L’ Architettura per la Divina Commedia

Tre generazioni di architetti chiamati a confrontarsi con la “sezione” dantesca

by Rossana Vinci
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E’ impossibile pensare all’ Architettura senza il disegno, inteso come segno autentico con cui ogni architetto da sempre afferma la propria intima visione del mondo.

Ed è proprio il disegno ad essere il protagonista della mostra “Divina sezione. L’Architettura italiana per la Divina Commedia” sul tema della reinterpretazione in chiave architettonica dell'Opera del Sommo Poeta, che avrà luogo partire dal prossimo 8 marzo negli appartamenti reali della Reggia di Caserta.

 

Sotto il coordinamento di Luca Molinari, oltre 50 architetti di fama internazionale sono stati chiamati a confrontarsi con la “sezione” dantesca rileggendo in chiave contemporanea il grande classico della letteratura italiana.

Autori come Francesco Venezia, Paolo Portoghesi, Cherubino Gambardella, Andrea Branzi e Franco Purini sono solo alcuni dei nomi che hanno contribuito con disegni originali a questa sfida intellettuale.

 

 

Da sinistra: La sezione divina © Domenico Pastore; Dante e James Bond 2017 © Cherubino Gambardella

 

 

Nei secoli scorsi moltissimi artisti hanno provato ad immaginare i tre mondi percorsi da Dante nella sua Divina Commedia, rappresentando questo universo simbolico e narrativo, da Salvador Dalì a William Blake, fino alla potente ed eccezionale rappresentazione dal Danteum di Giuseppe Terragni che ha dato forma fisica e spaziale ai luoghi raccontati dal poeta fiorentino.

L'Opera dantesca diviene così il tema per indagare l’assoluto che alberga in ogni essere umano, spingendosi oltre i paesaggi terreni, e l’architettura diviene il mezzo con il quale gli autori sono stati chiamati ad im­maginare e costruire scenari e visioni future. 

 

 

Da sinistra: Principio e Fine © Pietro Carlo Pellegrini; TERRE DI CONFINE - 01 / 2016  © Luca Galofaro 

 

 

Le opere animeranno il luogo artisticamente e storicamente più eccelso della città: la Reggia, esposte negli appartamenti reali con un iter figurativo che permetterà di ripercorrere fisicamente gli ambienti danteschi, interamente ricreati.

Attraversata la porta dell’Inferno, il visitatore calcherà le orme di Dante, circondato dalle sue stesse visioni, reinterpretate e riprodotte da famosi architetti ed esposte nella cornice di ardite ed evocative scenografie interamente realizzate con i sistemi costruttivi Knauf, che assieme alle opere diventano così parte integrante dell’opera d’arte collettiva.

 

Ideate dallo studio Gambardella Architetti, che ha potuto contare sulle tante possibilità plastiche permesse dai sistemi Knauf, queste spettacolari architetture riproducono gli aspri e tortuosi paesaggi infernali, le faticose ascese del purgatorio e le strutture celestiali del paradiso.

 

“Knauf da oltre 10 anni ha iniziato un percorso in favore dell’arte e delle forme più creative per la sua divulgazione. In questo contesto abbiamo messo la nostra tecnologia a supporto di alcune tra le più importanti manifestazioni, come la Biennale di Venezia, l’urlo di Munch a Genova, creando ambienti espositivi unici, che non sarebbe stato possibile realizzare in nessun altro modo. In questo senso Knauf non si limita a supportare l’arte, ma si fa strumento essa stessa, nelle mani degli artisti.” sottolinea il Dott. Damiano Spagnuolo, Market Manager Knauf.

 

 Vista assonometrica dell'istallazione della mostra

 

 

 

 

 

 

I settanta autori in mostra appartengono a tre generazioni diverse di progettisti attivi sulla scena dell’architettura italiana contemporanea:

 

— 2A+P/A (Gianfranco Bombaci, Matteo Costanzo con Gergana Yaneva) — Benno Albrecht con Jacopo Galli — Laura Andreini – Studio Archea con Donatello D’Angelo — Carmen Andriani — Aldo Aymonino — Carmelo Baglivo — Guya Bertelli, con Paola Bracchi, Giulia Bonizzoni, Pasquale Mei — Nicola Braghieri — Andrea Branzi — Lorenzo Capobianco — Lucina Caravaggi, Alessandro Cimmino — Paolo Carli Moretti — Matilde Cassani — Francesco Costanzo — Raffaele Cutillo in collaborazione con Yorgos Spanodimitriou — Maddalena De Ferrari — Michele De Lucchi — Fernanda De Maio — Federico De Matteis — Manfredo di Robilant — Lorenzo Degli Esposti — Corrado di Domenico con Vittorio Golia e Salvatore Scandurra — Alfonso Femia con Diorama — Alberto Ferlenga — Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Lorenzo Brunetti, Annalucia D’Erchia — Emanuele Fidone — Fabio Alessandro Fusco — Luca Galofaro — Cherubino Gambardella — Matteo Ghidoni — Paolo Giordano con Lorenzo Giordano e Carla Mottola — Stefano Guidarini, Pierluigi Salvadeo, Marina Spreafico — bda bottega d’architetti + D’apostrophe — Aimaro Isola — Ugo La Pietra — LABORATORIO PERMANENTE (Nicola Russi, Angelica Sylos Labini con Alessandro Zanoletti, Marco Di Forenza, Luca Cozzani, Francesca Lina Pincella) — Peter Lang  — Vincenzo Latina — Francesco Librizzi — ma0 studio d’architettura (Ketty Di Tardo, Alberto Iacovoni, Luca La Torre) — Giulia Maculan — Camillo Magni, Ilaria Pedrini, Omar Rota, Lorenzo de Pascale — Raffaele Marone con Arcangelo Martino — IM STUDIO MI/LA (laria Mazzoleni, Richard Molina + Jessica C.R. Passos + Tri Ta – ricerca specie animali Lola Dompe’) — Milk Train s.c. (Pierluigi Barile, Francesca Borgia, Giampiero Sanguigni) — Subhash Mukerjee — Maurizio Navone con Flavio De Rossi — Park Associati – Milano — Domenico Pastore — Pietro Carlo Pellegrini — Gianluca Peluffo — Carmine Piscopo, con Daniela Buonanno — Efisio Pitzalis — Piuarch. (Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario)  — Attilio Pizzigoni — Paolo Portoghesi — Franz Prati — Raffaele Pugliese e Dora Pugliese — Franco Purini — Franco Raggi — Massimiliano Rendina Con Vincenzo Merola, Cinzia Rosa, Antonio Paolo Verde — Renato Rizzi Con Susanna Pisciella, Marco Renzi — Michele Sbacchi — Valter Scelsi — Beniamino Servino— Tamassociati — Davide Vargas — Francesco Venezia — YellowOffice — Ground Action (Carlalberto Amadori, Francesco Cucchiara, Matteo D’Ambros, Roberto Zancan).

 

Mostra a cura di

Luca Molinari, Chiara Ingrosso

Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi Vanvitelli

 

Assistente alla curatela

Federica Rasenti

 

Segreteria scientifica

Federica Rasenti, Aurora Riviezzo

 

Progetto d’allestimento

Simona Ottieri con Maria Gelvi e Concetta Tavoletta

 

Progetto grafico

Alessandra Cirafici, Caterina Cristina Fiorentino, Daniela Caserta

Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale Luigi Vanvitelli

 

 

Partner principale

 

Knauf Italia, sede nazionale della capogruppo tedesca Knauf Gips KG, leader mondiale nell’ambito dell’edilizia, è stata fondata nel 1977. Polo produttivo a supporto del mercato edile italiano, conta due stabilimenti in Toscana, per la produzione dei sistemi a secco e degli intonaci a base gesso. Knauf Italia, forte di un indiscusso primato nelle costruzioni a secco, è oggi un solido punto di riferimento per operatori del settore e utenti finali.

Parallelamente al continuo sviluppo e alla produzione di innovative soluzioni di tamponamenti a secco, soffittature, pavimentazioni, isolamenti e intonaci, Knauf investe molto sulla formazione con i Centri polifunzionali di Milano e Pisa, che offrono un’ampia gamma di corsi, seminari e servizi dedicati ai professionisti italiani dell’edilizia.
La proposta di Sistemi Costruttivi evoluti, l’attenzione alla formazione, le partnership con università e progettisti sono i punti di forza di un’azienda sempre in prima linea nel proporre risposte tecnologiche all’avanguardia anche nell’ecocompatibilità.

 

 



 

 

 

 

Immagine di copertina: Danteum, Giuseppe Terragni con P. Lingeri e M. Sironi - Roma, 1938 (non realizzato)

 

 

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