Complesso Inter-parrocchiale

"ORA ET LABORA"

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RAPPORTO CON L’AMBIENTE URBANO L’impianto del nuovo complesso inter-parrocchiale “San Benedetto” prevede la massima integrazione con gli spazi urbani circostanti, instaurando con essi un rapporto di reciproco scambio e contestualmente dando centralità all’edificio di culto. La posizione del complesso , il suo orientamento, nasce da un’approfondita analisi dei percorsi (sia pedonali che carrabili) e delle relazioni pieno-vuoto con gli edifici circostanti. In particolare è dato risalto alla CONTINUITA’ tra interno ed esterno: l’aula liturgica (cui si attribuisce quota 0,00 di progetto) si “espande” e degrada con una leggera pendenza verso l’esterno; la pavimentazione che, come la trama di un tappeto confluisce verso l’assemblea “invitando” la comunità a raccogliersi. La continuità del percorso che attraversa tutta l’area di sedime del complesso, attraversando l’aula, o discendendo alle funzioni poste a quota -5,00m , è sottolineato dall’andamento dalla grande parete verticale dell’aula liturgica e dai setti murari che si spingono fin oltre l’area destinata al complesso inter-parrocchiale e disegnano gli spazi dell’area oggetto di proposta, diventando veri e propri elementi di arredo urbano (diventano sedute e fioriere, oltre a creare zone di aggregazione coperte e a verde) La casa di Dio, fulcro della comunità ed elemento dominante della proposta progettuale, si erge imponente ma senza essere di ostacolo alla fruizione degli spazi nella propria globalità. RICONOSCIBILITA’ DELL’EDIFICIO SACRO L’idea progettuale dell’edificio sacro, nasce dalla volontà di essere manifestazione tridimensionale della liturgia e della sacralità. L’impianto architettonico è impostato con una geometria semplice e per questo di grande leggibilità, la spazialità mira a facilitare un percorso interiore, a salire verso l’alto, partendo da un segno unico e dominante, senza “aggredire” il fruitore ma assecondandone il raccoglimento ed aiutandolo a compiere un cammino interiore. Il campanile è integrato nel “segno” del grande muro che segna il percorso d’ingresso all’aula liturgica. PROFILO ESTETICO, FORMALE Attraverso una profonda sinergia tra liturgia, architettura ed arte, si è cercato di dare vita ad un complesso organico. La struttura architettonica pulsa secondo due movenze VERTICALE-ORIZZONTALE (cielo e terra) ; la tensione verso l’Alto non si contrappone ma, anzi, è tutt’uno con lo spazio (orizzontale) dell’assemblea, casa della vita cristiana. Il grande muro degli “ICHTHYS, la falda inclinata, la pavimentazione che congiunge dentro e fuori, i patii caratterizzati dai sacri colori liturgici , le grandi vetrate, sono tutte parole di un lessico estetico e formale ma soprattutto in cui una chiesa di persone si riconosca. IMPIANTO LITURGICO Nel progetto, forme e funzioni dell’aula liturgica sono state pensate in base alla riforma del Concilio Vaticano II, al cammino di fede delle comunità che celebrano, nello spazio e nel tempo, il Mistero di Cristo, e alle indicazioni dell’Ufficio Liturgico Nazionale circa la progettazione di nuove chiese (Cf. Nota pastorale della CEI, 1993). a)Unità e articolazione dell’aula liturgica Lo spazio interno di questa chiesa è stato studiato per esprimere e favorire in tutto la comunione dell’assemblea, riunita per la celebrazione dei santi misteri, gerarchicamente ordinata e articolata nei diversi ministeri (SC 7; DV 21; PNMR 257). Sono state sottolineate le grandi presenze simboliche permanenti: l’altare, l’ambone, il fonte battesimale, la sede presidenziale; senza dimenticare il luogo per le confessioni, la cappella per la custodia eucaristica, la cappella per la messa feriale, la sagrestia, lo spazio dedicato al coro, ai concelebranti e naturalmente all’assemblea dei fedeli. Lo spazio, come pure l’accurata disposizione dei banchi, renderà possibile l’organico e ordinato sviluppo, oltre che della messa, degli altri Sacramenti e dei Sacramentali, come pure i vari movimenti processionali e gli spostamenti dei ministri e dei fedeli. Infine, interno ed esterno di questa chiesa esprimono bene la convinzione del Vaticano II (SC 6 e 10) per il quale la chiesa è mistero di comunione (si noti l’ampiezza dell’aula) e popolo di Dio pellegrinante verso la Gerusalemme celeste (la tensione verso l’alto, visibile sia dall’interno che all’esterno dell’edificio) b)L’altare Centro dell’azione liturgica e punto focale di tutta l’aula liturgica. Unico, dignitoso, rivolto al popolo e praticabile tutto intorno; ben collocato al centro del presbiterio, che è adeguatamente elevato e distinto dal resto dell’aula. Secondo l’uso tradizionale e il simbolismo biblico la mensa è di pietra naturale. c)L’ambone Luogo proprio della Parola di Dio è solenne e rialzato rispetto all’altare e alla sede, per sottolineare l’importanza della proclamazione liturgica e per garantire la visibilità del ministro. La sua forma è correlata all’altare ma non interferisce con la priorità di esso. La sua ubicazione è stata pensata creando quasi un ponte tra l’area presbiteriale e l’assemblea: la Parola proclamata esce simbolicamente dal presbiterio per giungere verso i fedeli in ascolto. d)La sede del presidente Ben visibile e collocata in modo da consentire la guida della preghiera, il dialogo e l’animazione dell’assemblea. Essa designa il presidente non solo come capo, ma anche come parte integrante dell’assemblea: per questo è in diretta comunicazione con l’assemblea dei fedeli, pur restando nel presbiterio. È dotata inoltre di apposito leggio. Accanto e dietro di essa sono presenti i sedili per i concelebranti e/o ministranti. e)Il fonte battesimale Secondo le norme CEI non è possibile accettare l’identificazione dello spazio e del fonte battesimale con l’area presbiteriale o con una parte di essa. Pertanto si è preferito collocare il fonte battesimale in fondo alla chiesa, in prossimità dell’ingresso (segno visibile del primo sacramento dell’iniziazione cristiana); non separato dall’aula liturgica e ben visibile da tutti i fedeli, per sottolineare l’importanza che la celebrazione battesimale ha per tutta la comunità, e non solo per la famiglia del candidato. f)La custodia eucaristica Il Santissimo Sacramento viene custodito in un luogo distinto dalla navata della chiesa, accanto al presbiterio, adatto anche all’adorazione e alla preghiera personale. Cio è motivato dalla necessità di non proporre simultaneamente il segno della presenza sacramentale e la celebrazione eucaristica. OPERE D’ARTE L’artista ha interpretato il tema proposto nella sua globalità decidendo di accompagnare il fruitore in tutto il percorso, collocando opere sia all’interno che negli spazi esterni del complesso. Egli interviene reinterpretando gli elementi simbolici propri della tradizione cattolica attraverso il filtro della propria personale sensibilità di uomo, prima che di artista. Il primo dei simboli cui fa riferimento è l’ICHTHYS, uno dei simboli più antichi, simbolo di riconoscimento tra i cristiani durante le persecuzioni romane ma, anche simbolo eucaristico legato all’ultima cena ed evangelico con il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Nonché acronimo formato con le lettere iniziali della frase greca “Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore”. Questo simbolo caratterizza la grande parete verticale dell’aula liturgica, come una pelle. Il secondo segno rielaborato da Fermariello è il CRISMON (o monogramma di Cristo) che viene collocato sotto forma di grande scultura bronzea presso la pensilina che accoglie i fedeli intorno al sagrato sul fronte Sud. La “X” sostiene la “P” (volutamente leggermente in bilico) che si abbandona su di essa come il Cristo della “Pietà” tra le braccia della “Madre”. Nella zona immediatamente a ridosso del sagrato sul fronte Nord, l’artista colloca le “MANI VOTIVE” che si rivolgono verso il cielo in un gesto di preghiera e di comunione. Ispirato dalla vita di San Benedetto che riuscì a coniugare meravigliosamente i verbi “pregare” e “lavorare” nella famosa espressione della Regola , all’interno dell’aula liturgica , l’altare, l’ambone, sede del presidente, il fonte battesimale, la custodia eucaristica, i confessionali e tutti gli arredi sono caratterizzati da un’estrema semplicità, seppur solenne, a voler incitare a ritrovare una frugalità a volte dimenticata. Sempre in ricordo di un avvenimento legato alla vita del Santo è il segno stilizzato che l’artista imprime sui setti murari alle spalle della zona dell’altare. Questi rielabora la vicenda dell’intervento miracoloso del CORVO (presente in molte storiche rappresentazioni iconografiche del San Benedetto) . ASPETTI FUNZIONALI Considerando la complessità delle relazioni spaziali che intercorrono tra le varie funzioni si è deciso di distribuirle su un DOPPIO LIVELLO. Il concetto di “scavo” è un tema che ricorre nell’architettura di ogni epoca, consente in questo particolare caso, di ottenere un complesso organico ed al contempo dare maggiore “respiro” agli spazi dell’edificio sacro (chiesa, casa canonica, sagrestia, cappella feriale) pur mantenendo invariate le linee di forza dell’impianto architettonico. Un doppio percorso che “sale” alla quota 0,00 dell’aula liturgica oppure “discende” verso il salone inter-parrocchiale e gli spazi degli uffici e dei locali di ministero parrocchiale , questi ultimi sono realizzate con ampie vetrate che affacciano sui patii che si susseguono e scandiscono il percorso. Si è scelto di privilegerare la massima flessibilità degli spazi e degli usi, realizzando ambienti pertizionabili, sia per le sale del salone inter-parrocchiale che per i locali che ospitano il catechismo ed altre attività. ASPETTI TECNOLOGICI Sono previste le seguenti soluzioni tecniche e tecnologiche: Struttura mista (realizzata in cemento armato ed acciaio). Parete ventilata esposta ad est Tetto verde Impianti di riscaldamento e raffrescamento(sistemi radianti a pavimento consentono di creare le condizioni ideali e di contenere i consumi energetici). Progetto illuminotecnico e controllo della luce (prevede un’illuminazione il più possibile “naturale” dell’aula anche quando si ricorre all’utilizzo di sorgenti luminose artificiali). CONCLUSIONI Misurarsi con lo sviluppo di questo progetto ha significato concepire uno spazio che deve aiutare l’uomo a “pregare” e a rivolgersi a Dio partendo dal proprio “spirito” per incontrare e trasmettere agli altri ciò che ha scoperto, aiutato dal Signore, nel percorso della vita. Allora la Chiesa è il luogo dell’incontro, della chiamata, dell’ascolto, della preghiera, del chiedere, della festa, dell’imparare ad amare, dell’imparare a perdonare, ad essere amici di tutti, ad accogliere e maturare il dono della fede e del credere.
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    Project details
    • Year 2013
    • Status Competition works
    • Type Churches
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