Il lago e la montagna

RDG – Riqualificazione ed ampliamento del Polo Fieristico in loc. Baltera, di Riva Del Garda Riva Del Garda / Italy / 2006

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progettista capogruppo
5+1AA (Alfonso Femia Gianluca Peluffo) & Rudy Ricciotti

gruppo di progettazione
5+1AA srl & Rudy Ricciotti + Sviluppo Sistema Fiera S.p.A, Simonetta Cenci, Sara Gottardo, Ori & Arienti, Paolo Pomodoro + Flavio Mangione, Nicoletta Trasi, Andrea Soffitta, Angela Lombardi

ingegneria strutturale
AI Studio, AI Engineering s.r.l,, MS ingegneria (ing. Stefano Migliaro)

ingegenria impiantistica
AI Studio, AI Engineering s.r.l.

consulenti
Studio Russo, Torino;
Marco Arioldi, Rovereto;

collaboratori
Emanuela Bartolini, Stefania Bracco, Sergio Tani, Attu studio (Andrea Antonelli, Giuseppina Cruciani, Loris Natale), Luigi Bonanno, Andrea Paoletti, Andrea Pace (modello)


Il lago e la montagna

Contesto
Ciò che colpisce è la scoperta.
La magia di ritrovarsi di colpo all’interno di un paeseggio unico.
Più forte di ogni altro.
Intenso e differente in ogni suo tratto.
Ora, quasi mare a sud.
Ora, quasi fiordo a nord.
Il piano dell’acqua.
Forte contrasto nella geometria variabile dell’altimetria che lo circonda.
Il muro della roccia.
La vertigine della pianura che diventa montagna.
Ciò che colpisce è lo smarrimento.
Immediato appare l’oblio di un contesto così unico.
Anche “le tracce” sembrano sparire di fronte all’indifferenza dell’artificio.

Visione
Si ri_cerca nel luogo.
Vengono in soccorso i brani sapienti che hanno compreso lo specifico.
Pietre, rampicanti, filari di viti...
geometrie pezzate che si compongono ai piedi della montagna...
Occorre ri_comporre, ri_creare un luogo.
Si guarda verso la montagna.
Si ri_scopre la percezione dell’acqua nell’invenzione di un luogo che non c’è.
Si ri_trova la montagna.
Incastrata in una sequenza di piani lignei, sarà dolcemente risalita dalla vite, in un gioco continuo e ambiguo di natura e artificio...
Ciò che colpisce è la scoperta...

Tra il costruire e la riscoperta.
Strategia e poetica per un intervento di trasformazione tra città e paesaggio.
La sfida da affrontare in un progetto di questa difficoltà e importanza, è quella di unire capacità strategiche e operative, con qualità creative e poetiche, capaci insieme di costruire un futuro identitario un brano di paesaggio del Garda.
La prima cosa da tenere in considerazione è ciò che di straordinario e qualitativo offre già ora il luogo, ricercandolo nel contesto, nella fisicità del suo territorio, guardando oltre allo stato di compromissione che l'area industriale oggi presenta.
Questo è un punto di partenza essenziale, proprio perché lo scopo del progetto urbano di architettura, è quello di immaginare permanenze e variabili all'interno di un contesto costruito e stratificato. Dove questo non presenta alcuna qualità, responsabilmente il progetto deve farsi carico delle colpe passate e provvedere al riscatto.
Il verde, il rapporto con il lago, la storia, il tessuto urbano, il sistema degli alberghi. Questi elementi rappresentano un punto di partenza essenziale, anzi un punto d'ancoraggio, un basso continuo che è già ora, e sarà ancora di più nel futuro, sempre presente nell'identità di Riva del Garda. La Fiera dovrà diventare un ulteriore punto nel futuro e nell'identità di Riva e del Lago.

La costruzione di un sogno: l'immaginario ritorna realtà
E' indubbio pertanto che il progetto non può che riflettere contemporaneamente sia sulla “visione” che sul “realismo” della sua attuazione.
Più metamorfosi che trasformazione.
Più inserimento e traccia riscoperta che sovrapposizione urlata e mediatica.
Il processo che è da mettere in atto è allo stesso tempo azione fondativa (territorio, equilibrio tra le parti,
infrastrutturazione) e sviluppo di percorsi di metamorfosi, che tenderanno a rendere evidente quello che già esiste nel luogo (la montagna, l'idea del lago), ma che deve rivelarsi, per tradursi in realtà, secondo un percorso di non violenta trasformazione, data anche la forza del paesaggio, di chi lo vive o di chi lo possiede nell'immaginario.
Due linee generatrici delimitano e caratterizzano i concetti del progetto: la verticalità del fondale a nord dell'area di progetto, la montagna, e l'orizzontalità del piano dell'acqua, il lago.
Queste dinamiche di movimento naturale hanno generato le strategie di posizione e le geometrie costruttive del progetto, facendosi carico in maniera chiara e semplice degli obiettivi principali.
La ricerca di una nuova identità in equilibrio con l'esistente ha sviluppato la strategia di progetto articolata nei seguenti punti:
- il luogo, tra natura e artificio;
- il tempo, un progetto che non si vuole sovrapporre ma vuole essere metamorfosi del paesaggio oggi compromesso, con coraggio e vocazione contemporanea;
- la fattibilità, all'interno di un attento confronto con i vincoli generali e specifici del contesto sia fisico che legislativo;
- le economie, fasi successive complementari in grado anche di creare finanza per lo sviluppo completo del progetto.

Segno e materia
Un segno semplice, che appartiene in primis al territorio ora quello naturale (la montagna alla quale si rivolge) ora infrastrutturale (il nuovo sistema di accessibilità).
Una logica funzionale che viene “punteggiata” dalle preesistenze verdi, dal sistema dei vitigni esistenti e da quelli creati, in una successione “geografica” sempre oscillante tra natura e artificio.
Una disposizione planimetrica che stabilisce un rapporto ombelicale con tutto il contesto.
La materia che si piano si scopre è celata dalla natura e riscoperta dalla stessa.

Il nuovo sistema Fiera
La Fiera di Riva del Garda si presenta come sommatoria di episodi senza identità in un contesto che sembra aver smarrito completamente il suo rapporto con il luogo.
Il progetto di ampliamento si configura pertanto come una occasione irripetibile per cercare di ricreare un equilibrio, capace contestualmente di assolvere pragmaticamente alle esigenze funzionali ed economiche e allo stesso tempo responsabilizzarsi nei confronti di un contesto.
Sia il suolo che l'esistente sono stati interpretati come una risorsa da valorizzare e “usare” più che da contrastare o rinnegare portando il progetto ad articolarsi nelle seguenti azioni:
- plug-in: l'elemento ordinatore
un edificio-linea si costruisce come spina tecnica, sistema distributivo e spazio “pubblico”;
la spina distribuisce in maniera continua tutti i padiglioni, in modo da garantire una chiara e forte gerarchia tra le differenti tipologie di spazi, e realizzare al contempo una autonomia del sistema distributivo che permette un ampia ed efficace accessibilità a tutti i livelli dei padiglioni stessi;

- anchoring: la composizione di un sistema
il nuovo padiglione espositivo completa il sistema fieristico dei due padiglioni principaliancorandosi all'esistente sulla linea dell'edificio-fronte conferendo unitarietà all'impianto;
l'edificio polifunzionale, elemento terminale del sistema, prevede la possibilità di collegamento con il corpo centrale attraverso la eventuale realizzazione di una passaggio pedonale che si innesta direttamente nel foyer d'accesso e di distribuzione dello spazio espositivo e di quello polifunzionale;

- layers: dall'alto verso il basso
il progetto si sviluppa secondo un principio di sovrapposizione_rarefazione che si genera dalla quota 18.80 (la grande terrazza_eventi che riconquista la percezione del paesaggio del Garda) e perde volume sino ad ridursi a pochi elementi puntuali (zampe) che orientano il grande spazio pubblico aperto contenuto a nord da un sistema verde-filtro (accessibilità);

il sistema degli accessi
+ 0.00 la piazza pubblica aperta, sistema lineare continuo, tra paesaggio e funzione
+ 8.00 la piazza pubblica coperta, sistema lineare continuo, connettivo aperto, registrazione e accesso agli eventi, verso il paesaggio
+ 14.00 accesso riservato parcheggio copertura, accesso riservato terrazza-lounge eventi

Approccio funzionale
L'attuale quartiere espositivo risente di una crescita casuale dovuta all'utilizzo di edifici industriali riconvertiti ad uso espositivo. L'approccio funzionale che ha guidato le scelte progettuali parte da una serie di presupposti che si possono così riassumere:

1. Nell'ambito del ristretto sedime a disposizione, raggiungere l'incremento richiesto di superficie espositiva implementando al tempo stesso gli standard funzionali che devono caratterizzare un moderno centro espositivo nella sua complessità (aree di mobilitazione,percorsi,servizi,parcheggi,ecc.);

2. Migliorare la qualità delle aree espositive vendibili esistenti in termini di resa, appettibilità commerciale e semplificazione della gestione operativa;

3. Consentire una migliore accessibilità, per allestimenti e merci, alle sedi espositive nuove ed esistenti

4. Garantire una idonea accessibilità alle sedi espositive, nuove ed esistenti, per espositori e visitatori

5. Ridistribuire e integrare i servizi mostra per gli espositori e i visitatori

6. Migliorare e aumentare la varietà di servizi mostra da offrire a espositori e ai visitatori

7. Rendere idonea l'accessibilità, al quartiere espositivo, da e verso i percorsi e le viabilità esterne di pedoni, autovetture e mezzi suddivisi per tipologia di utenza.

8. Collegare omogeneamente le sedi espositive e gli edifici nuovi con le sedi espositive e gli edifici esistenti.

In particolare per le aree espositive, gli accessi, i servizi, i collegamenti, la viabilità e la sosta, le soluzioni adottate hanno portato a una completa ridefinizione, e ad un conseguente ammodernamento, dell'intero quartiere espositivo esistente.
Questa rivisitazione funzionale propone un'immagine completamente nuova del quartiere espositivo con ampie potenzialità in termini di offerta commerciale, candidandolo adeguatamente ed a maggior diritto, per le manifestazioni di tipo internazionale.
In estrema sintesi viene descritto, per singole aree tematiche, l'incremento di funzionalità e di contenuti espressi dal progetto:

Sedi Espositive
- Nuovi sedi espositive realizzate in continuità con quelle esistenti per dare sistematicità di percorso al visitatore eliminando il rischio di declassamento delle sedi espositive esistenti
- Nuovi padiglioni espositivi, con caratteristiche tecnologiche migliori, in grado di accogliere una maggiore varietà di tipologie merceologiche;
- Omogeneizzazione dei servizi, ad uso delle sedi espositive si nuove che esistenti, con una conseguente migliore commerciabilità di insieme;

Accessibilità alle sedi espositive
- Miglioramento dell'accessibilità alle sedi espositive esistenti garantendo gli spazi necessari per le operazioni di carico e scarico delle merci, attraverso la complanarizzazione delle superfici a raso sul perimetro dei padiglioni e
l'ampliamento di quelle in interrato;
- Formazione di un chiaro circuito primario di distribuzione dei veicoli merci a livello di quartiere espositivo

Servizi espositori e visitatori
- Ridistribuzione capillare dei servizi diretti alle singole sedi espositive quali bar, ristoranti, servizi igienici, e sale riunioni, colmando le carenze riscontrate negli spazi espositivi esistenti;
- Ridistribuzione dei servizi indiretti, e cioè utilizzabili da più padiglioni espositivi quali le zone di accoglienza, registrazione, e convegnistica evitando ripetizioni anti economiche;
- Centralizzazione a livello di quartiere dei servizi primari quali la prima accoglienza, gli uffici di segreteria mostra, gli uffici e i servizi espositori/visitatori, la sala stampa, e gli uffici di struttura, rendendoli comunque facilmente raggiungibili da tutte le sedi in modo equipollente. Ciò ha evitato inoltre sprechi generati dal
raddoppio delle stesse funzioni;

Viabilità e sosta
- Ridistribuzione degli ingressi e delle uscite auto di visitatori ed espositori;
- Ridistribuzione e gerarchizzazione degli ingressi e delle uscite dei mezzi per gli allestitori e dei mezzi di servizio;
- Nuova disciplina dei vari flussi all'interno del quartiere espositivo;
- Migliorata l'accessibilità preferenziale dei taxi;
- Possibilità di attivare un percorso unico di accesso auto per i parcheggi interrati e per quelli in copertura a semplificazione del sistema sosta
- Sistema dei parcheggi auto visitatori reso facilmente gestibile, nel suo complesso, da soggetti terzi;

Collegamenti tra le sedi espositive
- Utilizzo del nuovo collegamento orizzontale come spina dorsale del sistema distributivo dei visitatori. Questi ultimi, attraverso l'uso di un sistema informatizzato di registrazione e controllo, potranno accedere ai singoli eventi espositivi anche in una ipotesi di contemporaneità di più eventi espositivi;
- Utilizzo del nuovo collegamento orizzontale a quota +8.00 come elemento distributivo dei visitatori non registrati in transito per raggiungere zone diverse del quartiere espositivo;
- Utilizzo del nuovo collegamento orizzontale a quota +14.00 come elemento distributivo dei visitatori registrati per raggiungere zone e servizi diversi, del quartiere espositivo, durante le manifestazioni;
- Il nuovo collegamento orizzontale, alle varie quote, come elemento che consente l'utilizzo e il collegamento dei servizi al di fuori degli eventi espositivi
- Uso dei nuovi collegamenti verticali in modo di rendere immediatamente accessibili, a visitatori ed espositori, i parcheggi in copertura delle sedi espositive e nei parcheggi interrati;
- Uso dei nuovi collegamenti verticali per rendere facilmente accessibili dai parcheggi i servizi e le attività presenti sul nuovo collegamento orizzontale, rendendoli fruibili in modo indipendente e al di fuori degli eventi espositivi.
L'elemento che meglio rappresenta e sintetizza il lavoro svolto di ricucitura e integrazione funzionale, tra i servizi mostra, i padiglioni espositivi, e i punti di accesso dal quartiere, è il nuovo connettivo orizzontale.
Questo, con le sue diverse quote, diviene l'elemento distributivo e ordinatore dei diversi flussi, immagine ben riconoscibile della nuova fiera.

Il progetto delle strutture
La tipologia delle opere proposte per i vari corpi di fabbrica è modulare e lineare.
L'articolazione strutturale è semplice ed ordinata e garantisce al tempo stesso il rispetto della normativa antisismica vigente, il contenimento dei costi, la gestione semplificata dei vari processi costruttivi di cantiere, la conseguente valutazione analitica degli effettivi tempi di costruzione.
Il progetto è stato elaborato ponendo la massima attenzione ai seguenti aspetti principali:

principi generali
- ottimizzazione delle problematiche architettoniche, strutturali, impiantistiche;
- ampio ricorso a manufatti e tipologie costruttive diffuse sul mercato e quindi testati dal punto di vista tecnico ed economico;
- previsione di utilizzo di elementi modulari prefabbricati ad ampia diffusione, e conseguente possibilità di scegliere svariati fornitori in loco. Tale avvertenza consente - a ragion veduta - di suddividere l'intervento in svariati sub-cantieri;
- modularità dei sistemi costruttivi. La modularità riduce notevolmente la frequenza degli errori, sia in fase di progettazione che in fase di cantierizzazione;
- calcolazioni geotecnico/strutturali in linea con la normativa vigente e con le linee guida alla progettazione;

aspetti specifici
- minimizzazione dell'impatto di cantiere, contenendo i tempi complessivi necessari anche tramite la prefabbricazione ed industrializzazione dei getti. Tali tecniche operative consentono inoltre di ridurre grandemente gli spazi necessari per lo stoccaggio in loco dei materiali e per la logistica. Tale aspetto è importante in relazione alla ristrettezza degli spazi disponibili;
- contenimento degli scavi (e del conseguente movimento materie);
- salvaguardia dell'operatività fieristica in essere, tramite la previsione di opportune opere provvisionali;
- salvaguardia del patrimonio costruito lungo i bordi perimetrali del cantiere (strade asfaltate, ecc. ecc.);
- salvaguardia dell'accessibilità generale (cantieri, fiere, ecc. ecc) mediante la previsione di opportuna viabilità provvisionale;
- prefabbricazione ed industrializzazione dei getti, mirate a garantire processi produttivi improntati alla garanzia di qualità e ad un conseguente elevato grado di durabilità dei manufatti nel tempo;
- ottimizzazione degli aspetti relativi alla cantieristica, ed alla sicurezza;
La conformazione “in linea” dell'intervento consente la formazione di vari “sub-cantieri” paralleli i quali - a loro volta - potranno consentire l'organizzazione di molteplici fronti di attacco.
L'operatività parallela nei vari sub-cantieri e l'assenza di interferenze fisiche tra gli stessi costituiscono un ottimo punto di partenza progettuale ed organizzativo per il contenimento dei tempi e dei costi di costruzione. Di ciò si è tenuto conto nella computazione estimativa delle opere progettate.

Descrizione degli elementi strutturali principali
Tutte le strutture sono sismoresistenti, così come prescritto dalla normativa vigente.
In relazione alle caratteristiche litologiche e meccaniche dei terreni le fondazioni sono del tipo diretto (platea/travi rovesce/plinti). Le strutture interrate, i nuclei di sostegno e di controvento antisismico, i pilastri ed i solai sono realizzati con getti in c.a., industrializzato e/o prefabbricato.
Di seguito si riportano le caratteristiche principali dei fabbricati più importanti.

Palazzetto "MM"
Le strutture interne dell'edificio - di forma perimetrale regolare e quindi sismicamente ben concepito - sono costituite da telai spaziali sismoresistenti, parzialmente prefabbricati.
Le facciate sono costituite da pannellature in c.a. di opportuno spessore, rigidamente vincolate ai telai spaziali interni.
Anche ai fini dell'ottimizzazione antisismica, la struttura di copertura è di tipo “leggero” ed è costituita da orditura primaria e secondaria in legno lamellare.
Tale tipologia strutturale è conveniente anche ai fini della resistenza necessaria al fuoco.

Padiglione "G" e garage interrato
Gli scavi lungo la strada asfaltata saranno preceduti dall'esecuzione delle opere di presidio necessarie per salvaguardare la stabilità della medesima.
In relazione alla regolarità e modularità dell'intervento, sono previste strutture in c.a. e c.a.p. prefabbricate sia per la realizzazione dei due primi interrati, sia per la realizzazione dei piani in elevazione fuori terra.
L'armatura, aggiuntiva, posata in opera ed il getto industrializzato delle varie cappe sui solai garantiranno la monoliticità e la sismoresistenza dell'intervento.

Padiglione "D"
Il padiglione D ha assunto una forma “lineare”, per adattarsi alla facciata in essere degli edifici esistenti. I nuclei scala/ascensori costituiranno i necessari controventi antisismici.
Anche in questo caso l'orditura strutturale è ordinata, e quindi si prevede una struttura realizzata con getti industrializzati in c.a.
I nuovi corpi di fabbrica saranno staticamente autonomi rispetto ai fabbricati esistenti, dai quali saranno distaccati mediante i necessari giunti antisismici.
Gli elaborati grafici riportano anche una eventuale “passerella” di collegamento tra il Padiglione D ed il Palazzetto M.
La “passerella “ potrebbe garantire sia la percorribilità pedonale, sia il transito delle reti infrastrutturali e dei sottoservizi tra un edificio e l'altro.
Tale manufatto, vista la luce d'inflessione in gioco (poco inferiore ai 50 metri), dovrebbe essere realizzato in carpenteria metallica, sagomata a formare un “cassone” reticolare spaziale autocontroventante.

Il progetto degli impianti
Approvigionamento energetico primario

La produzione dell'acqua calda e acqua refrigerata per la climatizzazione dei padiglioni sarà effettuata mediante l'impiego di pompe di calore che utilizzeranno come fonte primaria di energia l'acqua di falda e come volano termico la vasca di accumulo dell'acqua antincendio.
Il sistema proposto permette di ottenere sensibili risparmi gestionali quantificabili nell'ordine del 40% circa rispetto ad un sistema impiantistico tradizionale e non sono necessarie centrali termiche dedicate. Aumentano in
questo modo le condizioni di sicurezza, scongiurando rischi di incendio o scoppio legati alla presenza del metano ed è azzerato l'inquinamento atmosferico dovuto ai fumi delle caldaie e l'impatto ambientale della relativa canna fumaria.
Con riferimento allo schema allegato, l'acqua tecnica prelevata dalla falda per la compensazione energetica dell'accumulo permette l'irrigazione delle aree verdi e il lavaggio delle pavimentazioni esterne favorendo un notevole risparmio di acqua potabile, limitando pertanto i consumi di un bene a carattere sociale soprattutto nei periodi estivi di maggiore caldo.
L'impianto è inoltre dotato di un sistema di pannelli di comunicazione al pubblico che consente di “leggere” la situazione idrico-energetica di tutto il complesso in tempo reale, con l'indicazione dei recuperi e dei risparmi in
corso e quelli stagionali conseguiti. Questo sistema, consultabile anche in remoto tramite internet, promuove la consapevolezza degli aspetti energetici, bioclimatici ed ambientali tra la gente e fornisce una misura dell'efficacia delle azioni di recupero e di risparmio in atto. Inoltre, per rafforzare la valenza ambientale del sistema, sulla copertura dell'edificio è prevista l'installazione di un sistema di pannelli fotovoltaici per la produzione naturale di energia elettrica. L'energia prodotta potrà compensare quella necessaria per l'illuminazione esterna notturna del complesso e quella necessaria per la movimentazione delle acque tecniche e bioclimatiche e per l'emungimento dell'acqua di falda per la climatizzazione degli ambienti.

Sistema circolatorio dei fluidi tecnologici
La nuova struttura frontale di collegamento dei padiglioni è dotata di un sistema integrato di circolazione dei fluidi tecnologici che consente di alimentare in modo semplice e diretto tutti gli ambienti.
La nuova passerella a + 8,00m, che collega a questa quota l'intero complesso, ha funzioni di “pipe track” per il passaggio delle dorsali principali. Le dorsali riguardano tutti i tipi di impianti, in particolare quelli idrici e antincendio, l'acqua calda e refrigerata per la climatizzazione, l'irrigazione, l'energia elettrica, le dorsali per l'illuminazione esterna, le correnti deboli e i segnali per la videosorveglianza, le comunicazioni, la diffusione sonora, la telegestione e la rivelazione incendi.
Un'intercapedine frontale ai padiglioni con funzione di “pelle” contiene il sistema connettivo verticale tra gli ambienti, gli spazi tecnici e le centrali primarie a pompa di calore ubicate nel sottosuolo.
Il punto di forza del sistema consiste nella flessibilità e nella adattabilità ai futuri ampliamenti e ristrutturazioni. Il potenziamento di un servizio, la manutenzione o l'aggiunta/sostituzione di nuove reti può avvenire agevolmente
dall'esterno, con la posa diretta nel sistema delle dorsali e delle intercapedini, senza dover ricorrere a lavori di interramento e senza provocare disagi alle utenze servite.
L'estensione longitudinale di questo sistema consente di mettere in collegamento le centrali primarie interrate dei padiglioni espositivi e quelle del centro polifunzionale con possibilità di reciproco backup in caso di guasto.
Inoltre consente di interconnettere in più punti le infrastrutture esterne all'area degli enti fornitori.

Gestione centralizzata e automatizzata del complesso
Tutta la progettazione del nuovo complesso espositivo avrà come uno dei principali obiettivi l'ottimizzazione della gestione e della manutenzione dei padiglioni, degli spazi attrezzati e degli impianti. Un sistema esteso di building management e una rete di cablaggio strutturato comprensoriale consentirà di ridurre al minimo la necessità di personale per la sorveglianza e il funzionamento del complesso.
L'obiettivo è quello di consentire una gestione e un controllo centralizzati che coinvolgano poche persone non necessariamente vincolate alle control room (tutti i segnali saranno compatibili con il protocollo IP e pertanto tramite il cablaggio strutturato sarà possibile avere la piena operatività sui sistemi, anche in remoto in funzione dei codici di accesso).

Sistema di controllo accessi di tipo biometrico
Un sistema di controllo accessi di tipo biometrico basato sulla scannerizzazione e identificazione delle impronte digitali consentirà degli elevati standard di praticità e sicurezza. I rilevatori digitali consentiranno l'accesso sia fisico delle persone addette, tramite le pulsantiere degli ascensori e i varchi controllati a protezione alle varie zone del fabbricato, che virtuale, inteso come protezione per l'utilizzo delle apparecchiature informatiche. In questo modo si ha la certezza che solo il personale autorizzato è stato abilitato agli spazi e alle apparecchiature informatiche protette, non essendoci la presenza di chiavi o schede utilizzabili da terzi.
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