Dunalmira

Riqualificazione del Waterfront di Latina Latina / Italy / 2006

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La fascia di paesaggio rurale - urbano caratterizzato dalla duna e dalle aree contenute fra i canali di bonifica, disordinatamente edificate, costituisce l’area costiera di Latina. Il Lungomare e le foci dei canali, le aree archeologiche e termali, rappresentano le attrattive del luogo da valorizzare unitamente ai nuovi approdi turistici. Questa sezione tipica di paesaggio pontino, di una struttura territoriale policentrica, viene meglio definita dai canali Mastropiero e della Colmata che sfociano a mare e dai boschi lungo il Lago Fogliano. Il Lungomare e la duna sono ubicati all’interno di un potenziale nuovo “Parco Attrezzato” estendibile oltre i limiti del Parco Nazionale del Circeo. I caratteri distintivi naturali e artificiali del luogo (sabbia, mare, boschi, lago, canali di bonifica, torri antiche e edifici di fondazione, centrale nucleare, promontorio del Circeo) prevalgono ancora rispetto alla densità dell’attuale edificato intorno alla duna che ne ha alterato la morfologia ambientale ordinata dalla bonifica del ‘900. L’allontanamento del traffico veicolare dal Lungomare ha consentito la rilettura progettuale delle caratteristiche storiche e morfologiche dello spazio pubblico ed ha teso ad esaltare le “potenzialità” non sviluppate di un “Parco” oltre i confini dell’attuale, destinato ad offrire agli utenti turisti e ai cittadini un tassello originale di “natura urbanizzata” ricca di memorie antiche, di nuove attrattive ricettive, culturali e ludiche.
Nell’ambito del miglioramento della intermodalità urbana ed extraurbana, l’arrivo previso della direttrice Mare-Monti (Metro leggero, strada e pista ciclabile) a ridosso della fascia costiera si completa con un anello infrastrutturale che collega la duna-spiaggia, i nuovi poli turistici Porto di Foceverde e di Terme di Fogliano con l’idea del Parco centrale. L’alleggerimento della quinta edilizia sulla duna per la tendenziale rinaturalizzazione avviene progressivamente attraverso l’apertura di grande “finestre” ambientali, “vuoti” destinati a verde - parcheggi - camping, previo trasferimento delle cubature incongrue nella zona edificabile a ridosso della Litoranea. La demolizione dei volumi attuali consente anche il recupero di “pieni” costituiti da “pittogrammi” urbani, destinati ad alberghi diffusi, attività commerciali, di ristoro e ludico-sportive di riconnessione fra duna, lungomare e parco. Questa proposta di riqualificazione del territorio costiero, costituisce una grande opera di risarcimento ambientale a favore dello spazio pubblico, che ha scelto la via del “consolidamento figurale” di luoghi dell’epoca eroica della modernità, restaurando le tracce delle architetture storiche, manutenendo le “caratteristiche naturali” tipiche e ri-fondando le “architetture artificiali” di servizio per l’affermazione di un nuovo modello di turismo sostenibile e biocompatibile. L’inquadramento urbanistico dell’ipotesi progettuale propone soluzioni per la pedonalizzazione dello spazio pubblico, per la definizione delle arterie passanti ed afferenti al nuovo modello di sistema turistico integrato Duna-Porto–Terme-Parco-Parcheggi composto di attrezzature sportive, culturali, ricettive, commerciali, per il tempo libero e lo spettacolo. L’ipotesi progettuale si inquadra in una complessa operazione urbanistica di riqualificazione dello spazio pubblico che, al fine di perseguire gli obiettivi di recupero e riabilitazione del territorio mira ad assumere i principi di equità, trasparenza nell’utilizzare gli strumenti della perequazione nel rapporto pubblico-privato per il trasferimento delle quantità edificatorie incongrue nel quadro di un approccio strutturale-strategico e operativo, che connotano le innovazioni della pianificazione urbanistica in Italia, per costruire le condizioni necessarie di sostenibilità e fattibilità. L’obiettivo del recupero dei peculiari valori ambientali dell’ecosistema costiero, pena la non fattibilità delle proposte, ha definito una strategia complessiva che, basata su un nuovo disegno di assetto strutturale, ha individuato le condizioni minime necessarie per la realizzazione dell’ipotesi progettuale da attuarsi per azioni differenziate secondo le diverse situazioni urbanistiche esistenti, le possibilità/disponibilità di proprietari e/o operatori, le potenzialità di valorizzazione, la capacità di ridistribuzione tra collettività e privati dei vantaggi derivanti dalle trasformazioni. La strategia urbanistica tende a soddisfare gli obiettivi del Concorso sia mantenendo una sostanziale continuità con le politiche di recupero dell’abusivismo avviate dall’Amministrazione Comunale, sia proponendo soluzioni di profonda revisione degli assetti previsti negli ormai superati strumenti di pianificazione vigente, comunque all’interno di un nuovo quadro di riferimento fisico-funzionale della struttura del territorio costiero. La ridistribuzione delle quantità edificatorie esistenti e previste, equamente premiate, che concorrono a costituire le quantità di progetto, avverrà per valori differenziati secondo le localizzazioni e le destinazioni previste, al fine di perseguire la riqualificazione ambientale e la riorganizzazione del territorio attraverso il contributo concorrenziale di proprietari e operatori interessati. L’analisi della fattibilità economica e finanziaria della articolata proposta progettuale, mette in evidenza la possibilità di un bilanciamento dei costi degli interventi pubblici, individuati nel progetto e la valorizzazione delle potenzialità di sviluppo economico-immobiliare di aree riservate anche ad interventi privati di finanza innovativa.
1.0 STORIA DEI LUOGHI - INSERIMENTO URBANISTICO E AMBIENTALE
L’analisi ambientale ha evidenziato la permanenza dell’impianto insediativo della bonifica integrale, basato sulle successive esperienze avviate dai Papi, proseguite dagli Olandesi e dai Francesi, concluse dai progetti Marchi e Frezzotti, che hanno definito un uso del suolo agricolo predominante rispetto all’assetto morfologico originario, affatto interessato ad un uso turistico e balneare della costa, e le principali architetture di fondazione. Successivamente il caotico sviluppo dell’edificato legale e abusivo ha snaturato la duna costiera ed ha privato di significato questo tratto di territorio costiero, differente da quello limitrofo del Parco del Circeo e del Poligono, preservati dai vincoli ambientali e dalle servitù militari.
I temi di progetto principali per la riqualificazione e la rigenerazione del Territorio Costiero (il recupero della duna, la vivibilità pedonale dei luoghi, l’accessibilità ciclo-veicolare, i parcheggi, l’adeguamento funzionale dei servizi turistici, l’inserimento ambientale dei nuovi poli turistici del porto e delle terme, la ri-localizzazione dei volumi abusivi e il recupero ambientale dei volumi esistenti, l’estensione del Parco) hanno indotto al potenziamento e alla differenziazione della rete infrastrutturale, alla ridefinizione morfologica del waterfront nel rapporto con il mare, i lidi, il porto turistico, gli alberghi e le emergenze archeologiche, le aree di attrezzature pubbliche e private, nel quadro di una migliore integrazione ambientale dell’uso pubblico dell’area e sono stati sviluppati come spunti per la rivisitazione dello stato dei luoghi, recuperandone la doppia identità di paesaggio naturale e di paesaggio di fondazione.
La rinaturalizzazione della duna costiera unita alla pedonalizzazione (temporanea o stagionale) del Lungomare costituisce un irrinunciabile punto di partenza per la ri-progettazione dei luoghi. La compatibilità fra l’uso veicolare e pedonale degli spazi pubblici è stata risolta con un nuovo schema di accessibilità (pubblico e privato su gomma) al territorio costiero e al Lungomare (Duna – Parco - Porto – Terme – nuovi Borghi) che collega direttamente la Mare-Monti con la Costa (metro su gomma, strada a doppia corsia, pista ciclabile) tramite un anello infrastrutturale che si basa sulla presenza di nuovi parcheggi esterni alla Duna (per la spiaggia e le attrezzature alberghiere diffuse) serviti da un servizio pubblico su ferro della Littorina che gira intorno al nuovo Parco fra i canali e può continuare verso Sabaudia.
Costituisce un elemento fondamentale del progetto di riqualificazione ambientale l’ipotesi di allargamento dell'area del Parco del Circeo ad un’area di pre-Parco esteso alla zona di progetto fino a congiungersi con la zona del poligono di tiro e della centrale nucleare e lungo il Torrente Cicerchia fino a Latina (parco zona direzionale) separando (ed attrezzando così) l'uso turistico balneare della costa dalla residenza urbana e dei borghi agricoli. L'estensione della zona Parco alle attuali zone edificate (male) sulla costa e nell'immediato interno (anche abusive non sanabili) consente ad esse di essere in parte recuperate, in parte demolite e trasferite nella zona edificabile (fra nuovo parco e strada litoranea) nei nuovi Borghetti residenziali. All'arrivo della mare-monti la proposta di realizzazione differita del Monumento di Terragni alla Bonifica integrale segna il passaggio fra paesaggio produttivo e nuovo paesaggio naturato. Il doppio polo del porto di Foce Verde e del Centro Termale attrezza le estremità del Parco affacciate sull'acqua. La rivisitazione progettuale delle aree oggetto di concorso (demolizione del 50% delle volumetrie edificate per la creazione di "finestre" aperte sul paesaggio) tramite le matrici dimensionali tipiche della bonifica Pontina (centuriatio = 320 mt per le maglie larghe, 160 mt, 80mt, 40mt). La ricerca della dimensione conforme degli interventi nuovi di concorso viene estratta dalle matrici di fondazione. Altrettanto si è fatto per i nuovi insediamenti ispirati al crocicchio (accricco) lungo il quale sono stati fondati i borghi dell'Agro. L'acqua, i canali, gli eucalipti, gli edifici originari (da restaurare) su cui si fondano il paesaggio e l'identità sono stati preservati.

2.0 SISTEMI INNOVATIVI DI MOBILITA’ - PARCHEGGI

Un fondamentale tema da risolvere è l’ottimizzazione del traffico locale, da e per le attrezzature balneari, fondata sui presupposti che i flussi di traffico verso il Mare, saranno incanalati in una nuova arteria di completamento dell’Asse Mare-Monti con presumibili allacci all’altezza del Centro direzionale di Latina. Il quadro di riferimento infrastrutturale generale, allo stato attuale, prevede il collegamento della viabilità comunale a quella extraurbana tramite un programmato ammodernamento della Pontina in sostituzione dell’asse Corridoio Tirrenico, ovvero di un collegamento diretto della Pontina con la Autostrada A2 (Valmontone) attraverso una bretella via Velletri. Inoltre è prevista dalla Variante al PRG di Latina una nuova tangenziale a monte della città e il prolungamento a mare della direttrice Mare-Monti.
L’ipotesi di progetto è quella di prevedere questa nuova arteria con una sezione complessa di percorsi veicolari, ciclabili e pedonali su vari livelli. Al centro il trasporto pubblico su gomma in una doppia corsia separata dalla quattro corsie automobilistiche e la pista ciclabile e relativo percorso pedonale. Una fascia di verde di rispetto segue la nuova arteria e connette il sistema dei Parchi ipotizzato. Questo asse, all’altezza del Parco centrale si sdoppia in un anello posto in parallelo con i Canali di Mastro Pietro e della Colmata, servito anche da un sistema di trasporto su ferro – riproponendo come mezzo di trasporto la Littorina, regalata dalle FS al Comune di Latina – che collegherà Astura-Foce Verde, Borgo Sabotino, Fogliano e le residenze arretrate e potrebbe essere prolungato verso il Parco del Circeo, la duna di Sabaudia.
Per quanto attiene i sistemi di trasporto pubblico ipotizzati per collegare l’arrivo del Metro sulla Duna con il resto dell’area di intervento, oltre alla proposta della Littorina, si è pensato ad un sistema innovativo con bassi costi di investimento ed alta flessibilità di funzionamento: il cosiddetto Micrometro che è un sistema di trasporto urbano flessibile innovativo “a fune” su sede propria e ad automatismo integrale, senza conduttore a bordo, appartenente al segmento delle metropolitane leggere automatiche. Per il basso costo di realizzazione e di gestione il sistema di metropolitana leggera automatica si presta particolarmente ad una realizzazione tramite project financing.
La localizzazione dei parcheggi prevede l’attrezzatura della spiaggia-duna della Marina e del Parco con parcheggi localizzati nella fascia arretrata delle “finestre” ambientali liberate dalle demolizioni, cui si arriva dall’anello infrastrutturale parallelo ai canali e altri parcheggi vicino ai poli di attrazione (Porto, Terme, Parco). Per sopperire alle necessità stagionali di parcheggi nei periodi di punta, sono state individuate ulteriori aree arretrate rispetto alla costa, dalle quali mezzi di trasporto pubblico (bus-navetta ovvero metropolitane leggere) possano trasportare gli utenti fino alla zona spiaggia – duna.

3.0 DESCRIZIONE DEI TEMI AMBIENTALI – IL PROGETTO DELLE ACQUE

La liberazione dal traffico del waterfront ha consentito la riconfigurazione morfologica dell’area: la demolizione dei volumi incongrui sulla duna, l’inserimento di nuovi volumi dei servizi (e la ristrutturazione di quelli esistenti) privilegia la dissimulazione di essi (i servizi ai Lidi) sotto i belvedere lato mare della linea del legno del Lungomare. La strada centrale, in previsione di una progressiva pedonalizzazione, soprattutto estiva, è pavimentata in legno. Questa soluzione innovativa del waterfront consente alla campagna di tornare ad affacciarsi sul mare, la separazione attuale è superata da un sistema di nuovi luoghi pubblici o accessibili che caratterizzano il lungomare: le coperture alle diverse quote offrono un sistema continuo di belvedere sul mare (affacci, giardini, terrazzi, passeggiate) connessi con il sistema del verde esistente e di progetto. I temi ambientali di progetto che definiscono le caratteristiche morfologiche dei nuovi luoghi sono: il Lungomare - Belvedere della Duna , il Parco Centrale, le Terme di Fogliano, il Porto di Foceverde, l’ Asse centrale – stazione metro/littorina - monumento - casa collina, gli Accricchi – Borghetti residenziali
Le attività commerciali presenti sul Lungomare dovrebbero trarre un notevole beneficio economico da una nuova sistemazione razionale che valorizza l’immagine paesaggistica e culturale della Marina di Latina. Le demolizioni di volumi incongrui o precari saranno compensate dalla nuova collocazione delle attività incassate sotto i belvedere verso il mare. La migliore accessibilità ai luoghi, la creazione di zone di sosta per gli autoveicoli e di un’estesa zona pedonale del Lungomare, l’invenzione dei nuovi belvedere, costituiscono le maggiori opportunità ed attrazioni offerte dalle proposte progettuali agli operatori economici e turistici locali. Per quanto riguarda le aree all’aperto contigue al Lungomare, con il recupero degli edifici residenziali, delle strutture commerciali e ricettive esistenti (ad uso alberghi diffusi, residenze per anziani, colonie) i proprietari saranno stimolati ad adeguarsi al nuovo standard di turismo ecocompatibile modificando le strutture attuali tramite nuovi elementi di finitura/dissimulazione (in genere in legno) dei volumi esistenti attraverso un’integrazione del regolamento edilizio con nuove regole di “decoro urbano” estratte dai suggerimenti concorsuali. I luoghi dei servizi sono stati concepiti come delle “sottolineature della linea del legno” che non alterano l’assetto esistente ma lo re-interpretano, attraverso una programmatica riduzione dei mezzi espressivi e della scelta reversibile dei materiali utilizzati (legno). Questi luoghi e i relativi percorsi sviluppano in piccole “architetture leggere o ipogee” sia i temi dell’affaccio panoramico, dello stare all’aperto al sole in un’area aperta, all’ombra sotto/sopra gli alberi e sotto un pergolato, che quelli del camminare sotto gli alberi, del mangiare su una terrazza, del ballare all’aperto e proteggersi dall’umido sotto una tettoia.
L’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi è presente nel progetto in varie sfaccettature: nella complessità dell’inserimento ambientale dei nuovi edifici, dissimulati in scavo ovvero rispondenti a criteri di progettazione bioclimatica (pareti ventilate in legno, recupero energia e acque piovane, tetto verde); nell’ibridazione di materiali tradizionali e contemporanei (ghisa e pietra, legno e acciaio); nel recupero di lavorazioni artigianali e di materiali tradizionali reinterpretati per la produzione seriale ed industriale (arredo urbano storico restaurato e reinterpretato).
Dal punto di vista della ingegneria idraulica, il progetto delle acque, dolci e salate, dell’area in esame, come e forse più di altre, attiene agli interventi previsti sul complesso di un sistema frutto di un lungo processo di manipolazione (bonifica delle terre e protezione della costa) compiuto dal lavoro dell’uomo sulla natura nel corso del tempo. Qualsiasi operazione proposta sul litorale di Latina e nel suo immediato entroterra deve rileggere il passato lontano e recente, recuperando gli interventi che hanno accompagnato le tendenze naturali, fondendosi con esse. Il progetto proposto cerca di trovare un equilibrio fra passato, presente e futuro, ovvero un nuovo, difficile, equilibrio fra terra ed acque, dolci o salate, accompagnando la dinamica degli ecosistemi e minimizzando gli interventi strutturali forzanti il riequilibrio ed il controllo della dinamica, sia essa delle acque, dei sedimenti o della costa. In questo senso devono essere lette le proposte di disegno o di ridisegno di opere esistenti o progettate. Per quanto è relativo ai corsi d’acqua direttamente indirizzati a mare, viene evitato ogni intervento di riduzione della loro capacità di trasporto di sedimenti, sia per il tratto interno che per quello di foce, in modo da favorire l’alimentazione della costa e la crescita della spiaggia, anche a salvaguardia della stabilità dinamica della duna costiera. La loro capacità in termini di portata transitante al colmo di piena verrà definita al fine di non dar luogo ad esondazioni.
Le strutture a mare, e principalmente il Porto di Foce Verde, sono state ri-disegnate in modo tale da minimizzare l’impatto con la dinamica costiera sia dal punto di vista del moto ondoso, sia da quello delle correnti litoranee che provvedono alla redistribuzione lungo costa dei sedimenti apportati dai corsi d’acqua. La forma del Porto è concepita in modo da minimizzare l’interazione con il corso d’acqua che lì ha recapito a mare e, contemporaneamente, garantire un approdo sicuro con moto ondoso ridotto all’interno della struttura. Verifiche di direzione, intensità e frequenza dei venti intensi, unite all’analisi di fetch consentiranno poi un disegno ottimale dell’accesso al porto, che tiene in conto della presenza protettiva del promontorio del Circeo.
Il concetto di equilibrio dinamico nella linea di costa è finalizzato a limitare l’interramento dell’accesso e, conseguentemente, la manutenzione, agevolando al contempo il transito dei sedimenti verso la spiaggia a sud est della struttura. Strutture minori disposte perpendicolarmente alla linea di costa a segnare la continuità terra mare sono realizzate su piloni al fine di non interagire con il trasporto solido litoraneo e con il ripascimento della spiaggia e della duna costiera. La flessibilità nel disegno consentirà eventuali interventi futuri su queste opere finalizzati a renderle, anche parzialmente, attive nella dinamica costiera. Alcune zone fortemente soggette a bonifica vengono collegate al mare e canali di bonifica vengono utilizzati per alimentare una nuova interazione fra acque interne ed esterne.
Fuori dall’area di concorso, ad integrazione di un’omogenea rivisitazione paesaggistica dei luoghi emergenti visivamente afferenti all’area sono stati individuati ulteriori spunti progettuali relativi al collegamento Lungomare-Terme-Parco-Porto: un percorso pedonale in legno di prolungamento del Lungomare verso Sabaudia e torre Astura sopra la duna, il prolungamento della Littorina come mezzo di trasporto per l’uso della duna, della spiaggia, la visita esterna la Parco del Circeo, il collegamento costiero, la realizzazione di un’attrattiva turistico-culturale, ad esempio un Acquario - Museo del Mare nella zona di Torre Astura/Poligono, il restauro delle architetture moderne di fondazione.
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    La fascia di paesaggio rurale - urbano caratterizzato dalla duna e dalle aree contenute fra i canali di bonifica, disordinatamente edificate, costituisce l’area costiera di Latina. Il Lungomare e le foci dei canali, le aree archeologiche e termali, rappresentano le attrattive del luogo da valorizzare unitamente ai nuovi approdi turistici. Questa sezione tipica di paesaggio pontino, di una struttura territoriale policentrica, viene meglio definita dai canali Mastropiero e della Colmata che...

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