Progetto di restauro conservativo del Liceo Classico A. Gramsci di Carbonia

La Scuola Elementare Nord di Carbonia (Guidi - Valle. 1937-1941) Carbonia / Italy / 2007

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PROGETTO DI MASTER IN "RESTAURO E CONSERVAZIONE DELL'ARCHITETTURA MODERNA" (CARBONIA 2007)

L'area scelta per la costruzione dell'edificio per la Scuola Elementare ed il Giardino d'Infanzia è senza dubbio una delle più adatte per la sua posizione dominante, per la sua buona esposizione, per la visuale aperta verso il mare”.(dalla relazione di progetto per il complesso scolastico Scuola Elementare Nord e Giardino d’infanzia a cura dell’Arch. Ignazio Guidi e dell’ Ing. Cesare Valle).
Sta in questa ricerca parsimoniosa di un area “sana e preziosa” per i bambini di una città di pionieri e minatori, che si può leggere il valore intrinseco, il Progetto nel senso più alto del termine, il documento da testimoniare alle generazioni future, di quest’edificio di vitale importanza per la fondazione della città di Carbonia e dei suoi cittadini.
Per dirla con Piacentini: “Il campo delle costruzioni scolastiche è divenuto uno dei più importanti, soprattutto dopo che oggetto dell'educazione della gioventù non è soltanto lo studio e la cultura, ma ancor più la formazione del carattere e la preparazione del cittadino. Oggi soprattutto le scuole insieme alle abitazioni, agli ospedali, agli edifici sportivi sono lo specchio dell'elevazione sociale e del grado di civiltà di una società. Proprio questi edifici di destinazione e di utilità collettiva, di educazione sia fisica che intellettuale e morale, acquistano su tutti gli altri un valore preponderante.”
Oggi, in un’epoca in cui si riscopre la sensibilità sul valore storico del patrimonio architettonico del Novecento, dopo un lungo periodo di inerzia e di pregiudizio sull’ architettura di regime, si intravede la prospettiva di sfruttare la forza comunicativa di questi edifici e la loro importanza come oggetti d’ uso, grazie alla loro presenza in posizioni strategiche negli ambiti urbani.
La dialettica-connubio tradizione e innovazione, archetipo costante dell’italianità nel fare architettura, si ripropone oggi con tutta la sua forza nell’aperto dibattito tra conservatio o restauratio, tra permanenza o mutazione, nella metodologia del recupero e nelle modalità d’ intervento sulle opere del Moderno.
Fondamentale risulta la presa di coscienza sulla funzionalità e transitorietà per vocazione di queste architetture che vivono in quanto utensili, spazi per l’ uso.
Il valore d'uso è l'apprezzamento contemporaneo per eccellenza: dei manufatti che spesso non hanno alcun riconoscimento dal punto di vista storico-critico, mantengono però un forte valore d'uso nella consapevolezza dell'opinione pubblica.
E’ l’uso che tiene in vita questi edifici, nati non per durare ma per essere efficienti nel loro ciclo vitale, macchine operatrici di funzioni, che nella loro funzione trovano l’essenza stessa della loro esistenza.
Ed è per questo che l’approccio corretto di un progetto di recupero, la strategia di conservazione della memoria di un edificio del Moderno, sta in un processo di rehabilitation, in un’opera di rivitalizzazione rispettosa, in un intervento cosciente che allo stesso tempo guardi al passato e al futuro, che badi alla materia-estetica, ma anche allo spirito dell’oggetto, non solo quindi al significante ma insieme e soprattutto al significato: elementi distinti che nelle opere del Moderno si fondono in una sintesi unitaria e perfetta di forma e funzione.
In questa loro capacità di essere metafisica costruita, protagoniste dello spazio come opere scultoree svincolate dal contesto, ma in continuo dialogo con il paesaggio che le circonda,è riposto il valore pregnante del loro “diritto alla tutela”.
Però lo sperimentalismo e l’univocità di queste architetture, in cui convivono materiali nuovi, soluzioni tecniche all’avanguardia, telai in c.a. nella matrice muraria tradizionale, posti in opera con metodi artigianali, le rendono fragili alle aggressioni del tempo e il recupero diventa un problema di non facile soluzione, se affrontato con i canoni del restauro accademico, con metodologie impostate per la conservazione dell’antico.
L’intervento di conservazione sul moderno richiede un atteggiamento pragmatico di tipo procedurale che si lasci suggerire le modalità d’intervento dall’opera stessa. (Sergio Poretti)
Il progetto di recupero, o di restauro, nasce dal dialogo con l’edificio, dalla conoscenza della sua storia, dalle fasi di progetto alla sua realizzazione, alle modificazioni subite nel tempo e dalla consapevolezza delle metodologie costruttive, ma non può prescindere da un atto di interpretazione, di scelta e di progetto.
La fase di anamnesi dota il progettista degli strumenti necessari per poter ricostruire virtualmente l’opera fin nelle sue parti essenziali e consta di una ricerca filologica approfondita sulla base di diverse fonti documentarie.
La fase successiva di indagine e di diagnosi in situ è fondamentale per capire come la fabbrica si sia conservata, è strettamente legata alla sua costituzione materica e al suo stato contingente, per individuare e redarre una diagnosi del degrado attendibile.
Attraverso questo processo si può arrivare alla fase di interpretazione dell’oggetto e di programmazione delle linee guida del progetto di restauro del Moderno.
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    PROGETTO DI MASTER IN "RESTAURO E CONSERVAZIONE DELL'ARCHITETTURA MODERNA" (CARBONIA 2007)L'area scelta per la costruzione dell'edificio per la Scuola Elementare ed il Giardino d'Infanzia è senza dubbio una delle più adatte per la sua posizione dominante, per la sua buona esposizione, per la visuale aperta verso il mare”.(dalla relazione di progetto per il complesso scolastico Scuola Elementare Nord e Giardino d’infanzia a cura dell’Arch. Ignazio Guidi e dell’ Ing. Cesare Valle).Sta in questa...

    Project details
    • Year 2007
    • Status Unrealised proposals
    • Type Kindergartens / Schools/Institutes
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