giacomo ciolfi

Photographer Florence / Italy

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giacomo ciolfi
Nasce a Sinalunga nei patinati (così li definisce un mio amico siciliano) anni ottanta.

Si diploma in elettronica e telecomunicazioni.

Rinasce nel 2007 grazie all’incontro di una persona che gli piace chiamare “Mia”.

Gli piace la musica.

Scopre la fotografia all’interno di in un mobiletto sotto la televisione e durante chilometriche passeggiate dove una volta c’era la palude e forse se ci fosse ancora non sarebbe poi così tanto male.

Frequenta work-shop di approccio alla fotografia attraverso i cinque sensi, di Vanessa Rusci; fotografia musicale il quale lo porta a collaborare con una rivista web (Sound36).

Cerca centri di gravità permanenti.

Scopre che è l’instabilità a farci salvi negli sgretolamenti quotidiani.

Frequenta work-shop allo studio BAM Bottega Antonio Manta, dove acquisisce i fondamenti della fotografia della post-produzione e della stampa fine-art. Studia le luci, luci flash in studio e flash speedlite.

Frequenta work-shop di architettura urbana di Gianluca Maver. La fotografia americana, il colore in fotografia, le correnti delle varie scuole di fotografia internazionali. Il medio e grande formato. L’utilizzo del banco ottico. Ricognizioni fotografiche.

Frequenta la scuola di fotografia Fondazione Studio Marangoni (FSM), Firenze, partecipando al corso di Fotografia di Ritratto tenuto dai fotografi Paolo Cagnacci e Giuseppe Toscano.

Partecipa ad una esposizione collettiva presso la galleria della Fondazione Studio Marangoni, esponendo il lavoro “24hours laundry people”.

Approfondisce la fotografia di “paesaggio” con il fotografo/Maestro George Tatge, affinando lo sguardo con uno strumento diverso: il Banco Ottico.

Cerca di addentrarsi nella fotografia di paesaggio scavando all’interno di se stesso.

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  • Mobile 3285682447

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Nasce a Sinalunga nei patinati (così li definisce un mio amico siciliano) anni ottanta. Si diploma in elettronica e telecomunicazioni. Rinasce nel 2007 grazie all’incontro di una persona che gli piace chiamare “Mia”. Gli piace la musica. Scopre la fotografia all’interno di in un mobiletto sotto la televisione e durante chilometriche passeggiate dove una volta c’era la palude e forse se ci fosse ancora non sarebbe poi così tanto male. Frequenta work-shop di approccio alla fotografia attraverso i cinque sensi, di Vanessa Rusci; fotografia musicale il quale lo porta a collaborare con una rivista web (Sound36). Cerca centri di gravità permanenti. Scopre che è l’instabilità a farci salvi negli sgretolamenti quotidiani. Frequenta work-shop allo studio BAM Bottega Antonio Manta, dove acquisisce i fondamenti della fotografia della post-produzione e della stampa fine-art. Studia le luci, luci flash in studio e flash speedlite. Frequenta work-shop di architettura urbana di Gianluca Maver. La fotografia americana, il colore in fotografia, le correnti delle varie scuole di fotografia internazionali. Il medio e grande formato. L’utilizzo del banco ottico. Ricognizioni fotografiche. Frequenta la scuola di fotografia Fondazione Studio Marangoni (FSM), Firenze, partecipando al corso di Fotografia di Ritratto tenuto dai fotografi Paolo Cagnacci e Giuseppe Toscano. Partecipa ad una esposizione collettiva presso la galleria della Fondazione Studio Marangoni, esponendo il lavoro “24hours laundry people”. Approfondisce la fotografia di “paesaggio” con il fotografo/Maestro George Tatge, affinando lo sguardo con uno strumento diverso: il Banco Ottico. Cerca di addentrarsi nella fotografia di paesaggio scavando all’interno di se stesso.