Centro Sportivo

CUNEO / Italy / 2004

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La nostra ricerca su questo progetto si è fondata su due indirizzi tematici.

Il primo prosegue una linea di indagine che abbiamo sviluppato anche in altre situazioni, e consiste nella scomposizione del programma funzionale in elementi, nella loro trasformazione in volumi e spazi, e nel loro riassemblaggio secondo logiche e geometrie derivate dalla interpretazione del paesaggio (naturale e/o costruito) e dalla eventuale reinvenzione delle relazioni funzionali e dei percorsi interni ed esterni.

Il sito di intervento si trova al margine sud-est del territorio urbano di Cuneo, entro una periferia prevalentemente residenziale, con edifici di altezza modesta e a densità medio-bassa, e all’interno di una zona di nuovo sviluppo edilizio convenzionato, ordinato razionalmente nell’assetto urbanistico e nella definizione dei volumi dei gruppi di edifici. Allo stesso tempo, però, l’area destinata all’impianto sportivo è in una posizione di confine fra l’edificato e la campagna, e il lato sud si apre su un bel panorama delle Alpi Marittime con il profilo del monte Bisalta, molto caro ai cuneesi, in evidenza.
La tematizzazione del progetto ha portato, con la frammentazione degli spazi funzionali, ad avvicinarsi alla scala residenziale degli edifici vicini, mentre la ricomposizione dei volumi e la loro giacitura sul terreno si sono orientate verso una possibile integrazione dei profili del fabbricato con quelli del luogo circostante.
Il legame forte del fabbricato con il suo intorno è però stato impostato a livello paesaggistico: i volumi sono stati organizzati intorno ad un percorso di accesso, una lunga rampa che attraversa l’intero edificio e che materializza la linea visuale che connette la piazza al centro del nuovo quartiere con la doppia cima del monte Bisalta.
In questo modo il centro sportivo pubblico supera il proprio ruolo funzionale e assume una importante valenza di qualificazione urbana della parte di città.
Sul tracciato della rampa, nella parte interna all’edificio, si innestano le aree di distribuzione del pubblico nella struttura sportiva, aperte con ampie vetrate verso l’esterno, che sono state configurate come un insieme di piccole piazze pedonali su due livelli, dalle quali si accede alle diverse funzioni richieste dal programma che sono state articolate in parti singolarmente riconoscibili e variamente interconnesse.
Il concetto di frantumazione del complesso in unità edilizie complementari viene reso più facilmente comprensibile da questo modello “urbano” di reintegrazione architettonica delle parti attraverso lo spazio collettivo.

La seconda tematizzazione è relativa alla scelta ed all’uso dei materiali, la cui filosofia, a partire dalla necessità di far rientrare il costo di costruzione del fabbricato entro il limite massimo imposto dal bando dell’appalto concorso, punta a configurare un linguaggio capace di evidenziare la natura essenziale delle diverse componenti e del loro ruolo nel processo costruttivo.
Tutti i materiali più significativi sono stati scelti con caratteristiche tali da non richiedere strati di finitura aggiuntivi rispetto alla loro funzione costruttiva primaria: strutture prefabbricate in cemento a vista, carpenterie metalliche a vista, pavimenti in cemento, serramenti in alluminio naturale e vetro trasparente, coperture in pannelli isolati in lamiera a vista, murature in blocchi di cemento a facciavista, impianti in parte esterni.
Soltanto negli ambienti tipicamente “interni” come gli spogliatoi troviamo finiture tradizionali con intonaco, piastrelle, controsoffitti.
Negli ambienti sportivi le pavimentazioni speciali (legno per il campo da basket, gomma per la palestrina judo) si inseriscono perfettamente in questa logica.
La connotazione dei materiali concorre anche alla lettura dei significati in gioco negli spazi collettivi, cui si è fatto cenno poco sopra: l’uso del materiale e della tessitura delle facciate esterne dei volumi edilizi (blocchi a vista in cemento alternati ogni quattro corsi con un corso in mattoni pieni) anche nelle parti in cui essi affacciano sugli spazi di distribuzione, e la pavimentazione in cemento grigio lisciato, sono volti a suggerire l’idea di un “esterno urbano”.

Gli accostamenti e le connessioni strutturali fra i diversi elementi edilizi sono stati studiati in modo da rendere leggibile la funzione costruttiva di ognuno di essi e lo sviluppo del lavoro in cantiere di messa in opera.
La ricerca di soluzioni di dettaglio semplici, in accordo con la essenzialità dei materiali, si è risolta infine in una forma architettonica composita, leggibile nel forte e dinamico rapporto fra volumi e spazi e ombre e tagli di luce, ma anche nella leggerezza quasi grafica dei segni lineari che variamente intersecano e attraversano la costruzione.

Il progetto di sistemazione del parco esterno riportato sulla tavola 1 è stato sviluppato successivamente, in accordo con il Comune di Cuneo, e tiene conto delle urbanizzazioni, come i piazzali di parcheggio, già realizzate dal Comune stesso.

Luglio 2006
Fulvio Quattroccolo Nicoletta Oddera
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    La nostra ricerca su questo progetto si è fondata su due indirizzi tematici.Il primo prosegue una linea di indagine che abbiamo sviluppato anche in altre situazioni, e consiste nella scomposizione del programma funzionale in elementi, nella loro trasformazione in volumi e spazi, e nel loro riassemblaggio secondo logiche e geometrie derivate dalla interpretazione del paesaggio (naturale e/o costruito) e dalla eventuale reinvenzione delle relazioni funzionali e dei percorsi interni ed esterni.Il...

    Project details
    • Year 2004
    • Work started in 2001
    • Work finished in 2004
    • Client Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo
    • Status Completed works
    • Type Sport halls
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