LEMON SHOP

Lugo / Italy / 2013

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This project arises from the need to transform the ground floor of a twentieth century building into a commercial activity open to the public. The developer desires to emphasize the socio-cultural dimension as well as the commercial function of the space, and invites the street into the typically private hall, transforming it into a large room capable of receiving customers and holding exhibitions, vaguely reminiscent of a Greek Megaron. The light is perfectly balanced between the natural light from the large glass area and artificial light, and it plays a vital role in enhancing the space, the new and existing architectural elements that compose it, and the functionality, emphasizing the separation between public and private. The spaces of the twentieth century building, though long in disuse, retain a charm and character worthy of an attentive and careful restoration. The project seeks to enhances the existing elements without unnecessary stylistic exercises. The use of a few precise architectural gestures combines the modernity of our time with the history of the space. Corten steel, glass and lighting are used to reshape and enhance the environment without dominating it, but rather supporting its exhibitionist function, allowing the sights, the atmosphere and the clothes to remain as the true protagonists. The corten steel, in particular, is used to connect the various spaces geometrically and chromatically but without breaking the continuity of interior space. On the one hand the shelves set into the walls creates the support for the clothes exhibition and at the same time resolves the issue of direct and indirect lighting so that the system of lighting disappears. On the other hand a wing is created by four doors made with vertical blades in different configurations, and the issue of dressing rooms and display windows is resolved without generating closed spaces, guaranteeing continuity and visual permeability. Rather than renovating a traditional, static, pre-determined exhibition space, the concept behind Lemon was to give life to a dynamic, flexible space that reflects the contemporary lifestyle, free from conventions.  It demonstrates that with a few simple gestures you can make a space capable of countless possible uses and configurations all the while fully respecting the historical context in which it is situated. [IT] Il progetto nasce dall'esigenza di trasformare il piano terra di un palazzo novecentesco in un'attività commerciale aperta al pubblico. L'impossibilità di avere un accesso diretto dalla strada e la vocazione socio-culturale, oltre che commerciale, che il committente desideriva per i suoi spazi espositivi, hanno fatto si che la strada penetrasse all'interno del palazzo in uno spazio tipicamente privato come l'androne e lo convertisse in uno spazio pubblico trasformandolo in una grande sala dove ricevere i clienti, fare esposizioni, etc. quasi vagamente a ricordare per la sua funzione il megaròn greco. La luce, perfettamente bilanciata tra naturale proveniente dalla grande superficie vetrata e artificiale, gioca un ruolo fondamentale nel valorizzare lo spazio, gli elementi architettonici (nuovi e preesistenti) che lo compongono, e la funzionalità sottolineandone la separazione fra pubblico e privato. Gli spazi del palazzo novecentesco, anche se da tempo in disuso, conservavano un fascino e un carattere meritevoli di un attento e delicato restauro e di un progetto che ne valorizzasse gli elementi senza che inutili esercizi di stile prendessero il sopravvento. E' in questo contesto che si colloca il progetto in questione, fatti di pochi ma precisi gesti architettonici, volti ad affiancare la modernità del nostro tempo alla storicità del luogo. Cosi dall’acciaio cortén, dal vetro e dall’illuminazione prendono forma i "nuovi segni" che ridisegnano e valorizzano gli ambienti, generando il supporto espositivo necessario, senza prendere il sopravvento, lasciando che i luoghi, l'atmosfera e l'abbigliamento restino i veri protagonisti. L'acciao cortén, in particolare, ha anche il compito di connettere cromaticamente e geometricamente i vari spazi definendoli ma senza interromperne la continuità spaziale interna. Da una parte infatti mediante delle mensole incastrate nella muratura si crea il supporto agli stand espositivi, e si risolve il tema dell'illuminazione diretta e indiretta dissolvendo la presenza dei corpi illuminanti, dall'altra, mediante una quinta formata da quattro porte composte da lame verticali, nelle diverse configurazioni, si risolve il tema dei camerini e della vetrina, senza generare spazi chiusi, ma sempre garantendo la permeabilità visiva. In definitiva con Lemon non si è voluto dar vita ad uno spazio espositivo tradizionale, statico, pre-determinato, bensi ad uno spazio dinamico, flessibile, che rispecchiasse, cosi come i prodotti in vendita, lo stile di vita contemporaneo, libero da convenzioni e che con pochi e semplici gesti si potesse trasformare ospitando un innumerevole scenario di possibili usi e possibili configurazioni sempre pienamente rispettuose del contesto storico in cui è inserito.
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    This project arises from the need to transform the ground floor of a twentieth century building into a commercial activity open to the public. The developer desires to emphasize the socio-cultural dimension as well as the commercial function of the space, and invites the street into the typically private hall, transforming it into a large room capable of receiving customers and holding exhibitions, vaguely reminiscent of a Greek Megaron. The light is perfectly balanced between the natural light...

    Project details
    • Year 2013
    • Work finished in 2013
    • Client Lemon di Marco Ghetti
    • Contractor Safer s.n.c.,  Vetreria Landi, Ancarani termoidraulica e Giugni impianti
    • Status Completed works
    • Type Showrooms/Shops / Recovery/Restoration of Historic Buildings
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