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Recupero di palazzo Francesco Foresta Lecce / Italy / 2007

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progettisti: gruppo foresta | studio d’architettura ester annunziata, alfredo foresta, tiziana panareo architetti strutture: michele martina ingegnere direzione lavori: francesco foresta Imprese Opere di restauro GruppoForesta s.r.l. Opere in legno Falegnameria Franco Caricato Infissi Marenaci Serramenti Impianto idrico Pellegrino Armando Impianti Tecnologici Impianto elettrico S.I.E. Impianti Elettrici L’intervento ha come oggetto il restauro di un palazzo adiacente la chiesa di San Matteo, unico esempio architettonico di scuola borrominiana nel centro storico di Lecce. L'edificio è uno degli interventi di saturazione degli spazi all'interno del circuito murario della città di Lecce operati a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Oggetto di numerose superfetazioni non presentava caratteristiche architettoniche di particolare pregio. Domenico Guido, primo proprietario dell'immobile, il 5 maggio 1914 presenta la richiesta di edificazione al Comune di Lecce, che la approva in data 27 maggio con la clausola “che dal prospetto venga rimosso il balcone ad angolo” (Architettura e città a Lecce, Edilizia privata e nuovi borghi fra '800 e '900 di V. Cazzato e S. Politano). Il totale abbandono a partire dalla fine degli anni ’70 ha causato il parziale crollo del vano scala e il collasso di importanti parti strutturali. Quando nel 1999 Francesco Foresta ha acquistato l’intero immobile le condizioni statiche erano ormai giunte al collasso; una scelta obbligata, in relazione ad esigenze di incolumità pubblica, ha imposto lo svuotamento del corpo di fabbrica. Data l’aderenza alla chiesa, le fasi di demolizione sono state eseguite con particolare perizia tecnica. Tracce storiche, vani ipogei, cisterne, pozzi, non preventivabili, hanno dettato un atteggiamento scientifico e critico, che con un’estetica scarpiana, ha riconosciuto la valenza dei ritrovamenti e li ha valorizzati, liberandoli dalle superfetazioni; contestualmente i paramenti murari esterni sono stati consolidati durante la demolizione dei vari piani intermedi. La sensibilità della committenza, disposta a perdere superficie utile, ha consentito di liberare la chiesa dalle superfetazioni poste al confine creando un vuoto, risultato di un antico volume, ora riscritto attraverso l’impalpabilità di un cuneo di vetro. Tale vuoto è caratterizzato dall’ironia dei progettisti, che alla forme antiche hanno contrapposto la leggerezza dei materiali moderni senza intaccare l’identità del passato. Così le vecchie tracce dei servizi igienici restano inalterati sul paramento murario; l’intreccio di forme e volumi sono sostituiti da una scala in carpenteria metallica, che lambisce senza toccare il paramento della chiesa; grandi lampade sono sostenute da un sistema leggero di carrucole industriali. All’interno, giochi di piani intermedi, sospesi e squarciati da tagli di luce, e pavimenti trasparenti in vetro, favoriscono la lettura del contenitore storico e del nuovo contenuto, in un unico spazio fortemente caratterizzato e caratterizzante. Al piano interrato sono stati recuperati i locali voltati e portate alla luce vecchie cisterne, con i suggestivi paramenti murari scolpiti nella roccia, dove sono visibili i segni della cava originale. Il piano terra è caratterizzato da un doppio volume trasparente che si affaccia su se stesso e sul sagrato antistante attraverso tre grandi finestre angolari. Pietra locale, travi ipe e vetro indicano la volontà di denunciare il limite tra la fabbrica e il nuovo in un sottile equilibrio tra tradizione e innovazione. Al piano interrato sono stati recuperati i locali voltati e portate alla luce le vecchie cisterne, con i suggestivi paramenti murari scolpiti nella roccia, dove sono visibili i segni della cava originale. I lavori sono stati interrotti dal 2005 al 2010 a seguito di esposti da parte dei vicini con l’accusa di abuso edilizio, accusa non riconosciuta dal Tribunale di Lecce con sentenza del marzo del 2010. La consapevolezza di intervenire su un manufatto storico, proprietà di famiglia, ma di fatto bene della collettività, comporta una volontà di valorizzare anche se stessi, il proprio operato, la propria capacità aziendale. Oggi, il valore di questo intervento, per me, supera l'edificio stesso e riconosce in esso la memoria di mio padre (Alfredo Foresta).
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    progettisti: gruppo foresta | studio d’architettura ester annunziata, alfredo foresta, tiziana panareo architetti strutture: michele martina ingegnere direzione lavori: francesco foresta Imprese Opere di restauro GruppoForesta s.r.l. Opere in legno Falegnameria Franco Caricato Infissi Marenaci Serramenti Impianto idrico Pellegrino Armando Impianti Tecnologici Impianto elettrico S.I.E. Impianti Elettrici L’intervento ha come oggetto il restauro di un palazzo adiacente la chiesa di...

    Project details
    • Year 2007
    • Work finished in 2007
    • Main structure Masonry
    • Client Gruppo Foresta
    • Contractor GruppoForesta s.r.l.
    • Cost 700.000,00 €
    • Status Completed works
    • Type Single-family residence / Showrooms/Shops
    • Websitehttp://www.gruppoforesta.com
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