Ristrutturazione Villa privata sui colli di SP

recupero del sottotetto e ristrutturazione La Spezia / Italy / 2012

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La villa è formata da due corpi di fabbrica distinti: uno preesistente degli anni 48-50 a due piani (piano cantine e laboratori compreso e sottotetto non abitabile) planimetricamente formato da due corpi disposti ortogonalmente a L, coperti in parte a capanna ed in parte a padiglione, congiunti tra loro da una cerniera “virtuale” identificata nell’ambiente d’ingresso coperto a cupola a vela, ed uno successivo risalente agli anni 58-60 di progetto dell’Arch. Cesare Galeazzi di stile razionalista più alto del precedente di un piano, con copertura piana ed ampie finestrature e balconi rivolti verso il golfo di La Spezia. Ai piedi di quest’ultimo corpo di fabbrica vi è, a quota -2,50, un particolare “impluvium” che raccoglie le acque piovane della casa, circondato da porticato, evidente richiamo all’architettura classica romana; il tutto è stato costruito intorno agli anni 80 e condonato nel ‘85. Degli stessi anni sono la scala immediatamente adiacente all’ingresso che collega il Piano Terra con il sottotetto reso parzialmente abitabile anche mediante la costruzione di un passaggio vetrato che collega i due locali sottotetto attraverso il terrazzino a tasca e di un abbaino che rende vivibile la camera da letto ivi creata. La casa negli anni 80 così viene dotata di almeno tre locali più servizi: una lavanderia stireria, una camera da letto e un ripostiglio più ovviamente gli annessi bagni tutti ricavati nel sottotetto. - Il recupero del sottotetto (r3) e rialzamento del tetto al fine di consentire l’adeguamento delle altezze interne ai requisiti minimi di abitabilità previsti dalla L.R. 24/01, fino al raggiungimento di un’altezza minima interna di 1,50 ml e di un’altezza media interna netta di 2,30 ml, l’intervento secondo le NTA del PUC non comporta aumento di SUL e non creando nuove unità immobiliari non implica il calcolo degli standard urbanistici sulle aree adibite a parcheggio. La struttura del nuovo tetto, in parte realizzata in legno lamellare in parte in travi e pilastri in acciaio, viene saldamente ancorata alla muratura esistente mediante pilastri in acciaio annegati nella muratura in laterizio esistente ma che scaricano le tensioni direttamente sulle sottostanti fondazioni, questo a causa della tipologia costruttiva delle murature esistenti di non particolare pregio e resistenza; - Modifica parziale della tipologia di copertura; (r3) La copertura esistente non mostra una tipologia predominante ma piuttosto è formata da diverse tipologie: in parte a capanna e in parte a padiglione (corpo a L più basso) a cupola (ambiente dell’ingresso) e piana (edificio a torre). Lo scopo del progetto è semplificare, per quanto possibile, tale differenza, uniformando la copertura a falde inclinate dell’edificio più basso nella tipologia a capanna lasciando immutata la copertura piana della torre e l’altezza massima del fabbricato. In riferimento al rapporto con le coperture degli edifici contigui, nelle immediate vicinanze sono state riscontrate diverse tipologie, a capanna, piane e a padiglione con maggioran-za di queste ultime. Il cambio di tipologia della porzione di edificio in questione è tuttavia da riferirsi non nell’ottica di uniformità con le adiacenze ma nell’individuazione di un’unica tipologia all’interno delle differenti presenti nella stessa unità abitativa o, nel limite del possibile, nel tentativo di semplificarla. La trasformazione dell’intera copertura dei due corpi di fabbrica in piana per uniformarsi alla torre ed al vano scale è impedito dalle NTA del PUC, mentre la trasformazione della porzione coperta a capanna in padiglione è impossibilitata dalla corretta distribuzione de-gli spazi interni. - Recupero dell’abbaino e del terrazzo a tasca secondo le direttive della ristrutturazione edilizia (r1) è possibile recuperare o trasformare superfetazioni esistenti in modo che vengano armonicamente inserite nel contesto architettonico; in tale ottica l’abbaino esistente, creato per rendere abitabile la camera ricavata nel sottotetto e successivamente condonato, mantiene la volumetria originale inserendosi nel contesto del nuovo tetto rialzato con minor impatto visino. La falda di copertura diventa ad angolo positivo e non più negativo accompagnando l’inclinazione della restante porzione di tetto. La linea di gronda dell’abbaino mantiene la sua altezza dal suolo originaria ed i materiali di costruzione si uniformano al resto dell’intervento: l’abbaino diventa così da voluminosa e sgraziata superfetazione, evidente frutto di abuso edilizio condonato, in garbato volume aggiunto che asseconda l’inclinazione della falda del tetto quasi fosse una palpebra che si apre sul tetto; stesso discorso vale per il terrazzo a tasca che crea discontinuità nella copertura, la sua copertura restituisce unitarietà alla copertura senza soluzione di continuità; - Ampliamento della SUL di 10mq secondo quanto previsto dalle NTA del PUC (r2) mediante copertura del terrazzo posto al primo piano. Tale intervento consente il collegamento e la libera circolazione in tutti gli ambienti del sottotetto dei due corpi di fabbrica con copertura a falde inclinate; - Creazione di un’ampio spazio esterno vivibile a livello +0,30; Tale spazio viene ricavato dall’ampliamento del terrazzo esistente al di sopra del vecchio patio pergolato fino al collegamento con il preesistente balcone sul lato Sud Ovest. In tal modo è garantita la libera circolazione interno-esterno tra gli ambienti cucina pranzo e salotto ed i loro corrispettivi ambienti all’aperto anche mediante la trasformazione delle due finestre esistenti in porte-finestre. La creazione dell’ampia balconata viene attuata in rispetto delle NTA del PUC che prevedono una superficie porticata max pari al 20% della SUL sia pure nella condi-zione prevista dalla ristrutturazione (r3) che non comporta aumento di SUL; la SUL è in-fatti sufficiente a permettere l’ampliamento della superficie porticata rimanendo ampiamente nei limiti del 20% della SUL. - Ampliamento dello spazio destinato a parcheggio privato a livello +0,30; Tale spazio vie-ne rialzato di +0,30 per permettere l’accesso diretto all’edificio anche a portatori di handi-cap. Viene ampliato mediante lo spostamento di un muro di contenimento di circa mt 4 verso valle, dal limite dell’ingresso attuale fino al limite attuale della fossa Imhoff per per-mettere il parcheggio ad un autovettura di medie dimensioni. - Riorganizzazione interna di tutti i piani del fabbricato, mediante diversa distribuzione oriz-zontale degli ambienti in base alle esigenze di progetto: cantine, piscina e locali tecnici al piano interrato (-2,50), cucina, dispensa, pranzo, salotti e servizi di lavanderia e stireria al piano terreno (zona giorno +0,30), camere da letto nel sottotetto e primo e secondo piano (zona notte +3,88 e +7,37), viene altresì riorganizzata la distribuzione verticale con l’ausilio di un nuovo vano scale che collega le cantine al Piano Terra fino al Piano sottotetto e di un ascensore che colleghi tra loro tutti i piani dell’edificio; - Adeguamento energetico data la scarsa coibentazione attuale si è resa necessaria la realizzazione di un complesso di interventi mirati ad abbattere le dispersioni termiche ed a rendere più efficienti gli impianti tecnologici di riscaldamento e condizionamento quali la sostituzione di tutti gli infissi con modelli a norma a taglio termico, la realizzazione di un cappotto esterno traspirante su tutta la superficie muraria e/o di una parete ventilata in lastre di pietra naturale o ricostruita, di un tetto ventilato in legno, coibentato con isolanti naturali traspiranti. Parimente vengono realizzati nuovi impianti tecnologici atti a produrre autonomamente energia elettrica, acqua calda mediante fonti energetiche alternative solari e fotovoltai-che, il tutto in ottemperanza dell'articolo 29 della legge n.22 del 29 maggio 2007 e della successive della Legge Regionale N°22 del 2009; - Abbattimento delle barriere architettoniche su tutti i piani del fabbricato; Si è resa necessaria l’adeguamento dei dimensionamenti degli spazi comuni e dei servizi in vista di una maggiore vivibilità e usabilità anche da parte di persone momentaneamente o permanentemente disabili mediante anche la dotazione di un impianto di ascensore e servoscala che serva tutti i piani dell’edificio, dalle cantine alla terrazza sulla torre. Tale ascensore viene realizzato esternamente contiguo alla parete del vano scale principale ed è, per il suo particolare scopo, in deroga alle distanze minime dal confine e non viene calcolato ai fini di un aumento della SUL o del volume totale secondo la Legge 9/1/1989 N°13 e il successivo Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici - 14 giugno 1989, n. 236.. - Adeguamento antisimico al fine di assicurare un comportamento di tipo scatolare del complesso della struttura. Si prevedono incatenamenti perimetrali in corrispondenza di ogni orizzontamento, compresi quelli a livello di piano cantine, terra, di sottotetto e di im-posta del tetto stesso, piano primo e secondo. Nell’ambito del recupero del sottotetto verrà creato un cordolo di ripartizione del carico, in modo da evitare le concentrazioni dei ca-richi e delle rispettive azioni dinamiche localizzate. Tutta la struttura in legno lamellare del tetto sarà poi rafforzata ed irrigidita mediante collegamenti fra gli elementi esistenti, e fra questi e la struttura. I carichi del tetto e della porzione di muratura inerente la sopraelevazione, per non gravare sulla muratura esi-stente, si appoggeranno direttamente alla struttura di fondazione mediante pilastrini in ferro annegati nello spessore della muratura esistente. Inoltre sarà opportuno l’impiego sempre nelle strutture a tetto in legname, un tavolato di sottotetto coibentato e ventilato che contribuisca validamente a realizzare un irrigidimento anche a livello delle tegole e quanto mai utile per limitare i dannosi movimenti relativi alla piccola orditura e per realizzare più efficaci e stabili collegamenti del materiale di copertura. I solai di tutti i piani superiori saranno consolidati mediante un nuovo strato di Cls alleggerito e rete elettrosaldata strettamente collegata alle murature perimetrali, quelli del piano terra, fondati su muriccioli, verranno demoliti e ricostruiti in lastre grecate zincate riempiti di Cls alleggerito e con ripartizione dei carichi mediante rete elettrosaldata direttamente collegata alla muratura perimetrale; - Ampliamento di un vano sito al piano seminterrato destinato a cantina, tale ampliamento ricade nel perimetro di sedime del fabbricato e permetterà il collegamento diretto tra il vano scale e gli ambienti adiacenti alla piscina e al porticato senza dover passare necessariamente per lo studio posto a livello -2,50; - Riqualificazione della vasca dell’Impluvium, e trasformazione in piscinetta termale me-diante la bonifica del suddetto Impluvium a quota -2,50 e lo scavo per raggiungere la pro-fondità necessaria; le acque destinate all’alimentazione della piscinetta saranno in parte ottenute dal recupero delle acque piovane meteoriche opportunamente depurate e trattate.
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    Project Authors
    • Marco Hermes Peruzzi

      Marco Hermes Peruzzi

      Principal Architect

    La villa è formata da due corpi di fabbrica distinti: uno preesistente degli anni 48-50 a due piani (piano cantine e laboratori compreso e sottotetto non abitabile) planimetricamente formato da due corpi disposti ortogonalmente a L, coperti in parte a capanna ed in parte a padiglione, congiunti tra loro da una cerniera “virtuale” identificata nell’ambiente d’ingresso coperto a cupola a vela, ed uno successivo risalente agli anni 58-60 di progetto dell’Arch. Cesare Galeazzi di stile razionalista...

    Project details
    • Year 2012
    • Work started in 2010
    • Work finished in 2012
    • Main structure Mixed structure
    • Client Privato
    • Contractor varie
    • Cost 1.200.000
    • Status Current works
    • Type Single-family residence
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