Palomar e le onde

1° classificato concorso d'idee Area Di Recupero Urbanistico Pr8 Viareggio / Italy / 2010

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Come onde del mare……………………..

“Palomar si prefigge di osservare il nascere, lo svolgersi e il frangersi di una sola onda che vede spuntare in lontananza, crescere, avvicinarsi, cambiare di forma e di colore, avvolgersi su se stessa, rompersi, svanire, rifluire”. (da “Palomar” di Italo Calvino)

L’idea di progetto nasce dalla rappresentazione della fluidità e dello scorrere dinamico dell’onda marina cristallizzata e fotografata in un contrappunto compositivo (movimento e stasi) sull’organo più significativo dell’edificio -il prospetto- ovvero la parte cui è demandato il ruolo più rappresentativo e simbolico dell’architettura: comunicare significati, sensazioni, emozioni, regole, cromatismi, messaggi; evocare, con invenzioni compositive, la sinuosità, la morbidezza, l’organicità dell’onda che si trasforma in texture e diventa facciata. Il completamento del vuoto urbano, assume il significato particolare che trascende il semplice valore architettonico del manufatto e assume importanti valenze sociali e culturali dell’intera comunità locale. L’elemento fondante è la rilettura formale tra nuovo edificio e luogo, la relazione che si innesca per l’appropriazione e l’appartenenza di un contenitore con il vuoto circostante che lo contiene. E’ in quest’ossimoro spaziale che va ricercata l’identità architettonica. La riconoscibilità e la caratterizzazione del complesso vengono demandate non solo ad una semplicistica “visibilità” dell’edificio, ma piuttosto alla qualità complessiva dell’intervento: la forte caratterizzazione formale delle architetture si completa con una significativa articolazione e differenziazione degli spazi nonché con la definizione precisa del sistema connettivo (spazi aperti fruibili da chiunque) che mette in relazione fra loro i diversi elementi del progetto e questo col resto della città. L’elemento fondante è quello della “tradizione”, sia del luogo e della sua natura, sia del fare dell’uomo e della sua volontà imprenditoriale, reinterpretata nel linguaggio della modernità a cui l’edificio ha la presunzione di appartenere: le pietre appartenenti alle aree estrattive carraresi; gli elementi oscuranti denominati “le viareggine”; il mare che con la sua presenza determina e condiziona il costruire; la pensilina come sistema di protezione dal soleggiamento.

Il tema della facciata
Un andamento sinuoso scandito da pieni e vuoti ripetuto con variazioni ad ogni livello, costituisce la regola compositiva. Tuttavia la disposizione delle fonti di luce sui prospetti non è frutto di una bizzarra volontà decorativa ma riflette la struttura funzionale interna offrendo la possibilità al tempo stesso di affacciarsi in piccoli terrazzini e di oscurare o modulare la luce attraverso il sistema tipico della persiana. Una struttura “dinamica” in contrappunto compositivo che, rispetto alla rigidità dell’involucro esterno, sottolinea ed esalta il tema della sinuosità della facciata e costituisce la formalizzazione dell’idea del progetto. Le depressioni casuali, laddove incontrano i pannelli antistanti le porte-finestre, diventano sottrazione di materia e generano feritoie che modulano la luce e proteggono dall’irraggiamento diretto del sole.

La pensilina, e la piazza pubblica
Qui la luce diventa la protagonista della scena. Con una semplice operazione di ribaltamento le aperture presenti sul prospetto sono state proiettate sulla soprastante pensilina. La sottrazione di materia lascia passare ampi fasci luminosi innescando un gioco di luci ed ombre sul sottostante spazio oltre che sulle facciate circostanti.

Questa zona è l’area con maggiore vocazione pubblica di tutto il comparto e può essere considerata una propaggine della più ampia e prospiciente piazza Mazzini. Gli arredi classici del repertorio urbano sono presenti a conferma della volontà di configurare uno spazio di alta qualità urbana dove il vuoto è progettato a misura d’uomo.

Il nitore degli spazi amplifica la luminosità e sottolinea la sua natura di “agorà”, come momento di intimo incontro ed al contempo di fluida fruibilità.
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    Come onde del mare……………………..“Palomar si prefigge di osservare il nascere, lo svolgersi e il frangersi di una sola onda che vede spuntare in lontananza, crescere, avvicinarsi, cambiare di forma e di colore, avvolgersi su se stessa, rompersi, svanire, rifluire”. (da “Palomar” di Italo Calvino)L’idea di progetto nasce dalla rappresentazione della fluidità e dello scorrere dinamico dell’onda marina cristallizzata e fotografata in un contrappunto compositivo (movimento e stasi) sull’organo più...

    Project details
    • Year 2010
    • Client Società VIAREGIA S.r.l
    • Status Competition works
    • Type Urban Renewal
    • Websitehttp://www.mimesi62.it
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