PASSAGENS SOB O EIXÃO

Passaggi pedonali a Brasilia Brasilia / Brazil / 2012

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"O morro não tem vez / E o que ele fez já foi demais / Mas olhem bem vocês / Quando derem vez ao morro Toda a cidade vai cantar /Morro pede passagem / Morro quer mostrar..." Così recita una famosa canzone di Vinicius de Moraes, resa immortale dall´interpretazione di Elis Regina. Il protagonista è il “morro” ovvero la collina, che identifica quartieri popolari delle città con caratteristiche comuni: urbanizzazione informale e irregolare, deficienza infrastrutturale, popolazione di modeste condizioni economiche, in rapida crescita e che vive in modo quasi comunitario. Per alcuni abitanti, l’aspirazione della canzone, si sta oggi realizzando. Forma e sostanza, esperienza e concetto, significato e significante sono uniti solo nella mente del creatore dell’oggetto architettonico; è possibile basarsi su qualsiasi fattore intellettuale, sociale, economico o ecologico e creare un “evento”, con la certezza che il suo manifestarsi come significato sarà diverso a seconda delle varie soggettività e del tempo. Ci baseremo sulla nostra visione del Brasile contemporaneo, sulle nostre conoscenze ed interpretazioni dei fenomeni sociologici ed antropologici in senso estremamente ampio, senza alcuna pretesa di completezza, proveremo a sintetizzarli di seguito ed a descrivere come è avvenuta la loro lettura e trasposizione sul piano compositivo. La nostra attenzione in realtà non si è rivolta ai fattori di cui sopra ma alle sue tipiche contraddizioni, divergenze di aspetti e fenomeni, virtuosismi e cadute che in un momento come questo, si spera, diminuiscano in qualità e quantità sempre più. Questo è il brasile, un paese che si trova in un vorticoso processo, al centro di un percorso a lungo atteso, pieno di fattori positivi ed ancora in possesso di quelli negativi. Dissonante, stridente, maestoso e misero, sfarzoso e drammatico ma è alla fine di questo percorso che qualcosa si vede, si immagina, si spera. Così è il nostro progetto, simbolico, in cerca della rappresentazione di questo preciso momento storico. L’ingresso dei passaggi è identificato da un marker, un totem un segnale urbano che a seconda della sua posizione rappresenta un punto diverso del percorso del paese. L’oggetto per saltare all’attenzione è sollevato da terra da strutture sempre diverse, tubolari, tralicci, profili mai ortogonali a rappresentare tutti gli elementi a sostegno del sistema paese; il segnale urbano sovrastante si compone della sovrapposizione di più fogli, simili ma diversi, retti o contorti se non avvolgenti a rappresentare la sovrapposizione di tutti gli elementi dell’economia, dell’ambiente e della società. La discesa e la risalita sono affidati ad un percorso mai retto, sempre contorto o duplice sia scala o rampa ma comunque estremamente agile, dinamico e forte. La rampa ha sempre una partenza poco tesa per poi divenire sempre più spezzata e sovrapporsi al sistema scale. Un volta usciti alla luce inizia il parco con le medesime rampe che salgono verso le fermate degli autobus. A testimoniare l’accelerazione delle dinamiche del paese il tragitto principale prosegue dritto verso il sottopasso successivo interrotto dai camminamenti secondari non ortogonali che conducono verso il giardino; il percorso principale è coperto da una pensilina composta di vele triangolari increspate e rette da un canneto artificiale. Lungo i percorsi secondari sono sparsi i box cubici per le attività commerciali, informative o di ristorazione. L’aspetto simbolico che ne deriva è una forte e dinamica longitudinalità fra i sottopassi e le torri di accesso con l’intervento trasversale ma mai ortogonale di numerose vie e la dispersione di elementi singoli. Oltre alle forme, saranno i materiali a comunicare la disgiunzione degli aspetti e la chiarezza del messaggio. Negli accessi identificati come punto di partenza il metallo sarà preossidato come l’acciaio corten, ed il corpo di brutale cemento a testimonianza di diversità non sempre positive ma i materiali della pensilina nel parco sfumeranno dal corten allo zinco color oro ed il totem successivo sarà interamente dorato, con fogli ricoperti di pareti vegetali, di pannelli fotovoltaici e con le strutture culminanti in piccole pale eoliche a simboleggiare un paese sviluppato, equo ed ecologico. Particolare attenzione è stata data all’uso delle specie vegetali, quasi sempre endemiche secondo le indicazioni di Lucio Costa o esotiche oramai stabilizzate.
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    "O morro não tem vez / E o que ele fez já foi demais / Mas olhem bem vocês / Quando derem vez ao morro Toda a cidade vai cantar /Morro pede passagem / Morro quer mostrar..." Così recita una famosa canzone di Vinicius de Moraes, resa immortale dall´interpretazione di Elis Regina. Il protagonista è il “morro” ovvero la collina, che identifica quartieri popolari delle città con caratteristiche comuni: urbanizzazione informale e irregolare, deficienza infrastrutturale, popolazione di modeste...

    Project details
    • Year 2012
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Urban Furniture / Cycle Paths
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