Metaphysical Remix

Marcante-Testa (UdA) Turin / Italy / 2015

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The project designed by Andrea Marcante (the founder of Italian office UDA Architetti) and Adelaide Testa to restructure an approximately 250 m² rented apartment in Via Roma in the centre of Turin attempts to meet the needs of three generations: a father, his daughters and grandfather enjoying the rituals of everyday life under the same roof while, at the same time, having their own private spaces designed to meet their individual needs.
Marcante’s and Testa’s joint project is based on very close, constant and stimulating interaction with the clients bringing their own specific requirements in line with the setting in which this house, built from 1935-1937, is located. Having discovered that the interiors had completely lost all their original features, the perception of space and precision found in rationalist architecture and metaphysical painting from that period were inevitably sources of inspiration for the project designed by the architects.
The attempt to reproduce them in different proportions and using different materials can be seen in the plaster truss at the entrance that evokes the coffered portico in Via Roma. Similarly, the distortions in perspective of the ceiling in the dining area, created using stucco work and wallpaper, pay tribute to De Chirico’s dreamy, oneiric language and the plaster cornices framing the ceiling are reproduced in new patterns capable of identifying the specific functions below, regardless of the configurations of the walls.
The evocative force of the artist, who painted distinctive features of classical cities, most notably the empty colonnades and perspectives along roads and avenues he discovered walking around Turin, also suggests the geometric patterns of the new system of metal bars spreading through the various rooms and altering how their space is perceived: frames with glass shelves holding valuable objects, which, starting from the entrance, project into the lounge where they hold books and conceal the rear doors, not to mention the micro-architecture in the bedroom displaying a sort of re-found classicism: these historical citations are hinted at and interpreted but never philological.
A remix playing on a combination of conventional systems, design inventions and modern-day features ranging from the colour scheme (pastel and florescent shades) to designer furniture (by the likes of Prouvé, Sarfatti, Mendini and Tom Dixon) and design objects.
A house/stage where all the actors move easily: bedrooms to safeguard privacy but also shared spaces designed in languages holding onto what we hold dearest and, at the same time, stimulating interaction between different generations through unusual and unexpected architectural features.
As Alfred Hitchcock said when he visited Turin in 1960 “… it is rather mysterious and intriguing and even though I’ve only just got here, it looks promising and something unexpected might suddenly happen on any of its street corners...” We would also like to invite you to discover the unusual and unfamiliar perspectives this house-stage has to offer.


Collaborators: Eirini Giannakopoulou, Giada Mazzero


[IT]
Il progetto di Andrea Marcante (fondatore dello studio uda architetti) ed Adelaide Testa per la ristrutturazione di un appartamento in affitto di circa 250 mq in via Roma nel centro di Torino cerca di dare risposte alle esigenze di tre generazioni: papa’, figlie e nonno riunite sotto lo stesso tetto per condividere i rituali della quotidianità conservando allo stesso tempo ambienti riservati alla privacy e alle esigenze dei singoli. L'approccio al progetto di marcante e testa si muove quindi tra l'intenso dialogo con i committenti, continuo e stimolante nell'associare richieste diverse e il contesto in cui questa casa,costruita tra il 1935 e il 1937, e' collocata. Avendo riscontrato negli interni la totale perdita degli elementi originali ecco che per i progettisti la percezione di spazio e di rigore che si ritrovano nell'architettura razionalista e nella pittura metafisica di questo tempo diventano inevitabilmente motivi ispiratori per il progetto .IL Tentativo di riproporli modificandone proporzioni e materiali si evidenzia nella travatura in gesso dell'ingresso che riprende il porticato a cassettoni di via Roma, cosi’ come le distorsioni prospettiche del soffitto della zona pranzo, create con stucchi e carte da parati, omaggiano il linguaggio sognante ed onirico della pittura di De Chirico e ancora le cornici in gesso che riquadrano il soffitto vengono riproposte secondo nuove geometrie capaci di individuare le funzioni specifiche sottostanti indipendentemente dalle configurazioni dei muri. La suggestione del pittore che dipinge i tipici elementi delle città classiche, in particolare i porticati vuoti e le prospettive di vie e corsi che scopre proprio passeggiando per Torino, suggerisce anche le geometrie di un nuovo sistema di barre metalliche che si dipana nei vari ambienti modificandone la percezione spaziale: telai con mensole in vetro su cui appoggiare oggetti preziosi che partendo dall'ingresso si estroflettono nel salone per contenere libri e nascondere porte di servizio e ancora la micro-architettura nella camera da letto rivelatrice di una classicità ritrovata: le citazioni storiche sono accennate , interpretate, mai filologiche. Un remix che gioca alternando sistemi tradizionali, invenzioni progettuali e interventi contemporanei che spaziano dalla palette dei colori (toni pastello e fluo) ai mobili di produzione (da prouve' a sarfatti fino a Mendini e Tom Dixon) e agli oggetti di design. Una casa/palcoscenico dove tutti gli attori si muovono a proprio agio: camere per custodire la privacy ma anche spazi aperti alla condivisione attraverso linguaggi capaci di conservare ciò a cui teniamo maggiormente e allo stesso tempo stimolarci nelle relazioni tra differenti generazioni attraverso soluzioni architettoniche inusuali e inaspettate. Così come Alfred Hitchcock, che visitò Torino nel 1960, disse "….è abbastanza misteriosa, intrigante e anche se l'ho appena vista mi sembra promettente e il colpo di scena potrebbe uscire da uno qualunque dei suoi angoli….." Anche noi vi invitiamo a scoprire le prospettive insolite ed inusuali di questa casa palcoscenico.

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