Casera Gianin

Un rifugio nel bosco ai piedi del monte Pelmo Coi / Italy / 2014

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oggetto: progetto di ristrutturazione
prestazione: progetto preliminare, autorizzativo, esecutivo e direzione lavori
committente: privato
visualizzazione: Baumatte
fotografie: Valentino Nicola
localizzazione: Zoldo Alto (BL), Italia
periodo: 2014


Ad una quota di 1650 metri, dove un tempo i boschi erano prati, nella località Casère, si trova incastonata nel pendio la “Casèra Gianin”; una costruzione in pietra e legno che, assieme ad altre simili, costeggia una porzione della strada forestale che da Coi porta ai pascoli in quota alle pendici meridionali del monte Pelmo nel versante che affaccia sulla Valle di Zoldo.
Ormai abbandonate le funzioni originarie legate alla pastorizia, questa come le altre vicine, giace a testimonianza di un tempo passato.
Ben conservata nelle parti murarie e lignee, presenta un rivestimento di copertura in lamiera ondulata che nel tempo ha sostituito quello originale in scandole di larice. La superficie totale del fabbricato è di circa 50 mq disposti su due livelli, il piano terra in muratura semi incassato nel pendio ospitava il bestiame, il piano fuori terra in legno le persone e gli attrezzi; la parte in muratura sul lato a monte, anche se in buone condizioni, è stata per lungo tempo soggetta a forti sollecitazioni dovute alla spinta del terreno e ad infiltrazioni d’acqua che rendeva umido il pavimento in terra battuta.
La committenza ha acquisito la casera con la volontà di conservarne l’aspetto esterno e di poterne utilizzare gli spazi come bivacco.
I lavori di consolidamento hanno interessato principalmente la parte in muratura, sono quindi state realizzate le sottomurazioni in cls e uno scavo per il drenaggio sui lati contro terra; un vespaio in ghiaia ospita i dreni che portano le eventuali infiltrazioni residue, fuori dal fabbricato. Una sequenza di getti in cls, orizzontali e verticali, oltre a costruire il nuovo piano di calpestio­, genera un sistema di forze che contrastano la spinta del terreno sui muri in sassi, collaborando quindi alla tenuta statica del fabbricato. Il piano superiore è stato isolato con lana di roccia rivestita in doghe di larice. Il manto di copertura è stato realizzato in scandole di larice secondo le tecniche tradizionali.

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