Hospice Pediatrico della Fondazione Hospice Mariateresa Chiantore Seràgnoli

Bologna / Italy / 2014

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"In questo progetto la scienza medica si allea con quella umana. Che è poi l’essenza dell’umanesimo. La prima deve alleviare il dolore, la seconda immergere questi bambini nella bellezza. Nella bellezza profonda. Una bellezza fatta dello stare insieme, dei colori, della musica e dello spazio che circonda i bambini, sospesi tra gli alberi"   
Renzo Piano


Hospice pediatrico di cure palliative a Bologna


La Fondazione Hospice MariaTeresa Chiantore Seràgnoli Onlus e il progetto dell’Hospice Pediatrico


La Fondazione Hospice MariaTeresa Chiantore Seràgnoli Onlus, ente privato senza scopo di lucro, è impegnata dal 2002 a migliorare la qualità della vita e ad alleviare la sofferenza dei familiari e dei pazienti con malattie inguaribili. Il fine era di implementare un modello organizzativo di alto livello in cui era prioritario qualificare un’offerta olistica di assistenza - di “care” non di cura - a pazienti che necessitavano di terapie di supporto palliativo, in un contesto storico allora privo di riferimenti normativi. Anni di esperienza positiva hanno portato ad un apprezzamento e ad un riconoscimento di eccellenza sfociati nella attribuzione a gestire, da parte della Fondazione, le altre strutture Hospice per adulti nell’area metropolitana della città di Bologna.


LINEE GENERALI DI PROGETTO


INTRODUZIONE


La primissima idea progettuale è stata quella di un edificio che si sollevasse dal terreno per abitare, idealmente, uno spazio leggero e luminoso, con gli occhi dei piccoli residenti all’altezza della chioma degli alberi. L’idea di “sollevare” ha la stessa radice della parola “sollievo”: togliere peso al dolore;  in fondo è proprio questa la ragione e la forza di umana pietas che sta dentro l’idea di un hospice: alleviare il dolore di chi vi abita.


E vivere tra gli alberi rimanda ai giochi e ai sogni dei bambini, alle “case sugli alberi” e alla loro potente idea di libertà creativa e profondamente legata al mondo naturale.


La natura, gli alberi, il verde dovranno avere una presenza pervasiva e guaritrice: l’albero infatti è una meravigliosa metafora di guarigione quando si staglia verticale contro il cielo proprio come lo stare in piedi è il segno evidente dell’essere guariti, perché da malati si sta in un letto, orizzontali.


La particolarità di un hospice pediatrico è che è rivolto ai più indifesi, ai bambini.


E ai loro genitori, anche loro probabilmente poco più che ragazzi, colti in un momento di fragilità della vita, una prova terribile tra smarrimento e dolore.


Una casa sull’albero ha bisogno di un bosco per crearne la magia e l’incanto.


Un bosco di alberi autoctoni sia sempreverdi che a foglia caduca, con aree più folte e altre più rade per consentire zone di gioco.


L’edificio si sviluppa in più padiglioni connessi da leggeri collegamenti aerei al corpo centrale principale. Due satelliti sul lato sud ospitano otto mini alloggi destinati ad accogliere le famiglie dei piccoli pazienti mentre sul lato opposto sono stati previste due polarità di carattere maggiormente intimo e meditativo: una spazio/cappella di meditazione, ed una terrazza affacciata sulla valletta del Savena collegata all’obitorio Morgue.


La composizione del corpo principale è quella di uno spazio sviluppato attorno ad un giardino-patio centrale. Tutti i volumi appaiono come sospesi da terra mediante l’utilizzo di esili colonne a sezione circolare e i fronti degli edifici saranno ritmati dalla presenza di trasparenze vetrate a parti opache rivestite in legno.


La naturale pendenza del terreno rende possibile un inserimento armonico dei volumi nel contesto paesaggistico utilizzando il piano terra dell’edificio principale come elemento di transizione e raccordo tra le quote esterne esistenti.


La copertura dei volumi principali avrà una sovrastruttura costituita da pannelli fotovoltaici che potrebbero assicurare una produzione energetica dell’ordine di circa 500.000KWh/annui e che rappresenterebbe circa un terzo del consumo annuo stimato per l’intero complesso. 


Vista prospettica del bosco 


Il parco in cui “galleggia” l’edificio è realizzato con leggeri movimenti di terreno su cui verranno messi a dimora gli alberi del bosco.


Gli alberi scelti sono in gran numero a foglia caduca in modo da lasciare filtrare il sole nei mesi invernali e permettere al prato, cespugli e sottobosco di crescere.


L’altezza degli alberi al momento della loro posa sarà variabile dai 7 ai 10 mt. in modo da ottenere un pronto effetto del bosco.


Nella zona sopra il parcheggio le dune verdi sono realizzate con materiale drenante alleggerito in blocchi filtranti. Sopra questo stato alleggerito viene steso lo strato di terreno che permette la crescita degli alberi.


Il parco è attraversato da percorsi pedonali in pietrisco stabilizzato ed altri carrabili in cemento con inerti lavati. Questi ultimi sono l’ingresso principale, la rampa coperta al parcheggio interrato e l’ingresso per l’obitorio morgue.


 


LE FUNZIONI DI OGNI LIVELLO


Il livello interrato: l’autorimessa e i locali tecnici


Arrivando da via Rio Polo si giunge tramite una leggera rampa coperta nell’autorimessa per gli addetti e per i visitatori (previsti 63 posti auto) completa di adeguati spazi di sosta per moto e biciclette.


La ventilazione del parcheggio avviene tramite pareti grigliate verso sud ed altre opportune forature ubicate in punti strategici.


Distribuite sull’area si trovano i vari accessi ai locali soprastanti: l’ingresso principale, le uscite di sicurezza, l’ingresso alla morgue, l’accesso ai montacarichi della cucina.


A questo livello sono anche collocati tutti i locali tecnici principali, le centrali impiantistiche, i depositi e gli spogliatoi per il personale.


A questo livello saranno concentrate tutte le principali operazioni della logistica quali i percorsi di alimentazione della cucina e in generale dei materiali e delle forniture, il conferimento dei rifiuti, l’ingresso degli addetti e il trasporto dei pazienti allettati attraverso la camera calda di collegamento diretto al piano della degenza. In questo modo il servizio di trasbordo dall’ambulanza alla camera di degenza potrà avvenire in modo agevole e senza disagio per il paziente.


I servizi degli addetti funebri sono concentrati a questo livello attorno al montacarichi di accesso diretto alla Morgue; una forma di isolamento ancora con la ragione di non interferire con i percorsi della degenza per l’ovvio carico emotivo implicito in tale servizio.


Altri locali tecnici particolari - il gruppo elettrogeno, la cabina di consegna Enel e il locale gas medicali - per ragioni di sicurezza antincendio ed eliminazione del disturbo elettromagnetico sono stati concentrati nelle zone perimetrali del sedime.


Il piano terra: gli spazi di ingresso e accoglienza


L’area del piano terra è in pratica una grande lobby di ingresso open space dove trovano sede diverse attività tra cui la reception e la segreteria.


E’ qui dove avviene l’orientamento e l’accreditamento dei visitatori e dei pazienti che accedono alla struttura. Da questo spazio si accede agli ambulatori.


Questo piano, fortemente arretrato rispetto alla proiezione dell’edificio principale, è all’interno di uno spazio a doppia altezza.


L’edificio appare sollevato 6 mt sopra il piano terra, lasciando che il terreno e la natura entri dentro.


Il fronte principale si affaccia su un’area accessibile veicolarmente con uno spazio di drop-off o sosta veloce.


 


Il livello mezzanino: gli spazi per la formazione


A questo livello sono collocate alcune attività di servizio e di supporto al funzionamento della struttura e al suo ruolo di futuro centro educativo e di formazione permanente sulle tematiche legate alle cure palliative.


Uno spazio flessibile e adattabile per accogliere riunioni e piccoli meeting per una capienza di circa 60 persone racchiuso da elementi vetrati è al centro dello spazio ma non lo satura completamente lasciando libere le fasce perimetrale per attività di sosta e di incontro per i famigliari e il personale medico della struttura.         


II piano mezzanino è direttamente affacciato sul piano sottostante con una balconata perimetrale continua, ma si pone allo stesso livello della quota esterna sul lato sud per via della naturale pendenza del terreno e quindi si costituisce come naturale sistema di accesso verso il giardino esterno.


 


Il piano primo: il mondo hospice


E’ il piano principale dove sono concentrate le degenze e tutti gli altri presidi a servizio delle attività del centro quali una  mensa con cucina completa, una palestra per fisioterapia, una piscina per idroterapia, spazi di incontro per i medici e per le altre attività educativa, ricreative e di supporto per i piccoli ospiti.


Le degenze sono concentrate sulle due ali contrapposte come successione di camere singole, ognuna dotata di proprio bagno, e arredate con poltrona letto per l’eventuale permanenza notturna del genitore o parente.


La parete esterna della camera è completamente vetrata e affacciata verso l’esterno attraverso una sorta di winter garden che, oltre ad assolvere un ruolo di ottimizzazione energetica, costituisce ulteriore barriera acustica rispetto alla rumorosità esterna.


Teniamo a sottolineare il dialogo visivo diretto e totale con le fronde degli alberi che si verrà a creare con l’interno. Sulla proiezione del letto, a soffitto, è previsto un lucernario, oscurabile a comando, per riuscire a percepire il cielo ( le nuvole, le stelle,...) anche da parte di chi non può alzarsi; una piccola attenzione per rendere più poroso l’involucro dell’edificio e meno oppressiva la condizione di immobilità.


Gli altri servizi sono concentrati sulla fascia mediana dell’edificio ma tutti legati da un generoso e indifferenziato spazio connettivo ben illuminato da prese di luce naturale a soffitto; tutto sarà luminoso e gravitante sul giardino centrale, vero focus e centro compositivo del progetto.


La qualità dello spazio che si vuole ottenere è quella di una intimità quasi domestica, da casa, distante dalla freddezza scostante che spesso purtroppo si ritrova nelle strutture socio sanitarie.


Questo obiettivo di semplicità frugale verrà ricercato anche nella scelta dei materiali, negli arredi e nei colori.


La scelta di prevedere otto mini-alloggi per i parenti (i genitori, ma spesso anche fratelli e parenti) in una posizione distaccata dal corpo principale è la migliore soluzione contemperando le esigenze contrastanti di una vicinanza continua con il proprio figlio, fratello, nipote malato senza però ospedalizzare l’accompagnatore con i riti e i meccanismi propri della struttura sanitaria.


Inoltre la disponibilità di un alloggio proprio è un grande aiuto per ricostituire parte delle dinamiche familiari indispensabili per elaborare e superare lo stato di fragilità e di dolore. Infatti gli alloggi sono dotati di camera, bagno, soggiorno e posto cottura e godono di una certa indipendenza anche geografica rispetto al corpo principale al quale sono collegati per mezzo di passerelle aeree coperte e vetrate.


Sul lato opposto verso nord est è collocato un piccolo ambiente meditativo multiconfessionale pensato come uno spazio interamente introspettivo.


Alla fine del percorso è posta la terrazza della Morgue, dove vengono preparati i corpi dei deceduti per l’ultimo saluto nella camera ardente: l’ambiente è dotato di due settori gemelli distinti per consentire due funzioni contemporanee.

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    "In questo progetto la scienza medica si allea con quella umana. Che è poi l’essenza dell’umanesimo. La prima deve alleviare il dolore, la seconda immergere questi bambini nella bellezza. Nella bellezza profonda. Una bellezza fatta dello stare insieme, dei colori, della musica e dello spazio che circonda i bambini, sospesi tra gli alberi"   Renzo Piano Hospice pediatrico di cure palliative a Bologna La Fondazione Hospice MariaTeresa Chiantore Seràgnoli...

    Project details
    • Year 2014
    • Client Fondazione Hospice MT.C. Seràgnoli
    • Status Completed works
    • Type Hospitals, private clinics
    • Websitehttp://www.fondhs.org/
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