa fa passare da superficie a foro e viceversa.
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    ESTRAPOLATO DAL IV CAPITOLO DELLA RELAZIONE DI TESI4 LA PROPOSTA PROGETTUALE4.1 PREMESSANella zona interessata dal presente lavoro emergono delle importanti realtà, sia per Porto Torres che per le zone limitrofe, costituite da aree di interesse turistico: Parco dell'Asinara, Parco naturale sul fiume Rio Mannu e il sito archeologico di Turris Libisonis cui si aggiungono le coste che sempre più rappresentano una forte attrattiva turistica.Non di meno però la zona in esame manifesta una serie di...

    Project details
    • Year 2002
    • Status Unrealised proposals
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Waterfront / Urban Furniture / Railway Stations / Port Areas / Parking facilities / Landscape/territorial planning / Museums / Concert Halls / Archaeological Areas / Showrooms/Shops / Bus Stations / Urban Renewal
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