Nuova scuola dell'Infanzia e Asilo Nido

Comune di Cazzago San Martino (BS) Cazzago San Martino-calino / Italy / 2009

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1_PREMESSA Nel nostro Paese il tema di una scuola da “vivere” non ha avuto finora l’attenzione che meriterebbe. Quando ci si muove all’interno della città è possibile notare come sia ormai difficile individuare le funzioni degli edifici pubblici. Una scuola può essere facilmente confusa con una fabbrica, un ospedale o un museo poiché la sua tipologia architettonica non è tale da farne riconoscere l’uso, spesso distinguibile solo dalle insegne o dalle bandiere. Inoltre, per quanto riguarda l’ambiente interno, la maggior parte degli edifici sono riciclati da altre destinazioni, riadattati da vecchi usi scolastici, o semplicemente usati come scuole così come sono (ex fabbriche, edifici destinati ad appartamenti, caserme, ex conventi…). E’ l’emergenza continua del processo incalzante di scolarizzazione che ha fatto sì che le scuole fossero spesso e volentieri ospitate in queste strutture non dedicate. Gli stessi edifici nati come scuole vere e proprie, per difetto d’origine o per degrado successivo, sono spesso a tutt’oggi caratterizzati da strutture inadeguate ai bisogni della vita scolastica e da scoraggiante banalità e grigiore. Le ricerche sociologiche e pedagogiche hanno assodato che l’ambiente dell’apprendimento incide per l’80% sul rendimento degli allievi e sulle motivazioni dei docenti pertanto la progettazione architettonica di questi edifici non può più trascurare tali circostanze. In senso lato, potremmo dire che anche l’architetto è un insegnante, perché lascia sul territorio dei segni che devono durare nel tempo e da cui i giovani devono apprendere. E quindi l’architettura scolastica è un testo, è qualcosa che consente di apprendere la realtà. E la concezione degli spazi interna a questa architettura è fondamentale per capire cosa è il comfort, cosa è la funzionalità, tutti concetti che in architetture concettualmente povere portano ad esperienze altrettanto povere, anonimi contenitori – che negli anni ‘70 erano di cemento e oggi sono di vetro – , strutture dove si perde la complessità spaziale. L’approccio progettuale per questo intervento è imperniato sulla consapevolezza che le scuole devono essere prodotti architettonici adatti alla fruizione del sapere nelle varie età dell’apprendere e devono dunque risultare edifici tecnicamente e funzionalmente avanzati, energicamente ed ecologicamente sostenibili, corretti dal punto di vista dell’igiene e della sicurezza, morfologicamente identificabili nel tessuto urbano stratificato, accoglienti e stimolanti nel loro ambiente interno. 2_CONCEPT SPAZIALE: volumi e materia si confrontano Planimetricamente ben definita e regolare, l’area selezionata per l’edificazione della nuova scuola dell’infanzia presenta delle ottime potenzialità per l’intervento che ci si propone di realizzare: ottimo posizionamento nell’assetto urbano, infrastruttura viaria di collegamento ideale sia per i collegamenti in auto che ciclo pedonali, una dimensione sufficientemente ampia da garantire espansioni future senza rinunciare ad ampi spazi a giardino di pertinenza. Tali caratteristiche hanno immediatamente suggerito il collocamento del volume scuola in posizione baricentrica rispetto all’intera area: questa scelta garantisce un buon distacco dal bordo strada ed un’ottimale dimensionamento del verde di pertinenza per le attività ed i giochi all’aperto. L’edificio si compone di due volumi incastrati e compenetrati in un terzo volume di collegamento a comporre un unico involucro edilizio che, seppure nell’unità, esprime sempre senza ambiguità la sua tripartizione che non solo è morfologica e materica ma anche espressione di distinte funzioni che si svolgono all’interno; i tre volumi sono intimamente connessi dalla medesima gestione delle proporzioni spaziali, configurandosi come parallelepipedi spiccatamente longilinei ed orizzontali alla ricerca di uno skyline definito e stagliato. Il primo volume si attesta su quasi tutta la lunghezza del fronte strada ed è caratterizzato da un rivestimento in pannelli di legno bachelizzato contenuto nella sua altezza da una vela ad “L” in calcestruzzo; il volume di connessione subito dietro si eleva a maggiore altezza e spicca – nelle sue parti libere dagli incastri con i volumi scuola – per le sue superfici vetrate anch’esse contenute da vele in calcestruzzo; il terzo volume, il più arretrato rispetto al fronte strada, si attesta su un’altezza intermedia ed è il cuore dell’intero edificio, il blocco aule vero e proprio, protetto da un involucro murario in laterizio a vista. Il progetto suggerisce un intervento integrato sulla viabilità che propone la percorrenza carrale a senso unico sulla via Bevilacqua per limitare il transito veicolare a protezione della scuola dell’infanzia, per realizzare marciapiedi e nuovi parcheggi alberati e per creare una zona a traffico limitato a maggior sicurezza degli utenti negli orari di afflusso e deflusso. Il volume contenente le funzioni del micronido prosegue idealmente il volume che si attesta sul fronte strada ma si “isola” formalmente per la sua composizione materica che come per il blocco aule della scuola materna fa uso del laterizio a vista come emblema di partizione muraria che protegge. 3_OBIETTIVO: sostenibilità economica Il budget messo a disposizione dall’amministrazione comunale impone scelte precise e drastiche per il contenimento dei costi di costruzione e manutenzione in funzione del nuovo complesso scolastico, pur senza rinunciare, oltre che alla qualità architettonica ed edilizia, all’inserimento delle più utilizzate tecnologie bioedili e dei migliori materiali fono-termo isolanti disponibili sul mercato. Per raggiungere questo obiettivo sono state adottati i seguenti accorgimenti: L’impianto compositivo dei parallelepipedi ben si presta ad una scansione degli spazi regolare e per partizioni murarie perpendicolari, non si necessita di modulazioni particolarmente dispendiose bensì la configurazione planimetrica può sfruttare anche tecnologie di prefabbricazione seriale, considerati anche gli interassi portanti aventi luci limitate; altresì, onde evitare scavi ulteriori, costruzione di volumi interrati e vani di connessione verticale, è previsto un unico livello per tutto l’impianto scolastico leggermente rialzato rispetto al piano di campagna; La scuola per l’infanzia è pensata già proiettata verso eventuali necessità di ulteriori spazi rispetto alle esigenze odierne. Lo sfalsamento planimetrico generato dalla composizione dei tre volumi lascia libero uno spazio che in futuro potrebbe consentire l’ampliamento della scuola con l’aggiunta di almeno un paio di sezioni (passando quindi dalle 5 attuali a 7 con un incremento di fatto del 40% della capienza disponibile). Tale inserimento potrebbe avvenire armonicamente, senza insinuare elementi di rottura ma anzi in perfetta continuità con il concept progettuale; Il primo modo per risparmiare è ottimizzare funzionalmente ogni metro quadrato che si costruisce: l’impianto planimetrico è studiato in modo tale che ogni spazio si affacci su un patio unico che funge da connettore totale, così l’atrio d’ingresso, la mensa, i servizi igienici e soprattutto le cinque sezioni dialogano con il medesimo ambiente che assume, per obblighi di legge, delle dimensioni che non sono certo quelle di un banale corridoio. Si delimita così un grande spazio giochi che è divisibile in due parti mediante opportune porte scorrevoli a scomparsa nelle murature laterali: in questo modo è possibile delimitare in due porzioni distinte un’area gioco e un’area palestrina per attività di psicomotricità (che è direttamente attigua all’area di deposito). Questo spazio unico, che è poi il volume di connessione, è ben illuminato e si affaccia, oltre che su tutti i locali della scuola, anche sui punti di uscita verso i diversi ambiti del giardino; Sempre nell’ottica dell’economia degli spazi, alcune destinazioni d’uso che svolgono funzioni fondamentali per il funzionamento del sistema scolastico, vengono collocate in posizione baricentrica in modo da renderle automaticamente fruibili da entrambe i nuclei (scuola d’infanzia e nido): il gruppo cucina (con i vari locali per inservienti) e il gruppo dei locali di amministrazione vengono disposti per essere di facile utilizzo per i due nuclei, risparmiando così superficie costruita e volume da mantenere. 4_OBIETTIVO: sostenibilità ecologica L’utilizzo delle energie rinnovabili e di architetture ecosostenibili è argomento ormai ampiamente trattato e ben digerito soprattutto dalla pubblica amministrazione che, in veste di istituzione, non può assolutamente sottrarsi dall’impostare l’edilizia di suz competenza secondo i dettami di ecocompatibilità; considerata la necessità di soddisfare tali esigenze unitamente al contenimento dei costi, sono stati integrati nel progetto architettonico i seguenti accorgimenti: la copertura del gruppo aule offre la possibilità di realizzare un tetto giardino vegetato da specie termofile abbastanza resistenti all’aridità: tale prato arido è strutturato in modo tale che l’approvvigionamento idrico avvenga attraverso processi naturali, i costi di realizzazione sono abbastanza contenuti ed in ogni caso contribuisce in maniera consistente alla regimentazione delle acque ed è soprattutto un efficace strumento di mitigazione e compensazione ambientale; opportunamente dimensionati secondo l’impianto che andrà realizzato, sulla copertura del micronido trova collocazione un campo fotovoltaico in pannelli di silicio policristallino e collettori solari con camere sottovuoto per la produzione di acqua calda ad uso sanitario; le aperture sono tamponate con serramenti in acciaio isolante inossidabile e con vetrate basso-emissive; i camini solari posti in prossimità delle aule sono un’importante fonte di luce che viene reimmessa nelle aule in forma diffusa, tale accorgimento, oltre ad essere elemento architettonico distintivo e qualificante, consente il risparmio di energia elettrica per l’illuminamento delle aule anche nelle giornate non molto soleggiate; le strutture di copertura sono realizzate con leggera pendenza verso un punto di raccolta, tale accorgimento consente all’acqua piovana di essere incanalata e raccolta in un impianto di recupero ai fini dell’irrigazione dei prati e per lo scarico dei wc; installazione di sonde geotermiche per il raffrescamento, il riscaldamento e il condizionamento dell’acqua sanitaria, tramite utilizzo dell’energia fornita dal sottosuolo. L’impiego di queste tecnologie comporta senza dubbio un forte investimento iniziale ma che, se ben progettato e ad uopo dimensionato, porterà grandi risparmi di gestione e mantenimento in funzione nonché, ovviamente, contribuirà ad un uso strategico ed energicamente altamente performante delle risorse energetiche rinnovabili. 5_una scuola da abitare Il progetto proposto parte dal presupposto di creare un edificio che non sia di passaggio, un luogo dal quale non si vede l’ora di fuggire, ma piuttosto uno spazio in cui fa piacere entrare, un luogo da abitare appunto, una scuola che accoglie chi arriva, che soddisfa e coltiva il senso estetico: in quest’ottica sono delineati spazi flessibili, che rendono possibile personalizzazioni ed adattamenti funzionali in rapporto a diverse attività e bisogni, che creano un senso di appartenenza e di partecipazione a cominciare dai materiali usati, dall’organizzazione degli spazi, dagli arredi, dai colori. Una scuola che può garantire benessere psicologico ai fruitori dei suoi ambienti mediante la ricerca di un comfort indoor basato sullo studio del colore, unitamente alle forme a alla luce: una scuola da difendere e fare propria, che include l’intervento creativo degli utenti. Lo studio dei prospetti offre l’opportunità, mediante la definizione dei vuoti sulle pareti, di installare a diverse altezze dei riquadri di dimensioni variabili: tali riquadri sono incorniciati con davanzali di grande spessore che sbordano dal filo parete e riprendono all’interno il colore dominante dell’aula. I prospetti si presentano come superfici piane su cui sono state applicate, come un gioco infantile, le finestre: allo stesso modo, in presenza delle murature in laterizio, la posa del mattone subisce un leggero sfalso sulla facciata che accentua questo trattamento e sdrammatizza fortemente l’utilizzo di un materiale austero come il mattone a faccia vista. All’interno la scuola accoglie gli utenti con un giardino d’inverno vetrato a cielo aperto che è l’unico modulo di definizione del grande atrio / connettore / spazio giochi: l’ingresso alle aule avviene dall’atrio mediante arretramento delle porte in nicchie che rimandano al colore dominante utilizzato per le pareti e gli arredi utilizzati all’interno delle aule stesse; anche i camini di luce, ruotati sia sull’asse zenitale che su quello azimutale, si immergono all’interno delle aule e rimangono sospesi a mezz’aria con il bordo eccedente l’intradosso del solaio di copertura colorato. Questa definizione per elementi colorati eleva dettagli architettonici di uso comune (finestre e porte) da un impiego fine a sé stesso a componenti qualificanti e di arredo. Il risultato di studi di cromoterapia e della teoria del colore hanno fornito la base su cui si è strutturato il progetto del colore per l’asilo di Cazzago San Martino. Il primo spazio destinato ai bambini, una volta superata la hall d’ingresso, è il salone per le attività libere, quali gioco e ricreazione, con pavimentazione in resina di colore bordeaux, difficilmente sporchevole, che contrasta con le pareti a cui è stato assegnata una calda tinta giallo chiaro che ricorda il sole, esprime quindi vivacità, estroversione, leggerezza, crescita e cambiamento. Dal punto di vista fisiologico il giallo stimola la produzione di adrenalina e influisce notevolmente sulla creatività e sulle capacità motorie; stimola inoltre la digestione e aiuta ad eliminare le tossine attraverso il fegato e l’intestino. Tinte fredde invece per la mensa e la stanza del sonno, dove si è puntato rispettivamente sul verde e l’azzurro. Anche in questo caso si è tenuto conto della fisiologia umana: il verde è il colore della vegetazione, della natura e della vita stessa. E’ il colore della rinascita primaverile, della forza della natura e influisce come rallentatore dei battiti cardiaci e apporta una sensazione di calma e tranquillità. Il blu è invece il colore del silenzio, della contemplazione e della spiritualità. In terapia il blu e l’azzurro sono utilizzati per le loro proprietà calmanti e rilassanti. Le aule sono state caratterizzate con tre colori dominanti diversi, anticipati dai portali di accesso alle sezioni, in modo che ogni bimbo riconosca immediatamente il suo spazio e per permettergli di muoversi all’interno della scuola seguendo un percorso visivo che risulta stimolante a livello sensoriale; una specie di gioco, educativo e divertente. I tre colori principali utilizzati per le pareti, in differenti sfumature pastello, sono il verde, l’arancione e l’indaco.
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