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Experimental Architecture per l'11. Mostra Internazionale di Architettura Venice / Italy / 2008

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Shenzhen Logistic City

La grande lotta

Perché lo sviluppo urbano comporta l’eliminazione dello spazio pubblico e della natura?

La dimensione è il sogno erotico dell'architetto. Nel mondo dell'architetto la definizione "città verticale" è un cliché. Noi tutti (architetti, cineasti, cartooonist, scrittori. .. ) abbiamo prima o poi avuto la fantasiosa idea di creare un'urbanizzazione verticale.

Non molto tempo fa ci è stato chiesto di intervenire su n'intera zona della città di Shenzhen, in Cina. Shenzhen si trova di fronte a Hong Kong, ma è terraferma, è cinese, è un centro urbano.

Abbiamo avuto l'incarico di progettare una nuova area urbana di Shenzhen.
Doveva estendersi su cinque milioni di metri quadrati.
doveva avere un'altezza di 666 metri. E/o un'altezza di 888 metri.
In realtà l'altezza avrebbe dovuto raggiungere 1111 metri.
E doveva essere contorta.
La specificità di questi requisiti non era di fatto importante; ciò che essi evidenziavano soprattutto è che la cosa doveva essere grande. Vi è uno strano modo di lavorare con cose grandi per il puro fine della grandezza. L'aspetto interessante non è la dimensione in sé, bensì le possibilità che essa libera.
Ma la dimensione confonde la scommessa: dobbiamo forse realizzare il più grande edificio mai costruito oppure capire che in presenza di tali dimensioni non si tratta più di progettare un edificio ma, di fatto, un'intera città?
Abbiamo realizzato una serie di progetti inutili, finché abbiamo compreso che il nostro compito non riguardava la sistemazione della superficie del sito, imponeva invece la creazione di una città verticale in grado di funzionare a livello sia logistico sia sociale. Abbiamo dovuto capire che creare una città verticale non vuol dire fare un grattacielo! Una città offre una serie complessa di interazioni sociali e spaziali, mentre un grattacielo offre prevalentemente una sola condizione: un
Ascensore per collegare una sequenza ripetitiva di piani. L'ascensore è il legame con ogni cosa, perciò costituisce l'unico mezzo per incontrare l’altro. È per questa ragione che raramente viviamo nei grattacieli. Ci limitiamo a occuparli per il più breve tempo possibile ...
Per riuscire a immettere all'interno della nostra massa qualcosa di più di una semplice ripetizione della pianta dei piani abbiamo deciso di sovrapporre una serie di vuoti i quali, più che dare priorità alla sostanza del costruire, accogliessero la diversità urbana. L'impossibilità di realizzare un edificio alto 350 metri ci ha portati a lavorare su scavi, che ben presto ci hanno consentito di immaginare quartieri in cui sono racchiuse tutte le componenti della città.
Tra il1986 e il1996 la regione di Shenzhen si è trasformata da un ambiente di montagne e foreste in un'ininterrotta e densa città. Ci sembrato ovvio che questa nostra avventura verticale dovesse riguardare la reintroduzione dell'elemento naturale cinese maggiormente iconico: la montagna.
Il paesaggio cinese più autentico è caratterizzato da dolci alture verdi che si perdono, ondulanti, verso l'orizzonte.
Nella nostra epoca moderna tesa alla crescita non ci sono né il tempo né lo spazio per conservare quelle esperienze.
Questo progetto cerca di conciliare tali contrasti….
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