La Quarta Torre

Restauro del castello di Saliceto Saliceto / Italy / 2011

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Il Castello di Saliceto - Impianto planimetrico
Il progetto del restauro conservativo del castello di Saliceto, ha come obiettivo il riutilizzo della struttura quale nuovo edificio pubblico, alfine del recupero di un monumento facente parte a tutti gli effetti del patrimonio storico-artistico non solo locale, anche in modo da garantire, attraverso l'uso permanente del bene, la sua conservazione materica.
La struttura attuale è il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che hanno tuttavia mantenuto alcuni caratteri tipici delle architetture fortificate.

L'impianto planimetrico ha un disegno pressoché rettangolare, organizzato intorno ad una corte centrale e con torri di difesa a pianta quadrangolare in corrispondenza degli spigoli nord-ovest, sud e sud-est. I quattro fabbricati perimetrali, dei quali quello d'ingresso si presenta loggiato su due piani, erano dotati di copertura a falde. Tracce esterne suggeriscono inoltre l'antica esistenza di un fossato sormontabile tramite ponte levatoio, poi sostituito da rampa in muratura di pietra e mattoni.

Notevoli gli spazi ed i volumi interni del castello, sia in termini dimensionali, sia con riferimento alle reminiscenze storiche che consentono grazie ad arredi ed elementi architettonici originali inaspettatamente conservatisi nel corso del tempo. Al piano terra era presente un grande salone di rappresentanza, coperto da una volta a botte lunettata oltre a nove sale minori, sormontate da volte a crociera costolonate, padiglioni e da un solaio ligneo cassettonato. Al primo piano erano presenti saloni e stanze coperte da volte a padiglione. Il secondo livello, raggiungibile esclusivamente dal primo piano attraverso due rampe di scale, era formato da diversi locali e dall'ampio spazio del sottotetto.

Il Castello di Saliceto - Caratteristiche costruttive
Le accurate operazioni di rilievo e le numerose ed approfondite analisi chimico-fisiche e stratigrafiche e indagini tecnico-costruttive hanno consentito di individuare le successive fasi costruttive, mettendo in luce una struttura essenzialmente costituita da murature in pietra a spacco, in mattoni pieni e in tessitura mista.
Gli orizzontamenti interni erano costituiti da volte in pietra o in mattoni, o da rari solai lignei cassettonati, in alcuni casi occultati da controsoffittature in canniccio intonacato. Le pareti interne erano state prevalentemente trattate ad intonaco tinteggiato, con alcuni ambienti dell'ultimo piano decorati a finto fresco o a tempera, mentre le pareti dei locali sottotetto erano semplicemente rinzaffati o lasciati con tessitura muraria a vista.
Stipiti, davanzali e architravi erano in pietra arenaria o in mattoni pieni. Laterizi furono utilizzati anche come paramento esterno e nella cornice aggettante al di sotto del camminamento sommitale, così come numerosi elementi lapidei anche accuratamente lavorati.

Le finestre dei fronti interni sul cortile si presentavano con schemi riconducibili al modello della croce guelfa, solo tripartite anziché quadripartite, altre sono invece dotate di terminazione superiore archiacuta in laterizio. La copertura dell'edificio era formata da incavallature lignee di sostegno ad un'orditura secondaria costituita da travi grossolanamente squadrate, cui si sovrapponeva il tramato dei travetti, il tavolato in assi da segagione e il manto in coppi.
Il progetto di recupero
La normativa vigente all'inizio dell'iter progettuale attribuiva al castello l'interesse storico artistico, mentre l'area verde circostante era cartografata come area a parco privato di interesse ambientale inedificabile. Sull'edificio era inoltre presente il vincolo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte.

La riqualificazione strutturale e funzionale dell'edificio ha previsto tre differenti fasi di intervento, determinate dalla complessità dell'oganismo edilizio. All'insediamento della nuova sede comunale all'ultimo livello del castello ha fatto seguito la realizzazione di ulteriori spazi pubblici agli altri livelli dello stesso: sale ricettive, da collocarsi al piano seminterrato e nel grande salone delle armi al piano terreno; una grande sala polifunzionale destinata a auditorium e sala conferenze, da ubicarsi nel suggestivo spazio a doppia altezza del primo livello; spazi museali, previsti nei vani al secondo piano, che tra l'altro mantenevano arredi originali in stile fine Ottocento.
La filosofia progettuale prevede il ricorso a nuovi elementi architettonici e costruttivi che, mantenendo una loro chiara riconoscibilità, si affiancassero o si sovrapponessero al costruito.
Anche il progetto di recupero dei materiali, volto al minimo intervento sull'esistente ed alla conservazione materica del'organismo edilizio, ha comportato restauri puntuali, leggibili e riconoscibili nel contesto.

All'ultimo livello, l'organizzazione delle nuove destinazioni d'uso necessarie al funzionamento della "macchina comunale" sono state pensate in rigorosa relazione alla conformazione degli spazi esistenti. La presenza del camminamento anulare sommitale, recuperato nella sua integrità permette l'accessibilità a tutti i locali mediante un sistema di rampe realizzato con pavimentazioni lignee galleggianti, sovrapposte agli orizzontamenti esistenti; ne deriva un percorso ad anello a cui si accede dall'ingresso originario del castello tramite tre rampe di scale racchiuse nel loggiato che si affaccia sulla corte interna, dalle quali si ha adito al vestibolo degli spazi comunali o alla nuova torre. Due ambienti particolarmente suggestivi sono stati appositamente lasciati senza destinazione d'uso specifica: una cappella votiva, delimitata da una volta ad ombrello, e del vano di collegamento tra il vestibolo e l'attuale sottotetto, dove una muratura di partizione interna incorpora due portali in arenaria a testimonianza del tentativo di ricostruzione di un ambito esterno, da destinarsi a mostre temporanee. Nuovi pozzi di luce e due lucernari in copertura consentono di aumentare l'illuminazione naturale.

Il piano nobile, situato al secondo livello e al quale si accede dallo scalone loggiato sulla corte interna, ospiterà un percorso museale, mentre il primo piano sarà prevalentemente destinato ad attività per la collettività locale. Il progetto prevede infatti la realizzazione di uno spazio d'informazione territoriale, destinato ad ospitare il centro di documentazione "G. Fadda" gruppo "Rinascita della Valle Bormida": un punto di visibilità territoriale, una vetrina delle tipicità culturali ed eno-gastronomiche della zona, ubicato in un locale con soffitto in legno a cassettoni.

Sempre al primo piano, lo spazio a doppia altezza, chiuso da volte ogivali e costolonature a vista, sarà invece destinato ad auditorium e sala conferenze, con idoneo vano tecnico ricavato in uno spazio soppalcato realizzato ex-novo in metallo e vetro. Alla sala polifunzionale è annesso un locale reception accessibile dalla corte interna, con soffitto a volte a botte intonacata.
Al piano terra si accede dal portale esistente entrando nella corte interna; ospita un salone delle feste destinato ad attività ricettive e di promozione dei prodotti tipici e dell'identità culturale del territorio, con percorso di visita al pozzo vernacolare sottostante la corte interna, racchiuso nel grande spazio attualmente denominato "salone delle armi" formato da un unico vano sovrastato da volta a botte. L'antico accesso al salone, ubicato nella nicchia sottostante il loggiato dello scalone aperto, viene mantenuto quale uscita di emergenza, riportando l'ingresso principale sul lato prospiciente la corte interna. Al piano seminterrato, il suggestivo spazio che ospitava l'antica stalla, formato da un unico vano coperto da volta a botte, ospita un wine bar e da accesso diretto, attraverso un cunicolo, al pozzo vernacolare.
La nuova torre tecnologica
L'intervento di maggiore impatto è senza dubbio la realizzazione della nuova torre tecnologica.
Il ricorso all'archetipo del castello, attraverso la riproposizione-ricostruzione della sua presunta forma originaria, risponde contemporaneamente all'esigenza progettuale di spazi idonei dal punto di vista dimensionale e dal punto di vista della sicurezza, ove ubicare i necessari collegamenti verticali tra i diversi livelli dell'edificio e i vani tecnici di passaggio delle canalizzazioni impiantistiche.

La torre è realizzata con una struttura in acciaio con pareti ventilate in pannelli di legno, resa completamente indipendente dalle cortine murarie del castello anche mediante l'inserimento di lastre in vetro di connessione tra nuova e antica fabbrica. I pannelli esterni di rivestimento in legno di cedro costituiscono una sorta di "pelle" che, assumendo nel tempo una colorazione giallo-grigia, determinerà un'assonanza di cromie con i materiali esistenti.

Ad assicurare una certa continuità architettonica tra vecchio e nuovo è stata la scelta progettuale e formale che ha determinato il disegno del nuovo elemento, scaturita dall'individuazione delle caratteristiche geometriche delle torri esistenti, messa in atto alfine di inserire un elemento equilibrato nelle proporzioni con il costruito esistente, e, seppure in modo inedito, in tutto complementare al suo paesaggio e a quello circostante, peraltro percepibile dalla terrazza coperta ricavata all'ultimo piano della torre.
Internamente, il volume della torre ospita una scala a C in acciaio, con ascensore in vetro al centro, illuminato con luce naturale zenitale grazie al lucernario di copertura in vetro a tronco di cono.
La corte interne e le aree verdi
La corte del castello, definita dai quattro prospetti che vi si affacciano e caratterizzata dalla presenza del pozzo circolare centrale in mattoni a vista, è delimitata a nord-est dal muro di terrapieno in pietra e laterizio a vista a sostegno del passaggio che conduce all'auditorium, e presenta piano di calpestio in battuto di terreno.
Per il recupero di quest'area si prevede il mantenimento delle pavi
mentazioni in selciato e basoli in arenaria previo intervento di restauro conservativo ed integrazione con selciato in pietra locale. Sarà inoltre completato e potenziato il sistema di raccolta delle acque meteoriche esistente, oltreché consolidato il muro di terrapieno e restaurati gli intonaci dei prospetti prospicienti la corte interna. L'illuminazione avverrà mediante spot carrabili incassati nella pavimentazione.

Dal punto di vista tecnologico l'intervento è finalizzato al risanamento della corte previa eliminazione dei fenomeni di umidità, da quello strettamente compositivo lo stesso è volto al recupero della sua centralità, quale rinnovato elemento progettuale e distributivo delle nuove attività.
Il progetto prevede inoltre la sistemazione delle aree a verde che circondano il castello. Il parco è caratterizzato dalla presenza di numerose e varie specie vegetali, quali alberi ad alto fusto sempreverdi, alberi da frutto, arbusti ed essenze rampicanti, ippocastani ed aree a orto.

L'intervento, finalizzato alla conservazione del parco ma anche ad una sua vera e propria rivalorizzazione prevede opere di riorganizzazione e completamento dei percorsi pedonali e carrabili di accesso al castello, oltreché la realizzazione di nuove aree di parcheggio e di un sistema di illuminazione diversificato per le varie zone del parco, per consentire una migliore e più diretta fruizione e percezione del complesso.

CREDITS
progetto: Armellino&Poggio Architetti Associati
localizzazione: Saliceto, Cuneo
gruppo di lavoro: Giovanni V. Galliani (consolidamento strutturale); Stefano Musso (interventi di restauro, tecniche di analisi e diagnosi); Gabriella Garello (rilievi fotogrammetrici); Daniela Olivieri (inquadramento storico); Marco Gaminara (impianti); Federica Concon (restauro arredi)
impresa esecutrice: Formento Filippo Carlo & C., Finale Ligure (SV)
inizio lavori: 2001
sup.complesso: 620 mq
sup.auditorium: 85,5 mq, 90 posti a sedere
sup.spazi ricettivi p.t.: 200 mq
sup.uffici comunali: 500 mq
sup.uffici C.M.V.B.U.: 60 mq
sup.corte interna: 67 mq
sup.parco: 6.400 mq
importo lavori: 1.857.693,00 euro
foto: Massimo Armellino e Massimo Micalizzi

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    Il Castello di Saliceto - Impianto planimetrico Il progetto del restauro conservativo del castello di Saliceto, ha come obiettivo il riutilizzo della struttura quale nuovo edificio pubblico, alfine del recupero di un monumento facente parte a tutti gli effetti del patrimonio storico-artistico non solo locale, anche in modo da garantire, attraverso l'uso permanente del bene, la sua conservazione materica. La struttura attuale è il risultato di successive trasformazioni e ricostruzioni che...

    Project details
    • Year 2011
    • Work started in 2011
    • Work finished in 2011
    • Status Completed works
    • Type Monuments
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