casa unifamiliare per lendinara (Rovigo)

via S. Francesco LENDINARA (Rovigo) / Italy / 2006

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Inquadramento urbanistico dell'area di intervento.

Il lotto di terreno edificabile è stato ricavato dal frazionamento di un grande giardino accorpato ad una casa sorta nell’antico margine nord del paese, ora a ridosso del centro storico.
La tipologia edilizia circostante varia dalla villa padronale, alla casa colonica, dall’alloggio con annesso laboratorio artigiano, alla casa unifamiliare, all’unità d’abitazione con sottostanti locali commerciali.
Nelle immediate vicinanze, un centro commerciale ha inglobato, sottraendoli totalmente alla vista, i capannoni di muratura dell’ex Canapificio, costruito nel 1920, con moderne strutture in calcestruzzo armato prefabbricato. La salvaguardia dell’imponente ciminiera a pianta circolare in mattoni a vista, ha indotto la Committenza a valorizzarne la presenza: è stata realizzata una scala che, avvolgendo il manufatto nella parte posteriore, permette al fruitore di trovarsi a contatto con questa magistrale opera così carica di storia.
Un lungo muro di mattoni collega, sviluppandosi lungo la via S. Francesco, il nostro ritaglio di terreno edificabile al Convento dei Cappuccini, anch’esso interamente realizzato in mattoni a vista con finestre semicircolari. La vicina caserma dei carabinieri, avente forma arrotondata nella parte anteriore, si affaccia all’angolo della via che conduce al lotto dove questa incrocia l’importante strada di comunicazione provinciale via S. Maria Nuova, oltre la quale stava dapprima la campagna e più recentemente è proseguita l’espansione del centro urbano.
Si raggruppano così, involontariamente intorno al primo lotto di terreno, alcuni simboli della storia recente del paese: la campagna, da molti abbandonata per andare alla fabbrica, e la fabbrica abbandonata che diventa centro commerciale: dal settore primario, al secondario, al terziario, “attraversando” una strada forse senza ritorno.

Il lotto da edificare, di metri 21 x 31, si presenta stretto e profondo. Un edificio di forma rettangolare si caratterizzerebbe da subito negativamente per la vista "di fianco". Nel tentativo di superare tale solito problema ho pensato ad una forma cilindrica che, oltre ad armonizzare con le preesistenze citate, ben si adatta ad una vista frontale come ad una vista angolare. La larghezza massima del fronte deve rientrare nei dieci metri per mantenere la distanza minima dai confini. La pianta circolare attenua l’effetto di “troppo pieno” aumentando lo spazio a verde nella parte anteriore. La superficie del cerchio, di diametro dieci metri, risulta essere di metri quadrati 78: evidentemente insufficienti. Associando al cerchio un’altra figura geometrica semplice, come il rettangolo, si potrebbe sviluppare l’edificio nella profondità del lotto. Provando a restringere la zona di collegamento delle due figure, la parte circolare aumenta in ampiezza. L’incavo ottenuto permette di aumentare lo spazio esterno accostandolo intimamente al piano terra: la parete curva anteriore scherma, alla vista dalla strada, l’angolo di verde sottratto all’edificazione che attraverso la trasparenza della parete vetrata e la continuità del pavimento viene a far parte della zona giorno della casa.
La combinazione compositiva risulta essere la compenetrazione di un cilindro con un prisma retto a base trapezoidale.
La pianta ottenuta assume la curiosa forma e il fascino del buco della serratura : adottando la soluzione del tetto a terrazza la ricercata originalità della “quinta facciata” dell’edificio è soddisfatta ed inoltre tale soluzione risulta funzionale per la possibile fruizione della terrazza stessa e per ospitare l’installazione di impianti di produzione energetica come il fotovoltaico e i pannelli solari.
Analizzando la forma ritrovata, al fine di ottenere una funzionale distribuzione degli spazi interni, si rileva che disponendo uno schema strutturale a pilastri e travi è possibile disporre dell’intera pianta libera. Avendo cura di posizionare i pilastri di mezzeria in asse è possibile inoltre suddividere simmetricamente l’immobile al fine di poter in futuro suddividere con poche opere la casa in due attività indipendenti. La restrizione della parte centrale della pianta suggerisce di posizionarvi i servizi e conseguentemente disporre di spazi ampi, aperti od apribili, nelle testate al fine di favorire la possibilità di combinare diverse attività, tenendo così in considerazione l’affermarsi dell’attuale fenomeno della Mixité .
Proponendo forma, materiali e colori che armonizzano e dialogano con l’ambiente circostante, il nuovo immobile dispone di una sua propria identità: la singolare forma a “buco di serratura” potrebbe essere individuata dall’alto durante viaggi digitali, dove i naviganti, utilizzando programmi quali Google Earth, verrebbero attratti da questo affascinante simbolo del voyeurismo. Un invito a riflettere sull’attuale costume sociale consistente nello spiare gli altri, ovunque. Telecamere per le strade, nelle piazze, nei locali pubblici. Trasmissioni televisive realizzate spiando persone all’interno di case. Sistemi di controllo elettronici ( carte di credito, bancomat, telepass, cellulari, ecc.) dove viene registrata ogni nostra movenza.

Scelta dei materiali.
Il mattone previsto per il paramento esterno richiama le colorazioni ambientali e l’artigianalità degli edifici circostanti menzionati. Per esaltarne le caratteristiche verrà posato con una malta molto chiara. E' stato scelto un mattone a mano Liscio, Rosato, per pavimento formato standard 25x12x5,5 cm, prodotto nella Fornace S. Anselmo di Loreggia in Provincia di Padova.
La scelta è maturata dalla volontà di adottare soluzioni architettoniche legate alla tradizione edilizia veneziana e al contesto ambientale, rilette in chiave contemporanea. Si tratta di prodotti realizzati con la stessa tecnica del passato: mattoni faccia a vista con tecnica a stampo denominata a pasta molle. Il mattone scelto, A.001.ROP, è realizzato con materiale rinforzato nella miscela della materia prima con argille che conferiscono alta resistenza all'usura e al gelo.
Nell'intercapedine si è deciso di inserire un pannello di sughero dello spessore di cm2: tale soluzione offre innegabili vantaggi fisico tecnici: quali l'eliminazione di tutti i ponti termici con la conseguente eliminazione delle fastidiose condense, e consente un buon accumulo del calore nelle pareti.
Le ampie vetrate, incolori e trasparenti, consentono la relazione diretta tra lo spazio interno e l'ambiente esterno. Le piastre calpestabili della terrazza di copertura sono di cemento a colorazione naturale ottenuta con ossidi di ferro.

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    Project details
    • Year 2006
    • Work started in 2005
    • Work finished in 2006
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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