Art Institute of Chicago Modern Wing

Nuova ala del museo d'arte di Chicago Chicago / United States / 2008

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Serving both as a museum and a school, the Art Institute of Chicago preserves and interprets a renowned collection. Built on the rubble of the Chicago fires in 1879, the Art Institute of Chicago now houses more than 5,000 years' worth of art. To enable further development, the museum undertook its biggest renovation ever, a 264,000-square-foot wing designed by Pritzker Prize-winning architect Renzo Piano. Renzo Piano Building Workshop architects made light control a central part of the project, creating what New York Times architecture critic Nicolai Ourrossof says gives the views a "soft, ghostlike quality" coming from the white screens at each window (which were custom-built by Hunter Douglas Contract Window Coverings). In addition to establishing a quality of light that Ourrossof calls a "quasi-religious aura," the shades also prevent sunlight from fading works of art. An advanced contextual control system tracks the sun to operate the shades automatically, extending when the sun is strong, but retracting at other times to optimize natural light. The project gets high marks for sustainability as well as beauty, earning Silver LEED certification with a range of environmentally responsible elements, including a the building's double-skin facade; a hybrid ventilation system; low use of water; and the shading system that allows natural light to illuminate galleries; among other features. [IT] Una nuova struttura in acciaio, vetro e pietra calcarea, caratterizzata da una copertura “a tappeto volante” destinata a diventare il nuovo simbolo di Chicago. L’intervento consentirà un ampliamento degli spazi pari al 30% in più rispetto a quelli originari, facendo dell’Art Institute il secondo più grande museo statunitense. La Modern Wing accoglierà nuove gallerie per la collezione d’arte moderna e contemporanea nonché per esposizioni temporanee, ampi spazi destinati alla formazione ed un ristorante. L’intervento ha inoltre previsto la realizzazione del Nichols Bridgeway, un ponte pedonale in acciaio lungo quasi 190 metri che collegherà il museo con il vicino Millenium Park. Un collegamento che la facciata trasparente del museo, consentendo una continua visuale sul parco, realizza anche dal punto di vista simbolico. Luce e sostenibilità sono i due elementi chiave del progetto: “È sempre un po’ problematico riuscire ad ottenere una giusta illuminazione – spiega Joost Moolhuijzen dello studio RPBW – poiché bisogna poter vedere l’arte ma al tempo stesso proteggerla. Abbiamo instaurato un dialogo costante con gli operatori del museo per riuscire a mettere a punto una perfetta illuminazione degli spazi interni”. Particolare attenzione è stata inoltre rivolta all’aspetto della sostenibilità, confermata dall’ottenimento del livello d’argento della certificazione LEED. Hanno contribuito al raggiungimento di tale obiettivo il recupero dei materiali di risulta di cantiere, la progettazione della doppia pelle esterna che consente l’isolamento dell’edificio proteggendo persone e opere dal rigido clima di Chicago. Ma anche la copertura, definita da Piano“a tappeto volante”, dotata di un innovativo sistema automatico di oscuramento che consente di controllare l’ingresso della luce naturale all’interno.
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