Casa Devito - Florio

Toritto / Italy / 2004

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RELAZIONE ILLUSTRATIVA L’intervento descritto, progettato e realizzato fra il 2000 e il 2004, è il risultato di una proficua relazione dove la caparbietà del progettista ha incontrato una corrispondente disponibilità della committenza, la quale ha prima indagato, poi sollecitato ed in fine accolto soluzioni progettuali altre rispetto alle aspettative ed alle richieste iniziali. Il risultato è un piccolo edificio che riconosce il sole, la pioggia, il caldo e il freddo come fenomeni con i quali rapportarsi quotidianamente. E’ possibile descrivere l’edificio attraverso quattro temi fondamentali: I materiali Blocchi di pietra tranciata della profondità media di 15 cm, provenienti dalle vicine cave di Trani, sono stati utilizzati per realizzare la faccia esterna di una muratura a cassa vuota a forte inerzia termica. Non si tratta di prodotti di nuova estrazione ma di blocchi ottenuti per tranciatura dalla lavorazione di scarti di cava, quindi con un impatto ambientale decisamente ridotto. La faccia interna della stessa muratura è costituita da blocchi di laterizio alveolare. Questo tipo di muratura identifica il piano terra, coincidente con la zona giorno dell’abitazione, mentre il tamponamento esterno del primo piano, intonacato, è realizzato con una muratura a cassa vuota interamente costituita da blocchi di laterizio alveolare. Una riflessione sulla provenienza dei materiali, analoga a quella fatta per la muratura in pietra, ha portato a sperimentare una soluzione costruttiva a basso costo e a basso impatto ambientale, per quanto riguarda l’elemento di collegamento verticale dell’edificio. Infatti, di recupero è anche il tubo Ø 900 in acciaio, una vecchia tubazione per condotte, il quale costituisce allo stesso tempo il nucleo portante della scala interna e il camino alimentato a legna. Il tubo, lungo 6 metri, è stato sagomato e tagliato in officina, irrigidito temporaneamente con dei puntoni saldati, trasportato in un unico pezzo in cantiere e collocato in opera, calato dall’alto, prima della realizzazione dell’ultimo solaio. Attorno al tubo è stata successivamente realizzata la scala in legno e al suo interno è stato collocato un camino prefabbricato. La canna fumaria, in acciaio inox, attraversa tutta la doppia altezza del vano scala. La scala è costituita da ventidue gradini realizzati con una struttura in multistrato impiallacciato in rovere. La struttura di ogni singolo gradino è irrigidita al suo interno da due scatolari in metallo i quali ne permettono l’ancoraggio, da un lato al tubo Ø 900 e dall’altro al muro, con dei tiranti realizzati con piatti di acciaio inox satinato oppure, direttamente con tasselli chimici ancorati alla struttura in c.a. In generale si è preferito non utilizzare legno di provenienza tropicale. Per la scala, come anche per il pavimento del primo piano, è stato utilizzato rovere europeo. Il pavimento del piano terra, a più diretto contatto con gli spazi esterni, è stato realizzato in cotto posato a colla, con inserti in pietra di Apricena. Concorrono a costituire l’involucro dell’edificio circa 45 mq di superfici vetrate, realizzate in vetrocamera montato su profili di alluminio a taglio termico da 65 mm di spessore. Il piano terra è per gran parte caratterizzato da una finestra a nastro alta, continua su tre facciate dell’edificio, con profili nascosti in alluminio. Questo particolare è consentito dalla presenza di un controsoffitto, continuo e complanare fra interno ed esterno, realizzato in lastre di gesso rivestito, all’interno e lastre di cemento rinforzato all’esterno. I punti di raccordo fra la finestra a nastro e le altre svecchiature vetrate apribili, sono rifiniti con profili pressopiegati in acciaio corten. Dello stesso materiale, con interposto un pannello isolante, sono realizzati i rivestimenti dei pilastri in e la fascia opaca in continuità con la finestra a nastro. I bagni sono rivestiti in mosaico composto da tessere in vetro 20x20 mm, con parte del pavimento il legno di rovere. Il sole La puntuale attenzione all’esposizione dell’edificio, unitamente ad un attento insieme di variazioni volumetriche ed ad un pergolato metallico sul patio centrale, concorrono ad ottenere un sistema di ombreggiatura sulle parti vetrate dell’edificio e quindi un controllo sull’irraggiamento diretto, favorendo l’ingresso del sole solo nella stagione più fredda. La facciata del primo piano, su tre lati, è aggettante rispetto a quella del piano terra, pertanto la finestra a nastro, posta direttamente a contatto con l’intradosso del soffitto, è sempre in ombra. Il soggiorno presenta una facciata, esposta a sud ovest, segnata da una luce di 10 metri e una trave ad altezza variabile, in corrispondenza del cui intradosso è posizionata una finestra a nastro e un serramento scorrevole di grandi dimensioni. Anche in questo caso la profondità del serramento, rispetto al filo della facciata, ne favorisce un corretto ombreggiamento. Le finestre del primo piano, le uniche con un sistema di oscuramento, presentano degli imbotti molto profondi in pietra di Apricena, i quali contribuiscono alla protezione dal sole. Sono quindi presenti vetrate fisse a nastro, vetrate scorrevoli e vetrate con apertura ad anta e ribalta. I sistemi di apertura dei serramenti, unitamente alla esposizione dell’edifico, concorrono a realizzare un sistema di ventilazione trasversale che contribuisce al raffrescamento estivo. Le coperture dell’edificio, piana quella del primo piano e a lastrico solare inclinato quella in corrispondenza del soggiorno, sono costituite da solai in latero-cemento con, al disopra, una intercapedine areata realizzata con casseri a perdere in plastica riciclata e soletta in C.A. Questo sistema permette di attenuare sensibilmente l’effetto dell’irraggiamento diretto estivo e, insieme al ridotto irraggiamento delle superfici vetrate, consente di ottenere un microclima interno estivo che non necessita di alcun intervento impiantistico. Gli impianti Si è realizzato un impianto di riscaldamento a pavimento radiante, con caldaia a condensazione alimentata a gas e controllo elettronico della temperatura per zone differenziate. Le serpentine dell’impianto sono annegate in un massetto in cls additivato e armato con rete in acciaio zincato antiritiro e disposte su pannelli isolanti in poliuretano espanso estruso. I pannelli utilizzati sul solaio intermedio, fra piano notte e pino giorno, presentano un ulteriore strato in sughero, con funzione di anticalpestio. A questo sistema di riscaldamento se ne affianca un altro, meno elaborato tecnologicamente ma altrettanto efficace. Un camino a legna, inserito nel tubo Ø 900 al centro della scala, il quale sviluppa 5 m di canna fumaria, costituita a sua volta da un tubo Ø 273 in acciaio inox satinato, non coibentata, la quale funge da elemento radiante. La naturale sovrapposizione della zona giorno e della zona notte, comunicanti attraverso l’ampio vano scala, contribuisce ad una razionale distribuzione del calore nell’arco della giornata. Il calore prodotto in basso tende naturalmente a salire e a stratificare in alto nella zona notte. Non è previsto alcun impianto per il raffrescamento, valutando la sola inerzia termica dei componenti edilizi e la ventilazione naturale, sufficienti al mantenimento delle condizioni di confort nella stagione calda. Una cisterna interrata di circa 30 mc permette di recuperare l’acqua piovana raccolta dalle coperture e dalle aree esterne pavimentate. Acqua che viene utilizzata per gli scarichi dei sanitari e a scopi irrigui. L’energia Si è realizzato un impianto fotovoltaico posizionato sulla parete esterna del vano scala. Per ottenere una uniformità di esposizione si è diviso l’impianto in due campi disposti rispettivamente sulla facciata verticale piana a Sud Est e su parte della facciata verticale curva, con esposizione prevalente a Sud. L’impianto è quindi costituito da un totale di 33 moduli monocristallini da 70w. Ogni campo è collegato ad un inverter e quindi alla rete elettrica. La potenza complessiva dell’impianto è di 2,31 kWp. I pannelli fotovoltaici sono integrati in una facciata ventilata che riveste completamente il volume del vano scala. La geometria della facciata è basata sul modulo del singolo pannello ed è scandita da profili metallici verticali, sagomati ad omega, con funzione di ferma pannello. La parte di facciata ventilata con una esposizione non adatta per l’impianto fotovoltaico, è costituita da pannelli in vetro stratificato opalino, con le stesse dimensioni dei pannelli fotovoltaici e ancorati con lo stesso sistema di profili metallici verticali. L’impianto fotovoltaico, non previsto nel progetto originario, è stato realizzato anche grazie ad un contributo regionale inserito nel programma di finanziamenti 10000 tetti fotovoltaici. Il posizionamento in verticale dei pannelli, non ottimale dal punto di vista dell’esposizione, è stato deciso quando ormai la geometria del progetto era definita da tempo, pertanto si è accettata la riduzione del rendimento dell’impianto, circa il 30%, a favore di una sua integrazione architettonica. E’ prevista la realizzazione di un impianto di collettori solari sottovuoto ad alto rendimento, da installare sulla copertura piana, per la produzione di acqua calda sanitaria e per l’integrazione dell’impianto di riscaldamento. Si calcola un contributo medio, per il riscaldamento, di circa il 50% del fabbisogno.
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    RELAZIONE ILLUSTRATIVA L’intervento descritto, progettato e realizzato fra il 2000 e il 2004, è il risultato di una proficua relazione dove la caparbietà del progettista ha incontrato una corrispondente disponibilità della committenza, la quale ha prima indagato, poi sollecitato ed in fine accolto soluzioni progettuali altre rispetto alle aspettative ed alle richieste iniziali. Il risultato è un piccolo edificio che riconosce il sole, la pioggia, il caldo e il freddo come fenomeni con i quali...

    Project details
    • Year 2004
    • Work started in 2001
    • Work finished in 2004
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence
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