PORTO AGRICOLO - EUROPAN 12

RUNNER UP (2° PREMIO) - AGRICULTURAL HARBOUR_SAILING TO THE FUTURE Milano / Italy / 2013

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Il progetto si fonda su un approccio di tipo iconico. Esso infatti nasce intorno ad un immagine. Gli elementi costitutivi di questa “immagine” e quindi dell’idea di progetto e della sua genesi compositiva sono: la volontà di recuperare un rapporto con la memoria dell’antica destinazione dell’area, cioè quella di porto urbano, l’intento di creare una nuova polarità fondata sui flussi sociali urbani. Si ripropone in chiave futuribile l’immagine del vecchio “Porto di Mare”, in “Porto Agricolo”. Si è voluto infatti creare una zona rur-urbana dove sono netti i margini tra artificio e natura. Un luogo dove si sintetizzi in un unico disegno l’identità delle due anime dell’area, integrando stili di vita e andamenti socio-urbani, con un interazione reticolare e multicentrica che definisce nuovi luoghi centrali per generare nuovi usi basati sulla comunicazione e interazione dei suoi abitanti. Un grande segno urbano funge da elemento di packaging dell’esistente: racchiude e unifica i vecchi edifici non demoliti e i nuovi, pensato sia come una rete di percorsi che crea nuove prospettive e nuovi modi di vivere l’area, sia come un segno urbano che da un’impronta forte all’area caratterizzandone masterplan, skyline e percezioni sensoriali dovute alle differenti quote che lo caratterizzano. Un'archittettura-infrastruttura tendenzialmente a-contestuale ed autoreferenziale che nell'incontro con il luogo e con l'uomo che lo abita, riesce a modellarsi a partire dalle preesistenze dell'area. A competere con il segno principale, ma in rapporto di subalternità, sia in termini di quota che di trattamenti materici, è invece la Green Belt. Essa traccia un percorso verde naturale attraversando la zona agricola e crea una connessione necessaria tra l’est e l’ovest dell’area. Si interconnette con la rete dei percorsi che partono dalla parte sottostante della copertura. Percorsi che creano spazi geometrici, assimilabili agli spazi che si creano in prossimità dei canali agricoli locali: i campi dell’agricoltura e le risaie. Si tratta di un parco agricolo che trova la sua genesi compositiva in una griglia ortogonale che si interfaccia con i segni urbani della città. Geometrie che provano ad imporsi sul luogo, ma poi quest'ultimo con le persone che lo vivono, risultano essere gli elementi costituenti delle differenti configurazioni spaziali possibili. Il progetto verte sul concetto di malleabilità degli spazi: la scelta del container come elemento modulare infatti permette di creare molteplici e differenti tipologie di aggregazione che possono soddisfare le esigenze delle attività che vi si insediano. Questa adattabilità è finalizzata per soddisfare sia le esigenze delle imprese che andranno ad insediarsi nel territorio, sia quelle del grande bacino di utenza che usufruirà di questi spazi durante tutto l’arco della giornata e delle varie stagioni, creando un area artigianale in grado di essere uno spazio da scrivere nel futuro. Inoltre l'adattabilità si concretizza negli spazi verdi e dell’agricoltura, nel parco Cassinis, nei percorsi principali e secondari che si possono connettere a passerelle modulari. Queste tracciano sul verde differenti soluzioni per differenti attività e necessità, dalla produzione alla didattica, dalle funzioni agricole a quelle sociali. Esistendo un rapporto dal punto di vista storico tra l’area e l’acqua, il progetto in sostanza, tramite una superficie sopraelevata, vuole simboleggiare una grande banchina portuale, che si affaccia su di un “mare agricolo”, riunificando la frammentazione creata dai segni del passato, e dando risposte concrete e qualità all’area. E’ una banchina dove attraccano le diverse attività progettate, che si spostano, vanno via, ritornano, e cambiano come se fossero tante barche all’interno di un porto. Inoltre questa nuova area di Milano è stata concepita in maniera tale che diventi tendenzialmente autonoma in ambito energetico, grazie ad impianti di energie rinnovabili: fotovoltaico, solare, solare termico, posizionati sui tetti degli edifici e sulla superficie stessa. Eolico a sud, adiacente all’ area della discarica in fase di bonifica, dove abbiamo pensato di limitare le coltivazioni agricole, a favore di coltivazioni botaniche e floreali; dove è possibile percorrere sentieri pubblici e godere il verde. Inoltre in contemporanea si può avere anche un attenzione per il riciclo e la depurazione delle acque bianche e meteoriche per mezzo di fitodepurazioni. Molto importanti sono anche le tecniche bio-climatiche applicate, come l‘ orientamento, lo studio dei venti prevalenti e l’irraggiamento solare per un confort passivo dei futuri residenti. Un grande disegno urbano, caratterizzato da una varietà architettonica basata su regole comuni, produce edifici con una forte caratterizzazione individuale, in una visione omogenea. Il “gate” agricolo della città, valorizza la filiera corta e garantisce un rapporto diverso con la natura per tutta Milano.
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    Il progetto si fonda su un approccio di tipo iconico. Esso infatti nasce intorno ad un immagine. Gli elementi costitutivi di questa “immagine” e quindi dell’idea di progetto e della sua genesi compositiva sono: la volontà di recuperare un rapporto con la memoria dell’antica destinazione dell’area, cioè quella di porto urbano, l’intento di creare una nuova polarità fondata sui flussi sociali urbani. Si ripropone in chiave futuribile l’immagine del vecchio “Porto di Mare”, in “Porto Agricolo”....

    Project details
    • Year 2013
    • Status Competition works
    • Type Parks, Public Gardens / Public Squares / Social Housing / Sports Centres / Discos, Clubs
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