Casa per Amici

Sassari / Italy / 2008

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La nostra casa è qui. È in una piazza dove, una attaccata all’altra, si sorreggono case che svettano e delimitano uno spazio. Noi ci viviamo. Ci sono stanze piene di cose, dalle forme più strane. Ci sono spazi che si dilatano per ospitare. Ci sono porte per ripararsi, isolarsi e che si aprono per includere altre vite. Ci sono finestre che come occhi scrutano e curiosano. Da qui ci piace sognare, vedere il vento passare, la pioggia purificare e il sole che impazza l’estate. Dalle porte ci piace fare entrare. Mura non per contenere e conservare, ma spazi aperti per far entrare persone da conoscere, con le quali dialogare. È la piazza che si insinua, invade e ingloba la casa, ogni qualvolta si apre per ospitare artisti, eventi per insolenti e irriverenti cortesie per gli ospiti.” – cit. i proprietari


 


Un’abitazione non è solo un luogo in cui rifugiarsi dalle intemperie o per preparare un pasto caldo. In una casa, nel senso più familiare del termine, si gettano le basi per costruire ricordi, condividerli con chi si ama o con chi si vuole conoscere. I proprietari di questa Casa d’Arte lo sanno bene e hanno infuso una personalità unica a questo splendido appartamento, situato al secondo piano di un palazzetto ottocentesco al centro storico di Sassari e affacciato su una piazza. Uno spazio nello spazio, una piazza nella piazza: Gli inquilini amano la compagnia, le chiacchiere, gli eventi, e la loro casa, ristrutturata dallo studio Officina29 Architetti, è il luogo migliore per condividere e unire.


Questa volontà è chiaramente leggibile nella successione degli spazi, sempre comunicanti tra loro, visivamente e fisicamente, grazie anche all’apertura di nuovi passaggi: queste aperture, proporzionalmente diverse rispetto a quelle esistenti, consentono anche di uniformare gli spazi a quelli delle abitazioni ottocentesche; un vero e proprio percorso che esplora gli ambienti stanza dopo stanza, sorpresa dopo sorpresa.


In fase di restauro, sono stati riportati alla luce stucchi e decorazioni murarie originali, restituendo loro il dovuto splendore. Anche i pavimenti sono autentici: marmi in diverse forme e colori tali da sembrare grandi tappeti su cui sedersi e discutere di fronte a un buon bicchiere di vino. I soffitti di travi in legno sono anch’essi dell’epoca; l’unico che non è stato mantenuto è quello del salotto, il cuore della casa: qui un caminetto caratterizza la parete principale, così come una volta in cartongesso galleggia sopra le teste degli ospiti, senza sfiorare i muri, come un timido e rispettoso intruso. Quest’ultima non solo arricchisce la qualità spaziale, ma racchiude tutta la tecnologia utilizzata nell’appartamento. Il medesimo rispetto nei confronti dell’esistente è tangibile anche nei pochi nuovi tramezzi, che non toccano mai il soffitto, al fine di consentire una totale lettura degli ambienti e non intaccare le travi in legno; persino la monumentale cappa della cucina è appesa a mezz’aria, tramite sottili cavi in acciaio.


L’intero appartamento si legge come un unico ambiente, caldo e accogliente, impreziosito dagli arredi vivaci e ordinatamente caotici, come la mente geniale e instancabile di un artista nel fulcro dell’ispirazione.

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