CBF - Centre pour le Bien-être des Femmes

Ouagadougou / Burkina Faso / 2007

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CBF: NASCITA DEL PROGETTO Il CBF [Centre pour le Bien-être des Femmes] è un centro polivalente rivolto principalmente alle donne del Settore 27 di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso), area periferica di primo inurbamento. Il centro, nasce nel 2005 su iniziativa dell’ONG AIDOS [Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo] e prevede il coinvolgimento attivo di alcune organizzazioni locali partner con competenze specifiche [Voix des Femmes, Mwangaza Action, CNLPE] . Finanziato dai Democratici di Sinistra con un contributo della Commissione Europea, il CBF fornisce quasi gratuitamente prestazioni sanitarie, assistenza psicologica e consulenze legali. Inoltre interagisce con la comunità organizzando sessioni di formazione, informazione e sensibilizzazione riguardanti la salute sessuale e riproduttiva, i diritti delle donne e delle famiglie, i comportamenti a rischio di malattie sessualmente trasmissibili, la prevenzione di ogni tipo di violenza fatta sulle donne e di pratiche tradizionali nefaste come le mutilazioni genitali femminili. Per poter mettere in pratica questo progetto socio-sanitario si è resa necessaria la realizzazione di un complesso edilizio a budget relativamente ridotto che ospitasse le varie attività. Il progetto architettonico è stato redatto interamente a titolo gratuito dall’architetto Riccardo Vannucci tra febbraio e novembre 2005, mentre la costruzione, iniziata nel febbraio 2006, è stata realizzata in 15 mesi da un’impresa locale sotto la supervisione diretta di FARE. MODELLO TIPOLOGICO RIPROPONIBILE Il processo è nato in un momento in cui il sito non era definito e le informazioni tecniche in possesso dell’architetto erano scarsissime. Di conseguenza è stato fondamentale strutturare il progetto in modo ‘aperto’, almeno in una prima fase, in modo che potesse essere adattato a qualsiasi sito e che potesse recepire strada facendo le informazioni relative alle tecniche costruttive e ai materiali disponibili in loco, raccolte grazie a missioni di sopralluogo e alla collaborazione di un architetto locale. Il progetto si è perciò configurato innanzi tutto come un modello tipologico, scaturito da considerazioni di tipo climatico e definito nelle sue linee principali e soprattutto nella sua adattabilità e flessibilità. Ogni elemento compositivo è stato pensato come ideologicamente e fisicamente separato dagli altri, in modo da massimizzare la riconfigurabilità dell’impianto e l’ampliabilità del sistema, oltre alla leggibilità architettonica. Inoltre la struttura flessibile e componibile è la base per una futura, auspicabile riproposizione del progetto del CBF in un altro contesto climaticamente simile. DESCRIZIONE ARCHITETTONICA Il progetto, che sorge su un lotto di 1600 mq donato ad AIDOS dalla municipalità di Ouagadougou, è impostato sulla separazione delle attività primarie espletate nel CBF in due edifici distinti ma strettamente collegati: il Centro Formazione dedicato alle attività di sensibilizzazione, amministrazione e gestione, e il Consultorio riservato alle prestazioni sanitarie, legali e di sostegno psicologico. I due edifici principali, di 250 mq ciascuno, sono realizzati a partire da una stessa struttura: una piattaforma in calcestruzzo armato sollevata da terra che costituisce un vero e proprio suolo artificiale sulla quale vengono costruiti i volumi destinati alle varie attività funzionali. I due edifici sono riparati dalla pioggia e, soprattutto, dalla radiazione solare diretta da un leggero velario impermeabile in PVC, sostenuto da una struttura indipendente sorretta da pilastri metallici ad albero. I volumi che ospitano i vari locali sono svincolati dalla struttura di copertura e disposti liberamente sulla piattaforma, articolandosi intorno a patii ventilati e ombreggiati che proteggono dall’introspezione mediando il rapporto con l’esterno. Le pareti sono costruite in BTC [briques en terre comprimée], mattoni crudi impastati con terra, cemento e acqua prodotti in situ da maestranze locali, asciugati al sole e montati a secco. L’assenza di malta, resa possibile dalla conformazione maschio-femmina dei BTC, ha reso più rapida e semplice la costruzione delle murature, oltre che più economica. Si tratta di una tecnologia, radicata nella tradizione sub-saheliana dell’architettura vernacolare in terra cruda, sviluppata da un’impresa Sud Africana la quale esporta le presse idrauliche per la produzione dei mattoni e impartisce a maestranze locali delle formazioni sulle linee guida per una corretta costruzione. Poiché la tipologia da loro proposta è abbastanza standardizzata, è stato necessario studiare delle soluzioni specifiche che si adattassero al progetto del CBF. Si sono perciò introdotti degli elementi di novità che hanno dimostrato la versatilità del sistema e implementato le competenze dei muratori che lo hanno realizzato: • Un cordolo intermedio continuo in calcestruzzo armato irrobustisce i paramenti murari fungendo anche da architrave per le aperture. • Per ragioni statiche, la muratura al di sopra del cordolo è stata armata agli angoli attraverso il getto in opera di pilastrini in cls all’interno di bucature realizzate appositamente nei mattoni. • Le putrelle che supportano il tetto, anziché annegate in una trave di coronamento sono state incorporate all’interno del paramento murario. La decisione di lasciare a vista i BTC, e dunque l’impossibilità di coprire eventuali errori nel montaggio dei mattoni, ha consentito alle maestranze di sperimentare e apprendere un livello di attenzione e cura nella costruzione delle murature a loro sconosciuta, in quanto le soluzioni costruttive generalmente adottate in loco prevedono nel 90% dei casi l’intonacatura finale delle superfici. Gli ambienti del Centro Formazione e del Consultorio sono coperti da un tetto in lamiera grecata alternata a ondulato in PVC traslucido, sorrette da travi in acciaio IPE 100 a vista. L’eliminazione del controsoffitto, oltre a esprimere la volontà architettonica di svelare la struttura intima dell’edificio, permette anche di beneficiare dell’illuminazione dall’alto attraverso il PVC traslucido, diffusa e non abbagliante grazie alla schermatura offerta dal telone superiore. Gli impianti sono a vista per la stessa volontà di non mascherare gli elementi tecnologici, e per la necessità di rendere la manutenzione il più agevole possibile. I muri perimetrali, più esposti alle intemperie e al sole, sono privi di aperture e protetti da uno strato di intonaco armato, finito con pittura ecologica ad acqua di vari colori. Lo slogan dell’ONG locale ‘j’ai des droits’ in varie lingue locali e internazionali è stata dipinta tono su tono sulle pareti colorate. In questo modo le pareti esterne diventano degli schermi sui quali viene ribadito l’impegno sociale del centro in un modo indiretto e informale. Numerose aperture sono invece presenti sulle pareti non rivolte direttamente all’esterno, vetrate e dotate di lamelle orientabili per favorire la ventilazione in collaborazione con le bocchette cilindriche inserite all’interno dei paramenti murari. Lo spazio esterno, come quello interno, è pensato come un luogo di condivisione da cui divulgare attraverso il passa parola le tematiche affrontate nel centro, favorendo un tipo di informazione indiretta e informale. Un ampio gazebo coperto con stuoie è stato installato nel giardino per consentire l’organizzazione di piccoli eventi e dibattiti. Varie essenze arboree tipiche dell’Africa Occidentale sub Sahariana sono state piantate anche per promuovere gli interventi volti al rinfoltimento della vegetazione autoctona. Negli ultimi decenni la deforestazione per procurarsi la legna ha gravemente impoverito le zone urbane e rurali attorno alla capitale, e questo è uno dei motivi per i quali si è scelto di non utilizzare il legno come materiale da costruzione. IDENTITA’ AL QUARTIERE + VISIBILITA’ Il settore 27 è un’area periferica di Ouagadougou, abitato da una popolazione scarsamente alfabetizzata ed economicamente disagiata, migrata recentemente dalle campagne. Gli edifici esistenti, provvisori e costruiti in terra cruda, sorgono spontaneamente senza seguire alcuna logica di pianificazione, e il paesaggio proto-urbano che ne deriva è informe e destrutturato. In questo panorama il CBF è il primo vero edificio, e ha dotato il quartiere di un fulcro attorno al quale si stanno organizzando le attività sociali e commerciali, prima disseminate senza criterio. Gli abitanti del quartiere ne hanno seguito da vicino le varie fasi costruttive, sono stati interpellati quando si è trattato di prendere delle decisioni e ora che il centro è in funzione vengono quotidianamente coinvolti nelle varie attività che vengono svolte al suo interno; oltre ad un centro funzionalmente utile, ora hanno un polo di aggregazione e di identificazione nel quale si riconoscono e che sentono proprio. Inoltre la riconoscibilità dell’edificio ha dato un volto ad un settore che prima non aveva nessuna caratteristica qualificativa. Ciò si ripercuote positivamente sulla visibilità dei pressanti bisogni socio-sanitari ed economici del quartiere a livello locale e internazionale, attirando l’attenzione delle istituzioni e delle associazioni in grado di mobilitarsi per porvi rimedio. VALENZA + UTILITA’ SOCIALE Il CBF nasce in risposta alle esigenze funzionali del programma di AIDOS. Tale programma si inserisce nello scenario delle iniziative nazionali e internazionali volte alla difesa e alla promozione della donna, un soggetto disagiato,sprovvisto di qualsivoglia autonomia economica e culturale, spesso vittima di violenze fisiche e psicologiche, discriminazioni e soprusi. Le prestazioni sanitarie e di consulenza fornite dal centro sono rivolte ai singoli individui; le sensibilizzazioni sono dedicate a gruppi di persone appartenenti alla comunità; le formazioni sono riservate ai componenti delle ONG partner di AIDOS, con lo scopo di rinforzare le capacità gestionali e organizzative delle organizzazioni e di ampliare le competenze dei singoli operatori e formatori. La gratuità, la continuità e la qualità delle cure, la partecipazione comunitaria, l’approccio integrato alla salute della donna, la progressiva autonomia delle organizzazioni partner, il lavoro in sinergia per la lotta alla pratica delle Mutilazioni Genitali Femminili così diffuse e radicate nella cultura tradizionale del paese fanno del progetto di AIDOS un intervento pionieristico e innovativo nel settore della cooperazione allo sviluppo, e del CBF un polo di eccellenza che spicca nel panorama delle strutture sanitarie esistenti oggi nella regione. Il progetto architettonico, altrettanto innovativo dal punto di vista tipologico e costruttivo, si pone come espressione formale del messaggio di rottura proposto da AIDOS, dandone un’interpretazione fisica che è chiaramente leggibile da tutti. Inoltre l’iconografia e l’impatto dell’edificio coadiuvano l’azione di AIDOS in quanto favoriscono la notorietà dell’intervento facilitando l’arrivo di finanziamenti da parte da altri potenziali donatori, indispensabili perché il CBF possa garantire la continuità del proprio operato. ECONOMIA DI GESTIONE Il tema della sostenibilità economica a lunga scadenza dell’intervento è stato determinante nella scelta della tipologia edilizia più adatta e delle soluzioni costruttive più appropriate. L’intero progetto è studiato privilegiando un approccio integrato alle interazioni tra spazio costruito e contesto climatico-ambientale (disposizione e orientamento degli edifici sul lotto, controllo dei consumi, utilizzazione della vegetazione, scelta delle tecnologie realizzative). Il centro, a fronte di un costo iniziale non particolarmente esiguo, doveva avere costi di manutenzione e gestione minimi per non pesare sul budget limitato delle ONG che lo gestiscono. Queste esigenze si sono combinate con la volontà di ridurre al minimo l’impatto ambientale della costruzione, generando una serie di scelte progettuali volte a utilizzare materiali e tecnologie semplici e facilmente mantenibili, assicurando il massimo benessere termo-igrometrico interno con un consumo energetico minimo. CONDIZIONI AL CONTORNO Il Burkina Faso è un paese dal clima saheliano arido-secco, che raggiunge temperature di 48°C nella stagione calda da febbraio a giugno,subisce piogge stagionali violente che provocano scoperchia menti di edifici e allagamenti di interi quartieri, oltre a frequenti tempeste di sabbia portate dal vento Harmattan che arriva dal Sahara. Per proteggersi dalle aggressioni del clima l’industria edile attuale, sull’onda di un acritico sebbene giustificabile desiderio di modernità, ha quasi abbandonato le tecniche tradizionalmente utilizzate ripiegando sulla costruzione di edifici compatti e sigillati nei quali viene fatto un uso smodato dei climatizzatori. Questa attitudine appare particolarmente insensata in un contesto in cui l’energia elettrica e il gasolio necessario per alimentare i gruppi elettrogeni hanno un costo assolutamente spropositato in relazione alla capacità economica globale, arrivando a sfiorare i prezzi europei. SOSTENIBILITA’ ECONOMICA E AMBIENTALE I mattoni in terra cruda scelti per la costruzione, compressi in loco mediante una pressa idraulica, sono un materiale estremamente ecologico, con un ciclo di vita energeticamente vantaggioso, e grazie alla notevole inerzia termica di cui sono dotati mitigano la temperatura interna rispetto a quella esterna di 4/5°C. La scelta di utilizzarli rappresenta la volontà di introdurre una tecnologia sostenibile alternativa, in un contesto edilizio legato a soluzioni costruttive standardizzate non sempre ottimali, e all’importazione di materiali dall’estero. L’alternanza di lamiera metallica e ondulato traslucido come copertura degli ambienti lascia filtrare una luce diffusa nelle stanze rendendo superflua l’illuminazione artificiale per gran parte della giornata. Il velario teso sulle strutture in acciaio che sovrastano entrambi gli edifici come un ombrello,oltre a riparare i BTC dalla pioggia, protegge gli ambienti sottostanti dall’incidenza diretta della radiazione solare, creando uno schermo d’ombra che abbassa ulteriormente la temperatura. In considerazione delle sollecitazioni a cui è sottoposto, è stato scelto come materiale un telone in PVC ad alta resistenza, leggero e totalmente riciclabile, che non richiede manutenzione e garantisce facilità di lavorazione e messa in opera. Lo strato di aria calda che permane nell’ intercapedine tra tetto in lamiera e velario, in sinergia con l’aria fresca che staziona al di sotto delle piattaforme genera dei movimenti convettivi che, coadiuvati dalle numerose aperture perimetrali degli ambienti dotate di lamelle vetrate orientabili, concorrono a migliorare la ventilazione naturale interna, riducendo drasticamente il ricorso alla climatizzazione forzata. La sopraelevazione rispetto al suolo realizza condizioni igienico\climatiche assolutamente estranee alla cultura e alla pratica insediativa locali [protezione da polvere, fango, umidità]. Il giardino è un’importante strumento per regolare il microclima del complesso, grazie all’ombra portata dagli alberi e all’umidità garantita dalla presenza di vegetazione. Infine il manto erboso che ricopre il terreno esterno lo protegge dall’erosione e dal dilavamento. Il CBF è energeticamente autonomo: un pozzo con cisterna e pompa solare garantisce l’approvvigionamento idrico; non essendoci nella zona alcun collegamento con la rete elettrica nazionale,un gruppo elettrogeno consente provvisoriamente il funzionamento del centro in attesa dell’installazione di un generatore a pannelli solari che ne coprirà del tutto il fabbisogno energetico. EMPOWERMENT OF THE COMMUNITY L’impianto tipologico dell’edificio, al pari del programma sociale, è innovativo rispetto al tradizionale approccio della cultura edilizia locale pur essendo basato su materiali e tecnologie ampiamente reperibili in situ e familiari sia alle maestranze che all’industria delle costruzioni. Rivisitando la tipologia tradizionale delle costruzioni a un piano in terra cruda attraverso modifiche tipologiche come la soprelevazione e la copertura indipendente, si è dimostrato che, tramite accorgimenti di portata limitata, un notevole miglioramento delle prestazioni di un edificio sia facilmente realizzabile e alla portata di tutti. Si è quindi messo in atto un rafforzamento delle capacità tecniche delle maestranze direttamente coinvolte nella costruzione, quanto della consapevolezza degli spettatori della realizzazione del progetto. Questi ultimi (costruttori,organizzazioni, istituzioni, imprese) hanno già ampiamente dimostrato di aver compreso il valore dell’intervento dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Il loro apprezzamento è doppiamente positivo in quanto spesso si traduce in un miglioramento della qualità della vita della popolazione dell’intero quartiere: • Il sindaco ha messo in moto un programma di riqualificazione urbana dell’area attorno al Centro per renderne più agevole l’accesso e il collegamento alle reti idrica e elettrica; • la municipalità ha donato a Voix de Femmes un terreno di 6000 mq che è stato attrezzato come orto polivalente finalizzato al sostentamento e all’autonomia economica di 50 donne, scelte tra le più disagiate del quartiere, che prima di avere questa piccola fonte di reddito vivevano al limite dell’indigenza. E’ stato anche scavato un pozzo in grado di fornire acqua a tutta la comunità. • il ministro della sanità ha manifestato l’intenzione di edificare una maternità nei paraggi che completi le prestazioni fornite oggi dal CBF e che sia costruito seguendo gli stessi principi formali e tecnologici.
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    CBF: NASCITA DEL PROGETTO Il CBF [Centre pour le Bien-être des Femmes] è un centro polivalente rivolto principalmente alle donne del Settore 27 di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso), area periferica di primo inurbamento. Il centro, nasce nel 2005 su iniziativa dell’ONG AIDOS [Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo] e prevede il coinvolgimento attivo di alcune organizzazioni locali partner con competenze specifiche [Voix des Femmes, Mwangaza Action, CNLPE] . Finanziato dai...

    Project details
    • Year 2007
    • Work started in 2006
    • Work finished in 2007
    • Client AIDOS [Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo]
    • Status Completed works
    • Type multi-purpose civic centres / Hospitals, private clinics
    • Websitehttp://www.farestudio.it
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