Progetto per i lavori di recupero e conservazione della Chiesa Madre SS. Crocifisso sita in Pachino.

Pachino / Italy / 2005

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COROGRAFIA


La Chiesa insiste sulla piazza Vittorio Emanuele con il prospetto principale e lateralmente ed è definita dalla via Garibaldi da un lato e da edifici privati dall’altro.


L’andamento morfologico del terreno si presenta sostanzialmente pianeggiante.


L’area ricade cartograficamente nella tavoletta in scala 1:25.000 denominata “Pachino” F 277 III Quadrante SE della Carta D’Italia edita dall’Istituto Geografico Militare. Le quote altimetriche, riscontrate all’interno del sito, sono comprese tra i 64 ed i 65 metri sul livello medio del mare.


 


CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E FUNZIONALI


Il complesso ecclesiastico in oggetto, presenta un impianto volumetrico e planimetrico determinato dall'aggregazione, a seguito di successivi accorpamenti, di due volumi principali e precisamente:


La chiesa propriamente detta, che con il suo sviluppo longitudinale diviene corpo architettonico dominante dell'intero complesso. La chiesa presenta una configurazione planimetrica a pianta rettangolare con cappella sul lato destro e terminazione ad abside, sopra la facciata principale sono posizionati due campanili raggiungibili tramite una scala a chiocciola ripida e poco agibile in pietra. Una sequenza di locali adibiti ad attività parrocchiali che si sviluppa intorno all’abside con ingresso dalla via Garibaldi, ad livello superiore troviamo l’abitazione del parroco che si raggiunge tramite scale o ascensore.


Gli orizzontamenti di tutto il complesso sono realizzati con volte reali.


La copertura è di tipo tradizionale a due falde con pendenza del 20% circa.


 


NOTE STORICHE


La Chiesa del SS. Crocifisso è una delle costruzioni più antiche di Pachino. Venne edificata per volontà del marchese Vincenzo Starrabba Di Rudinì che la fece erigere accanto alla piccola chiesa dedicata alle Anime Sante del Purgatorio, di cui non si ha traccia documenta ma solamente una memoria storica di tipo orale.


La nuova Chiesa, dedicata al SS. Crocifisso, poi divenuta nei primi anni del 1900 Chiesa Madre per distacco dalla dipendenza della Chiesa di S. Nicolò di Noto, è costituita da una sola navata, molto ampia, e da una cappella nobiliare nel settore destro, vicino alla balaustra, con una particolare distinzione voluta dal marchese.


“Architetto e direttore dei lavori fu don Gaspare Garrano, costruttore fu don Vincenzo Garrano, venuto con il principe da Piazza Armerina. Il disegno e le dimensioni della Chiesa furono presi dalla Chiesa del Monastero del Salvatore di Noto” a darci queste informazioni è il maestro Massimiliano Adamo, studioso del luogo.


La chiesa, ornata di altari, statue fu edificata in tempi brevi se venne inaugurata e consacrata nel 1790.


Le informazioni storiche sono state assunte dal libro di Emanuele Umberto Muscosa dal titolo “Pachino sul Colle Scibini”.


 


DESCRIZIONE DELLO STATO PRIMA DELL’INTERVENTO


Le strutture verticali


L'Eurocodice 6, il quale è formulato in veste di proposta Normativa Comunitaria a cui le Normative nazionali dovranno adeguarsi, al punto 3.1, così definisce la muratura:"......... è un materiale costituito da un assemblaggio di elementi murari, sia realizzati in sito o costruiti in pannelli prefabbricati, in cui gli elementi murari siano legati e solidarizzati con malta" l'elemento lapideo può essere di vari tipi "mattoni in argilla, blocchi di cemento, unità silico-calcaree, pietre naturali."


Riprendendo la definizione data dall'Eurocodice deve intendersi come muratura un materiale composito, non omogeneo, in generale non elastico e non isotropo i cui valori (in campo monoassiale) di resistenza a compressione e di rigidezza sono intermedi fra quelli dei componenti, mentre la duttilità dipende in maniera sostanziale dal danneggiamento degli elementi stessi, ed in particolare dal rapporto esistente fra il danneggiamento della malta e quello del materiale lapideo che ne rappresenta l'ossatura.


La muratura tradizionale nelle esecuzioni più qualificate veniva realizzata seguendo il concetto della "regola dell'arte", da intendersi come quel corpo di procedure costruttive obiettivamente definite, anche se non scritte, a cui i costruttori del passato hanno fatto riferimento, più o meno attento nelle loro fabbriche, legato essenzialmente alla geometria, alla disposizione delle pietre, ponendo estrema attenzione nell'utilizzare pietre di notevoli dimensioni ben ammorsate nel piano del muro e riempiendo i vuoti con pietre minute, frantumi di laterizio (tegole) e malta al fine di ottenere un regolare letto di posa per il filare superiore.


In un muro di buona fattura la malta, essendo un materiale incerto in termini di resistenza e di coesione, svolge esclusivamente la funzione di regolarizzare il contatto tra le pietre e a contribuire ad ottenere la monoliticità e nel contempo a ridurre la fragilità del paramento; cioè la resistenza del paramento è garantita dal sapiente incastro delle pietre.


Il meccanismo di trasmissione dei carichi all'interno del muro avviene quindi attraverso i mutui contatti degli elementi costituenti l'ossatura, la cui inosservanza è pregiudizievole per la stabilità dello stesso.


Le murature in oggetto sono composte da pietra rustica di varia granulometria (pietrame calcareo informe proveniente da cave presenti nel territorio) di idonea consistenza legata con malta di calce e sabbia di cava. L'apparecchio si compone prevalentemente di elementi grossi, irregolari, posti di punta e da elementi medio-piccoli e frammenti di laterizio, con funzione di riempimento di vani o di ripianamento, per un migliore assestamento degli elementi più grandi indispensabili e per una riduzione della presenza di malta nel paramento. Realizzata la costruzione dell'ossatura muraria, essa veniva rifinita sulle superfici utilizzando malta ricca di calce.


 


Le strutture di orizzontamento


Le strutture di orizzontamento sono costituite ( in tutti i locali del complesso) da volte reali, cioè con funzione portante in agglomerato di pomice o pietrame locale minuto e gesso. La geometria delle volte è generalmente a "dammuso" ( volta a botte o a padiglione) a sesto ribassato o di tipo lunettato .


Il procedimento costruttivo procedeva stendendo uno strato di malta gessosa, spessa mediamente cm 2, su centine lignee, preventivamente poste in opera, e disponendo quindi via via più strati successivi di materiale leggero (pomice e pietrame calcareo), misto a malta di gesso molto liquida, fino a conferire alla struttura lo spessore desiderato.


Particolare attenzione si poneva nella realizzazione del volume strutturale d'imposta, avente funzione di ripartizione delle sollecitazioni trasferite dal guscio conglomerico all'appoggio. Questi si presenta suddiviso in tre zone di pari spessore: una inferiore costituita da impasto di frantumi di pomice e malta abbondante; una mediana realizzata sempre con frantumi di pomice ma di dimensioni superiori ai precedenti; una superiore costituita sempre da elementi di pomice e pietrame calcareo leggero di pezzatura maggiore mista a malta.


 


Le strutture di copertura


La copertura della navata della chiesa presenta tipologia a due falde con pendenza di circa 20%, con struttura di supporto costituita da capriate in legno appoggiate ai muri perimetrali.


L'abside presenta invece una copertura a padiglione, cioè a tre e quattro falde convergenti.


Il manto di copertura è realizzato per tutta la superficie coperta in coppi e canali (soprani e sottani).


Un intervento recente di manutenzione straordinaria ha ricollocato i coppi sulla copertura e rifatto l’impianto di smaltimento delle acque meteoriche con pluviali di tipo esterno a vista, sostenuti da staffe in metallo incassate nella muratura.


 


Caratteristiche dello stato di conservazione


La chiesa nel suo complesso non manifesta segni di degrado e abbandono dovuti a mancanza di interventi di manutenzioni ordinaria.


Interventi realizzati, in epoche successive, di manutenzione ordinaria e straordinaria hanno mantenuto l’intero organismo architettonico in discrete condizioni visibilmente apparenti.


Sono presenti invece visibili lesioni e fratturazioni in corrispondenza dei due altari minori opposti in corrispondenza dell’ingresso principale. Tali dissesti hanno un andamento progressivo dal basso verso l’alto coinvolgendo anche la copertura.


Tale fenomeno è da imputarsi, a dissesti di rotazione della facciata e alla mancanza di coesione tra quest’ultima, prospetto principale realizzato in epoca diversa, ed il prospetto originario a cui risulta soprapposto. Le cause quindi vanno ricondotte non a cedimenti improvvisi dei terreni di fondazione, data la presenza di norme calcaree che risultano poco comprensibili ma all’eccessivo sovraccarico a cui gli stessi sono stati sottoposti con la realizzazione della seconda facciata avvenuto in passato. E’ certo che, l’evento sismico del 1990 ha amplificato gli effetti del dissesto.


A conferma di ciò il collegamento delle due parti realizzato con pietre a vista che formano un arco, che lega le due facciate, cementato con malte varie.


E’ possibile un cedimento strutturale delle fondazioni sotto la spinta della nuova facciata che può aver provocato il fenomeno di ribaltamento.


Il dissesto ha interessato anche i due campanili che hanno subito lesioni e si presentano con ambi fenomeni di disagio statico e deterioramento dei materiali.


Nel mese di Novembre 1999 nella Chiesa sono stati effettuati interventi di “ somma urgenza ex art. 70 del Regolamento 25.05.1895 n° 350 “ curati dall’Assessorato Lavori Pubblici – Ufficio del Genio Civile di Siracusa su segnalazione dell’ UTC del Comune di Pachino e del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Siracusa.


Gli interventi hanno avuto carattere provvisorio e sommariamente individuati:


nell’eliminazione del sovraccarico dovuto alla presenza di n° 4 campane gravanti sulle parti murarie dissestate;
nel puntellamento dei pinnacoli lapidei posti in sommità delle torrette;
nelle cerchiature dei pinnacoli lapidei posti in sommità delle torrette;
nell’incatenamento del prospetto principale alla facciata laterale per evidenti lesioni interne in corrispondenza del primi altari laterali opposti posti in corrispondenza dell’ ingresso.


 
LAVORI


Tirandature ed opere di consolidamento


Nei campanili sono stati demoliti gli attuali tiranti in c.a. e realizzati dei nuovi tiranti costituiti da tondi di ferro ancorati con apposite piastre nella muratura. Gli elmenti lapidei nei capochiavi dei tiranti sono stati ricostruiti mediante materiale uguale a quello esistente, riproducendo manualmente le stesse forme, modanature e lavorazioni di quello originale. Il fissaggio al muro degli nuovi elementi incollato con resine speciali e dove necessario mediante, anche, impermeature di materiale inossidabile filettato, acciaioso.


Le murature esistenti sono state consolidate previa l’esecuzione delle seguenti opere:


scarnitura dei giunti tra i conci di pietra degradati e delle lesioni;
pulizia mediante acqua ed aria della parete da trattare;
stilatura e stuccatura della muratura;
perforazioni meccanica per iniezioni, a sezione circolare del diametro di 35 mm, eseguite con macchina a rotazione.
pulizia delle perforazioni, (lavaggio dei detriti pulvurulenti di malta e murature);
posa in opera di tubetti filettati in rame, compreso il loro fissaggio provvisionale mediante malta di cemento e gesso.
iniezioni di boiacca di malta speciale a pressione.
rimozione dei tubetti filettati dai fori e chiusura con malta cementizia dei vuoti di alloggiamento dei tubetti stessi.



Pavimenti e impermeabilizzazioni nei campanili


Sono stati demoliti i pavimenti presenti nei campanili, rimossi i massetti di sottofondo e le pendenze e ripavimentati in cotto previa spianata di malta, in preparazione del piano di posa della impermeabilizzazione, con malta fine di calce, successiva impermeabilizzazione con membrana composita.


 


Interventi di completamento e finitura


L’intonaco del timpano della muratura centrale e dei campanili è stato rimosso e rintonacato con un primo strato di rinzaffo realizzato con miscela di calce idraulica, grassello di calce e coccio pesto (o pozzolana) miscelati con sabbia di frantoio lavata e carbonato selezionato, da un secondo strato finale composto da malta di calce con carbonato coccio pesto preparato a mano e con terre colorate.


Terminati i lavori sono state riposte e ben fissate le campane preventivamente dismesse con il sistema a rintocchi.


Sono state messe in opera n. 4 campane di f 900, 870, 780, 520 secondo il sistema a rintocchi con campane fisse compresa la fornitura di tutte le apparecchiature elettriche, elettroniche e meccaniche per il sostegno ed il suono.


 


Tirantature e imperneature


Sulle murature traversali in prossimità del prospetto principale erano evidenti le lesioni dovute ai dissesti di rotazione della facciata, lesioni particolarmente evidenti sul lato prospiciente la Via Garibaldi e che proseguivano, interessando le strutture della volta, fino alle murature del lato Est; tali dissesti avevano un andamento progressivo dal basso verso l’alto e coinvolgevano come già detto anche la copertura. La facciata del prospetto principale risulta di fatti nella sua configurazione attuale sovrapposta ad un precedente prospetto realizzato in epoca diversa. I dissesti pertanto sono da imputarsi alla rotazione della facciata dovuta appunto ai maggiori carichi che si sono creati con la realizzazione del nuovo prospetto e alla mancanza di coesione tra l’attuale facciata ed il prospetto originario a cui risulta soprapposto.


L’intervento che si è effettuato consiste nell’incatenamento; esso è stato realizzato con tiranti metallici in acciaio, ancorati con apposite piastre nella muratura ciò al fine di non perturbare la struttura originaria della chiesa.


Sono stati eseguite delle perforazioni nella muratura e posti in opera di tiranti costituiti da barre di acciaio ad alta resistenza meccanica del tipo "DYWIDAG", resistenza a rottura, a filettatura laminata continua, che sono stati fissati mediante:


- inghisaggio delle barre mediante miscela preconfezionata di boiacca di malta di calce idraulica pura e inerti micronizzati a pressione; iniezioni eseguite a mezzo di gruppo miscelatore e pompa a pressione, controllate a mezzo di apparecchi, (manometro e salvamanometro) installati in prossimità del foro;


- applicazione di piastre di ancoraggio e tensionamento degli stessi.


Nei capochiavi dei tiranti sono stati ricostruiti gli elementi lapidei mediante materiale uguale a quello esistente, riproducendo manualmente le stesse forme, modanature e lavorazioni di quello originale.


 


Svellimento, sottomurazioni e ripristino


Al fine di consolidare il sistema murario del prospetto principale sono stati eseguiti lavori di sottofondazioni previa dismissione dell’orlatura del marciapiede, alla demolizione dei pavimenti, dei rivestimenti e dei massetti e al successivo scavo di sbancamento.


La sottofondazione per sottomurazione è un tipo di intervento tradizionale tra i più usati in passato ed ancora non abbandonato. Con la sottomurazione si trasferisce il carico ad un piano di posa più profondo; ritenuto più idoneo, allargando contemporaneamente la base di appoggio per ridurre il carico unitario sul terreno.


Le murature di sottofondazione è stata realizzata in mattoni pieni e malta di cemento.


La sottomurazione è stata eseguita con ogni possibile cautela per non turbare l’equilibrio statico del sistema murario da consolidare né quello degli edifici.


 


Sarciture di lesioni


Poiché sul prospetto di Via Garibaldi, all’interno della chiesa e nella volta erano presenti delle lesioni, che interrompendo la continuità delle murature potevano provocare durante il sisma gli effetti dannosi delle vibrazioni asincrone (martellamento), è stato opportuno che le porzioni di muratura venivano solidarizzate.


L’intervento sulle lesioni è stato pertanto costituito dal risarcimento delle stesse. In particolare:


si è provveduto alla sarcitura di lesioni all'intradosso e all'estradosso di volta reale eseguito mediante la formazione di massetto di gesso e fibra di canapa previo lavaggio delle superficie e cucitura delle lesioni con il sistema del "cuci e scuci” e alla sarcitura di lesioni in muratura mediante riprese a "cuci-scuci"di muratura, eseguita con materiale dalle stesse caratteristiche di quello esistente, legati interamente con malta bastarda e stuccati nelle parti a vista con malta di calce.


 


Prospetto principale, laterale e campanili


Sul prospetto principale, nelle ali laterali, sul portale dell’accesso secondario sito sul prospetto di Via Garibaldi e nei campanili sono stati eseguiti lavori di restauro e precisamente:


Ricostruzione di nuovi elementi lapidei, ove necessario, previo taglio ed esportazione delle parti da sostituire, per formazione di mensole, stipiti, soglie, architravi, alloggi per capochiavi, cornici con decorazioni semplici di piccole e medie dimensioni ; mediante materiale uguale a quello esistente, riproducendo manualmente le stesse forme, modanature e lavorazioni di quello originale. Il fissaggio al muro è avvenuto con resine speciali, barre di resine e dove necessario mediante, anche, impermeature di materiale inossidabile filettato, acciaioso.
Riconfigurazione nei paramenti lapidei di parti mancanti, piani o inclinati, retti o curvi, mediante impasti, costituiti da resine e polvere dello stesso materiale aventi colore e grana identici all'esistente e compresa, inoltre, la stuccatura delle connessure con materiali e modalità esecutive identiche a quelle preesistenti. E' stato inoltre eseguito un trattamento consolidante mediante l'applicazione di una o più mani di prodotti resinosi reversibili;
Pulizia di paramento lapideo mediante trattamento aeroabrasivo di precisione con polveri abrasive di durezza inferiore a quella del materiale lapideo eseguita con idonea pressione;
Consolidamento delle superfici lapidee, tramite applicazione di silicato di etile dato a pennello o con impacchi in modo di far penetrare il prodotto in profondità, da applicare su superfici perfettamente asciutte, compresa la protezione delle parti trattate con teli;
Protezione delle superfici lapidee dall'azione degli agenti atmosferici tramite applicazione a spruzzo o a pennello di idrorepellenti silossani, reversibili, tale da non alterare la cromia originale;


 
Restauro pavimento cappella Chiesa


Si è riportato alla luce, un tratto, del vecchio pavimento in maiolica sottostante l’attuale pavimento in marmo della cappella della Chiesa. 

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    COROGRAFIA La Chiesa insiste sulla piazza Vittorio Emanuele con il prospetto principale e lateralmente ed è definita dalla via Garibaldi da un lato e da edifici privati dall’altro. L’andamento morfologico del terreno si presenta sostanzialmente pianeggiante. L’area ricade cartograficamente nella tavoletta in scala 1:25.000 denominata “Pachino” F 277 III Quadrante SE della Carta D’Italia edita dall’Istituto Geografico Militare. Le quote...

    Project details
    • Year 2005
    • Client Presidenza della Regione
    • Status Completed works
    • Type Churches / Recovery/Restoration of Historic Buildings / Restoration of Works of Art / Restoration of façades / Structural Consolidation
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