Secondo piano Hotel Puerta América

Madrid / Spain / 2005

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Concetto/idea
Foster incarna l’eleganza della High-tech. Qui gioca con le forme e i materiali per trasmettere lusso e sensualità, ma, soprattutto, per permettere ai clienti di isolarsi dal trambusto di una grande città come Madrid. Questo era il suo scopo principale. Si è lasciato completamente ispirare dai materiali dello scultore basco Eduardo Chillida, amico personale dell’architetto. Chillida ricerca nella sua opera materiali naturali e forme organiche che Foster ha plasmato nel secondo piano dell’Hotel Puerta América. Non vi è dubbio, chi desideri rilassarsi troverà nel progetto dell’architetto britannico uno spazio ad hoc. Lui stesso riconosce di aver creato un “perfetto santuario urbano”. E
credetelo, non è un’esagerazione. Due menti creatrici come quella dello scultore basco e quella dell’architetto britannico unite in un progetto affascinante ed estremamente squisito che intreccia la parte tecnologica dei materiali come il vetro con il calore della moquette e del cuoio.

Lobby e corridoio
Nella lobby, una scultura di Chillida riceve l’ospite. Le pareti sono foderate di cuoio color bianco sporco. Una soluzione che riesce a trasmettere all’ospite una sensazione di intimità. A continuazione, nel corridoio risaltano le pareti che in certi punti sembrano essere delle lanterne gigantesche di vetro traslucido retroilluminato che rinforzano la sensazione di trovarsi in uno spazio
molto dinamico. Queste pareti diventano l’elemento centrale del progetto e fanno da nesso tra il corridoio e la camera, addentrandovi, fungendo da parete nella doccia. Il soffitto del bagno è realizzato con una tela tesa retroilluminata, come se ci trovassimo in una camera a raggi ultravioletti. Qui nuovamente è presente quell’idea di tecnologia che caratterizza così tanto l’architetto britannico. Sembra che ci si sta prendendo una doccia nel bagno di un romanzo di fantascienza che avvolge il cliente, invece che in un albergo in pieno centro di Madrid. Si tratta di uno spazio flessibile, sinuoso e tecnologico.

Camere
Foster fugge sempre dagli ambienti troppo carichi. Preferisce linee semplici, leggere, ma affascinanti, come quelle del Millennium Bridge di Londra che unisce la Tate Modern con la City. Per quanto riguarda le camere dell’Hotel Puerta América, con la scelta del cuoio riesce ad apportare sensazioni diverse senza caricare lo spazio inutilmente. Inoltre, la diversità dei materiali fa suscitare all’ospite sensazioni acustiche diverse. La spalliera del letto è in pelle marrone. Di fronte, nella parete che nasconde il televisore, ha scelto il cuoio bianco, che dona intimità e calore intensificati dalla pedana in quercia del pavimento. Una semplice maniglia permette di alzare una porta per guardare la televisione. Nessuna stonatura. Il letto, poi, è situato a poca altezza dal suolo, invitando al riposo.
Un grande elemento in onice retroilluminato, che funge da lavabo nel bagno, percorre una delle pareti dello spazio. Diventa così una scrivania in camera, unendo con eleganza il bagno e la camera da letto. Il modo in cui è illuminato non intende solamente risaltarlo, ma ha anche lo scopo di conquistare una certa quantità di spazio. Questo è, probabilmente, l‘elemento di maggior sorpresa per l’ospite e sintetizza, secondo Foster, “l’ambiente flessibile della camera da letto” ed il lusso che ha tentato di trasmettere.
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    Concetto/idea Foster incarna l’eleganza della High-tech. Qui gioca con le forme e i materiali per trasmettere lusso e sensualità, ma, soprattutto, per permettere ai clienti di isolarsi dal trambusto di una grande città come Madrid. Questo era il suo scopo principale. Si è lasciato completamente ispirare dai materiali dello scultore basco Eduardo Chillida, amico personale dell’architetto. Chillida ricerca nella sua opera materiali naturali e forme organiche che Foster ha plasmato nel secondo...

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