Waterpower

Strategie di rinnovamento per la Costiera Amalfitana Amalfi / Italy / 2004

2
2 Love 2,896 Visits Published
TRACCIARE LA VIA DELLA CARTA
IL PROTOCOLLO WATERPOWER
Luigi Centola


Waterpower è il risultato di un articolato progetto collettivo che ha permesso di definire un protocollo mirato ad innestare opportunità di sviluppo compatibili con le specificità locali e attribuire significati contemporanei al già ricco patrimonio storico, naturalistico ed architettonico della la Costiera amalfitana. Un contesto di straordinaria bellezza, amato e celebrato da scrittori, poeti, viaggiatori ed artisti di tutti i tempi, dal 1997 riconosciuto patrimonio dell’umanità e posto sotto la tutela dell’UNESCO per “le peculiarità del paesaggio mediterraneo unite al valore culturale e naturale dovuto alle sue caratteristiche spettacolari ed alla sua evoluzione storica”.

La costa diva è una stretta penisola che si estende per oltre 40 km tra i golfi di Salerno e Napoli, è protetta da montagne alte più di mille metri e si caratterizza per l’abbondante presenza di sorgenti che hanno posto le basi per una perfetta simbiosi tra le attività dell’uomo e la natura. Nel dopoguerra il territorio, a causa della difficile accessibilità, subì un progressivo abbandono delle attività connesse alla tradizionale produzione della carta ‘a mano’ per la quale Amalfi è ancora oggi nota nel mondo. Si pensi che nel momento di maggiore splendore, disseminate lungo le valli fluviali della Costiera, erano attive più di 50 cartiere. Oltre all’attività proto-industriale, hanno contribuito a plasmare la storia, l’economia, ma soprattutto il paesaggio, 700 ettari di limoneti coltivati per oltre un millennio sui caratteristici terrazzamenti. Venendo meno anche la competitività economica del prodotto ‘limone d’Amalfi’, si sta verificando l’abbandono da parte degli agricoltori con il conseguente degrado dei muri a secco che stabilizzano i costoni rocciosi.

Assistiamo in tempi recenti alle costanti aggressioni di un abusivismo scellerato, al dissesto idrogeologico, alla diminuzione dei flussi turistici, alle crescenti difficoltà per i giovani di trovare lavoro. Le annose discussioni sul modello di sviluppo da adottare non sembrano giungere ad azioni risolutive in un’area con seri problemi di mobilità, tutelata da un rigido Piano Urbanistico Territoriale che ne rende complesso persino il recupero conservativo. Paradossalmente, l’unica azione innovativa perseguibile, sotto gli occhi di tutti e a costo zero per la collettività, è il riuso degli antichi opifici abbandonati e in imminente pericolo di crollo. Tracciare la ‘via della carta’ amalfitana recuperando le strutture monumentali, i sistemi di approvvigionamento delle acque e le macchine idrauliche, migliorando contestualmente l’accessibilità, offrirebbe un impulso determinante per la vita, l’immagine e la competitività turistica internazionale della Costiera amalfitana.

Il protocollo Waterpower è nato da una iniziativa spontanea della società civile, si è sviluppato attraverso feedback successivi con le rappresentanze del territorio e i relativi contributi di approfondimento progettuale. Cinque gli anni di paziente lavoro e di incontri con i cittadini e le Istituzioni. Il masterplan coordina 35 progetti in 9 Comuni (Amalfi, Atrani, Cava de’ Tirreni, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Vietri sul Mare, Tramonti) per la riqualificazione ed il riuso a fini turistico-culturali degli opifici dismessi, tessere architettoniche inserite nel mosaico paesaggistico di 5 valli fluviali per alcuni tratti ancora incontaminate: Canneto, Dragone, Reginna Minor, Reginna Maior, Bonea.

Il progetto complessivo presentato in anteprima nella mostra-installazione al Ravello Festival 2009, si propone di evitare la museificazione, affronta in modo sistematico, dal punto di vista programmatico, imprenditoriale ed architettonico, il recupero di circa 50.000 mq di superficie coperta (cartiere, ferriere, pastifici e mulini risalenti anche al XIII secolo), di svariati ettari di antichi terrazzamenti con i muri a secco e di oltre 10 chilometri di canalizzazioni con cisterne, vasche, pozzi di caduta e macchine idrauliche che narrano secoli di sapiente utilizzo del ‘potere dell’acqua’. Un patrimonio culturale di inestimabile valore materiale ed immateriale.

Waterpower definisce interventi coordinati alle diverse scale: tecnologica, architettonica, paesaggistica e urbanistica. Crediamo fermamente che assecondando le naturali vocazioni e le differenti necessità delle comunità locali si possano incentivare reali opportunità di sviluppo funzionali al recupero di un patrimonio collettivo unico al mondo. I 35 interventi declinano variazioni sul tema guida, grazie alle diverse sensibilità e competenze dei professionisti coinvolti: archistar, engineering, talenti nazionali e giovani promesse locali.
Cinque sottosistemi tematici ortogonali alla linea di costa coinvolgono le aree interne nello sviluppo equilibrato del territorio: la potenza dell’acqua, la cittadella dei musicisti, il borgo del Grand Tour, la via del gusto ed il percorso dei monaci della Badia.






Nella valle del Canneto, 18.000 mq tra Amalfi e Scala, si esplorano le potenzialità della potenza idraulica; questa è l’unica valle che non ha un programma funzionale omogeneo dal momento che si configura come un vero e proprio microcosmo particolarmente adatto ad offrire un condensato della storia Amalfitana.
Nella valle del Dragone, 6.000 mq tra Atrani e Ravello, attraverso la cittadella dei musicisti si estende, sia in direzione del mare che verso i giovani, gli appassionati ed il pubblico di tutti i tipi di musica, l’esperienza di successo offerta dalla città della musica con il suo fortunato Festival.
Nella valle del Reginna Minor, 12.000 mq tra Minori e Ravello, è parso naturale innestare una tipologia originale di ospitalità diffusa a stretto contatto con la natura, il borgo del Grand Tour, che mette in rete la serie ravvicinata di ruderi e i percorsi pedonali, schermati dalle pergole di limoni e di viti che li collegano.
Nella valle del Reginna Maior, 11.000 mq tra Maiori e Tramonti, approfittando dell’accessibilità carrabile, si incentiva l’offerta enogastronomica dei Monti Lattari e si valorizzano le produzioni locali: dalla pasta al limone, dai latticini al vino e ai distillati.
Nella valle del Bonea, 3.000 mq tra Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni, si ripercorre lo storico percorso dei monaci che dalla Badia raggiungevano la darsena di Fuenti; a Molina il ponte dell’acquedotto medioevale, parzialmente distrutto dall’alluvione, offre l’infrastruttura perfetta per la più ardita e simbolica delle installazioni realizzabili con l’acqua.

A seconda delle problematiche di ogni valle sono suggerite soluzioni differenziate per realizzare una mobilità ad impatto zero a servizio sia dei residenti che dei turisti, evitando l’ingresso delle automobili nei centri abitati: gli ascensori a potenza idraulica ad Amalfi, un approdo temporaneo galleggiante per le vie del mare ad Atrani, tre parcheggi scavati in roccia a Castiglione, Minori e Vietri sul Mare, una ovovia per raggiungere Ravello e un people mover meccanizzato che risale lungo il tracciato del fiume a Maiori.

Pochi dati bastano per comprendere l’importanza di governare una strategia unitaria di rivitalizzazione, sia per la vita dei piccoli Comuni coinvolti che per la competitività della Provincia di Salerno e della Campania. L’importo complessivo dei lavori per i restauri e l’accessibilità è stimabile in oltre 250 milioni di Euro, integralmente coperti da investimenti privati, mentre sarebbero almeno 500 i posti di lavoro connessi alla rigenerazione in un tempo non superiore ai 5 anni, per non parlare dei benefici per le zone interne e la destagionalizzazione delle presenze.

Il masterplan e la sinfonia dei progetti rivalutano le testimonianze del passato e ripensano l’acqua come fonte di energia e di vita da impiegare con rispetto. Waterpower attraverso una nuova accessibilità pedonale meccanizzata ad impatto zero con ascensori, funicolari, teleferiche e microturbine a potenza idraulica attualizza la storia millenaria di tre continenti riassunti nelle conoscenze della Repubblica marinara di Amalfi.

Tra gli oltre 3.000 partecipanti della prima edizione degli Holcim Awards, l’autorevole giuria, riconoscendo il contributo etico apportato dal protocollo Waterpower e la “lezione globale di fusione tra conservazione e innovazione”, ha premiato il nostro team assegnandogli il più prestigioso riconoscimento mondiale dedicato allo sviluppo sostenibile, offrendo così al mondo, dalla Costiera amalfitana, un messaggio contemporaneo e replicabile di sostenibilità.
Per tutti un’occasione da non sprecare.

2 users love this project
Comments
    comment
    Enlarge image

    TRACCIARE LA VIA DELLA CARTA IL PROTOCOLLO WATERPOWER Luigi Centola Waterpower è il risultato di un articolato progetto collettivo che ha permesso di definire un protocollo mirato ad innestare opportunità di sviluppo compatibili con le specificità locali e attribuire significati contemporanei al già ricco patrimonio storico, naturalistico ed architettonico della la Costiera amalfitana. Un contesto di straordinaria bellezza, amato e celebrato da scrittori, poeti, viaggiatori ed artisti di...

    Archilovers On Instagram
    Lovers 2 users