Filippo Bricolo

Architect Sommacampagna / Italy

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Vive e lavora in provincia di Verona, dove è nato nel 1970. Ha studiato presso l’Università Iuav di Venezia dove si è laureato e ha conseguito il dottorato di ricerca in Composizione architettonica con menzione di pubblicazione. Programmaticamente contrario all’odierno culto dell’idea-forma, si ritiene un compositivo che ama costruire. Nel 2003 fonda lo studio Bricolo-Falsarella Associati affrontando i temi più tipici del mercato edilizio veneto cercando, sempre senza clamori, di ragionare sul senso di ogni azione costruttiva. I lavori dello studio riguardano la riconversione di spazi urbani, i luoghi per la produzione, le abitazioni singole e collettive e hanno ricevuto premi e menzioni dedicati ai giovani architetti italiani tra i quali: “Biennale Rizoma Giovane architettura italiana” di Pontedera, “Premio giovani architetti 2006” dell’Accademia di San Luca di Roma, “Veneto 40. Giovani architetti italiani alla prova” della XII Bienal Internacional de Arquitectura di Buenos Aires. Le sue opere sono state pubblicate su riviste italiane ed estere. Dal 1997 lavora nel campo dell’allestimento e della museografia, prima come assistente del Prof. Arrigo Rudi presso l’Iuav, poi come progettista e ricercatore. Presso Museo di Castelvecchio di Verona ha allestito la mostra “Pietro Consagra. Necessità del colore” (2008) ed esposizioni su Luigi Caccia Dominioni e Paolo Farinati. Nel 2010, con Alba di Lieto, ha pubblicato il volume Allestire nel museo. Trenta mostre a Castelvecchio. Intensa è la sua attività sui temi dell’architettura della memoria sia come progettista che come ricercatore. La sua tesi di dottorato sul Memoriale di Kampor di Edvard Ravnikar è stata pubblicata nel libro Memoria, Ascesi, Rivoluzione. Studi sulla rappresentazione simbolica in architettura a cura di Luciano Semerani. Nel 2008, in occasione del Festival dell’architettura di Parma, ha curato e allestito la mostra “Il paesaggio della memoria. Edvard Ravnikar, Bogdan Bogdanovic: Luoghi e architetture celebrative nel territorio della ex-Jugoslavia”. Dal 2007 al 2011 ha tenuto il laboratorio di Progettazione II presso l’Università di Parma sui temi della memoria e del sacro. Nel 2011, presso l’Iuav, ha tenuto il workshop estivo internazionale “L’ultima Cima”, che ha previsto la progettazione di un nuovo segno di memoria a Cima Grappa, ricevendo la menzione speciale della giuria.