Peggy Guggenheim Café

Venice / Italy / 2014

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On June 4 the new Peggy Guggenheim Café was inaugurated at Palazzo Venier dei Leoni in Venice: a redesign project inserted in a unique museum context such as Peggy Guggenheim’s home.
The history of Palazzo Venier dei Leoni, the extraordinary unfinished 18th century building overlooking Canal Grande in Venice, is interwoven with the history of 20th century art. From 1948 to 1979 it was the home of the great collector Peggy Guggenheim, who welcomed artists, collectors and art lovers. In 1980, a year after her death, the building was transformed into one of the most precious museums dedicated to 20th century art.
Working in such a stratified architectural context, full of historic and artistic references, requires entering on your tiptoes. Therefore, the museum café renovation project, designed by Hangar Design Group, started from the need to reorganize the museum layout that leads the visitor to the café. A design premise based on the in-depth study of a benchmark and the need to harmoniously join retail and museum functions, considering the particular location of the space in the building.
Inside Palazzo Venier dei Leoni, the Peggy Guggenheim Café is situated on the veranda facing the internal garden - the green heart of the building - and in front of the museum wing dedicated to temporary exhibits. An obligatory passage, perfectly integrated with what still remains of the coziest and most intimate museum wing, also in terms of volumes.
Reorganizing the space revolves around the dual purpose of, on one hand, emphasizing access to the temporary exhibits through a more rational layout and a portal housing a digital poster, which is also visible from the outside, and on the other, making the space leading to the café and adjacent bookshop more fluid.
This is how a new zoning was redefined, according to the different uses of the space, from a fast lunch at the long counter overlooking the garden to a private lunch in a more concealed space, to a relaxing break in the more intimate room inside. The transition to the exhibition area was highlighted by a large white portal that is inserted in the 18th century architecture, underlining its proportions and articulating the space.
Subsequently, the furnishing was chosen. The formal leit motif is the stylistic essentialness that characterizes the interior design. The minimal counter, custom designed by Arclinea to combine functional efficiency and formal rigor, stands out in the bar area. Tables and chairs, by Desalto, meet the same criterion of light elegance, almost vanishing away. Square shapes were favored to optimize the modularity of the private areas, while round tables elegantly furnish the tearoom, the coziest part of the internal area.
The color scheme consisting of white for the walls, with travertine marble and Istrian stone inserts, or yet again for the furniture, is essential to the choice of exploiting natural light as an element of continuity with the open space of the sculpture garden, an integral part of the exhibition space. The sole concession of color is dark green on the window frames, which introduce the greenery of the outdoor space.
Lighting the space is the “Peggy” light installation, a lamp specifically designed for this space by Hangar Design Group and made by Vistosi. With shapes and black and white inspired by modernism, “Peggy” evokes the spirit of Calder’s mobiles, incorporating the levity and lightness of a rational and elegant mark.
On the walls, large black and white portraits of Peggy show the great collector in her home, commemorating her artistic heritage and giving visitors an unmistakable image of the star of the 20th century. An identity-making memory and iconographic call, also highly visible from the garden across the veranda, the image of Peggy invites the visitor to enter and linger in her rooms.


IT
E’ stato inaugurato il 4 giugno il nuovo Peggy Guggenheim Café, lo spazio caffetteria di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia: un progetto di redesign che va a inserirsi in un contesto museale unico come quello della casa di Peggy Guggenheim.

La storia di Palazzo Venier dei Leoni, straordinario edificio settecentesco incompiuto affacciato sul Canal Grande di Venezia, è intrecciata inseparabilmente con la storia dell’arte del XX secolo. Dal 1948 al 1979 è stata la residenza della grande collezionista Peggy Guggenheim, dove accolse artisti, collezionisti ed appassionati. Nel 1980, l’anno successivo alla sua morte, per sua volontà il palazzo viene trasformato in uno dei luoghi di cultura più preziosi dedicati all’arte del Novecento.
Operare in un contesto così stratificato, richiede di entrare in punta dei piedi all’interno di un’architettura densa di riferimenti storici ed artistici. Per questo il progetto di rinnovamento del museum café, affidato allo studio Hangar Design Group, è partito prima di tutto da una necessità di riordino della grammatica museale che conduce il visitatore attraverso la caffetteria. Una premessa progettuale che si è basata sullo studio di un benchmark approfondito e sulla necessità di far convivere la funzione retail con quella museale, in considerazione della particolare ubicazione dello spazio all’interno del palazzo.
Collocato sul lato interno di Palazzo Venier dei Leoni, il Peggy Guggenheim Café trova spazio nella veranda prospiciente il giardino interno, cuore verde del palazzo, e antistante all’ala del museo dedicata alle esposizioni temporanee. Un passaggio obbligato, e perfettamente integrato in quella che rimane ancora l’ala più intima e raccolta, anche in termini di volumi, del museo.
La riorganizzazione dello spazio ruota intorno al duplice scopo di enfatizzare da un lato l’accesso alle mostre temporanee, attraverso un layout più razionale e un portale dove è alloggiata una locandina digitale visibile anche all’esterno, e dall’altro di rendere più fluido lo spazio che conduce alla caffetteria e al bookshop adiacente.
E’ stata così ridefinita una nuova zonizzazione a seconda delle diverse modalità di fruizione, dal fast lunch consumabile sul lungo bancone che si affaccia al giardino, al pranzo privato in uno spazio più defilato, fino alla sosta rilassante nella sala interna più intima.
La transizione verso l’area espositiva è stata sottolineata da un grande portale bianco che si innesta nell’architettura settecentesca sottolineandone le proporzioni e scandendo lo spazio.
Successivamente si è passati all’identificazione degli arredi, il cui leit motiv formale è l’essenzialità stilistica che li caratterizza. Campeggia nell’area bar il bancone minimale, realizzato su misura da Arclinea, concepito per coniugare efficienza funzionale e rigore formale. Tavoli e sedie, firmati Desalto, rispondono allo stesso criterio di eleganza leggera, quasi a scomparsa. Forme quadrate sono state privilegiate per ottimizzare la modularità degli spazi privati, mentre tavolini tondi arredano con eleganza da sala da té la parte più intima della sala interna.
La scala cromatica composta dai bianchi delle pareti, degli inserti marmorei in travertino e pietra d’Istria, o ancora degli arredi, è funzionale alla scelta di sfruttare la luce naturale come elemento di continuità con lo spazio aperto del giardino di sculture, parte integrante del percorso espositivo. Unica concessione al colore, il verde scuro degli infissi che introducono al tema vegetale dello spazio esterno.
Ad illuminare lo spazio l’installazione luminosa “Peggy”, un lampadario progettato specificamente per questo spazio da Hangar Design Group e realizzato da Vistosi. Di ispirazione modernista nella scelta delle forme e del bianco e nero, “Peggy” rievoca lo spirito dei mobile di calderiana memoria, incorporandone la levità e la leggerezza di un segno razionale ed elegante.
Alle pareti, i grandi ritratti fotografici in bianco e nero di Peggy mostrano la grande collezionista all’interno della sua dimora ricordandone l’eredità artistica e restituendone l’immagine inequivocabile di protagonista del XX secolo. Memoria identitaria e richiamo iconografico fortemente visibile anche dal giardino attraverso la veranda, l’immagine di Peggy invita il visitatore a entrare e indugiare nelle sue sale.
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    Project details
    • Year 2014
    • Work finished in 2014
    • Status Completed works
    • Type Bars/Cafés
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