Nuovo polo scolastico per l'infanzia

Polo scolastico e servizi per le famiglie Ozzano dell'Emilia / Italy / 2010

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“Durante la seconda guerra mondiale Rimini era stata bombardata e distrutta all’ottanta percento, trovandosi sulla linea gotica. Arrivò una signora da Zurigo: si chiamava Margherita Zoebeli, ed era una straordinaria pedagogista [...]. Questa signora bizzarra andò dal sindaco e gli rivelò la sua idea per ricostruire la città. «E quale sarebbe? », le chiese lui incuriosito. «Un asilo. Cominciamo dai bambini», fu la risposta.” (tratto da “Dove Abitano le emozioni”, parlando di Margherita Zoebeli). Il progetto architettonico elaborato, in risposta all’avviso di bando per Project financing pubblicato dalla locale amministrazione di Ozzano dell’Emilia, s’inserisce in una articolata proposta di Realizzazione e Gestione di strutture e servizi, deputate a completare la trasformazione avviata nella zona ovest dell’adiacente municipio, fornendo l’area di una vitale dotazione di servizi, indispensabili alla strategica identità riconosciuta in ambito territoriale comunale.La scelta di contemplare, nel programma delle opere attuative previste dalle indicazioni del PRG, la costruzione di un centro famiglia e di un nuovo corpo per uffici comunali, connesse alla principale esigenza di inserire nell’area un Polo scolastico capace di accogliere un asilo nido per 69 bambini (in età compresa tra i 12 e i 36 mesi) e una scuola materna di 112 bambini (in età compresa tra 1 e 3 anni), ha permesso agli amministratori di affermare la chiara intenzione di definire una nuova centralità nell’assetto urbano comunale, in cui i cittadini possano continuare a riconoscere identità civica di appartenenza. Tale lettura è sembrata evidente sin da subito, prefigurata dalle prime ipotesi di progetto che hanno condotto a stabilire la misura entro cui far convivere ambiti ‘protetti’ dedicati alla formazione e all’educazione della prima infanzia, ambiti ‘aperti’ di aggregazione e condivisione sociale e ambiti ‘controllati’ di ricezione ed espletazione dei doveri amministrativi, trovando l’equilibrio fra spazi privati e attività pubbliche, anime di un unico SISTEMA, il sistema città.Pur riconoscendo specifiche esigenze e caratteristiche distintive delle singole strutture, Il polo scolastico e il centro famiglia, come i due edifici del Municipio (l’attuale sede e il futuro ampliamento) instaurano, in questo quadro più che mai, un dialogo serrato capace di rendere espliciti, anche attraverso l’architettura, i termini sociali del vivere civile all’interno di un comune ambiente urbano. Determinante per imprimere tale condizione è risultata essere l’attenzione riservata nel progetto alla definizione degli ambiti spaziali di connessione e di separazione tra le parti, alla scelta dei loro caratteri distintivi e agli elementi capaci di rendere immediatamente percepibile l’essere, di ogni singolo nucleo, partecipe di un impianto unitario e attuatore, nell’intera composizione, di un Sistema Integrato di servizi. a proposta architettonica e di riassetto urbanistico del comparto intende valorizzare il Palazzo del Municipio nel quadro di un complessivo sviluppo delle attrezzature e degli spazi pubblici. Il ruolo della sede municipale è ritenuto essenziale per dare forma ad un’identità collettiva non ancora consolidata e priva di reali fattori coagulanti. La sua vicinanza all’asilo nido e alla scuola materna potrà rappresentare per i bambini e per gli utenti delle altre attrezzature qui insediate, un riferimento più vivo e potente quanto più ricchi e permeabili saranno gli ambiti di connessione e i collegamenti tra le diverse parti del nuovo impianto. La praticabilità pedonale e ciclabile degli spazi aperti guadagnerà una posizione privilegiata nei riguardi della rete veicolare che, dominando nell’impianto del recente sviluppo del Comune di Ozzano dell’Emilia, ne causa la frammentazione insediativa. Il complesso delle strutture edilizie che definiscono la dotazione funzionale del programma integra il polo scolastico con le altre attrezzature previste dal PRG in un disegno d’insieme unitario e articolato. La ricerca della continuità fisica e concettuale con le diverse componenti del sistema insediativo congiunge l’impianto edilizio agli spazi aperti dell’intorno secondo sequenze sintatticamente coordinate.La ricomposizione delle gerarchie architettoniche e dei passaggi tra i vari ambiti pubblici e privati agevolerà la lettura delle parti comprese in una forma suggestiva perché aperta e flessibile. Aperta in termini metaforici ma anche letterali. Aperta innanzi tutto agli attraversamenti profondi, dalla strada alla campagna, dall’individuale al collettivo, inclusiva delle varie fasce d’età e dei differenti ceti sociali. Alternativa, inoltre, alle chiusure e agli introversi sbarramenti, simbolicamente inibitori, riconducibili al modello di urbanizzazione finora attuato. Crogiolo, insomma, della possibile, futura identità di Ozzano alla cui elaborazione contribuiranno positivamente quei giovani abitanti che, si spera, usufruiscano di un luogo finalmente centrale dove intrecciare piene relazioni sociali fin dalla più tenera età.


English Text


The project is an organism created for the project financing between the local municipality and the Consorzio Karabak Sette. These two subjects are joined to in the union aim, providing of new spaces for the public facilities that were represented by two building: the Center School District and the Offices for the Municipal police and administration. Therefore the project has different architectural scales by his program and by consequent dimension. The design, indeed, start from an urban draw to mark in the two different building the specific sign in which the program is implemented: the first, the School, that has inside a kindergarten, a nursery and a daycare center, is elongated on the flat land in only one elevation, otherwise the second building is developed in elevation on three floors (archive and garages in ground floor, public reception and offices in the two upper floors). The formal research about the sense of architectural unity involve contrast and complementarities of element like leitmotiv of all the project. So Episodic holes as linear filaments dig the massiveness permitting deep vision forward the transparency of the glasses, marking the volumes. The research of a right light modulator inspire use of the terracotta strips which, together the fronts of the two buildings and the red line of the portico’s shelter, mark horizontal lines enhancing the new guideline in the urban planning. This guideline announces the new way, a urban plug that follow the arboreal punctuation already established, linking and marking the ideal union border to what was and what is now the collective identity of the city in Ozzano.

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    “Durante la seconda guerra mondiale Rimini era stata bombardata e distrutta all’ottanta percento, trovandosi sulla linea gotica. Arrivò una signora da Zurigo: si chiamava Margherita Zoebeli, ed era una straordinaria pedagogista [...]. Questa signora bizzarra andò dal sindaco e gli rivelò la sua idea per ricostruire la città. «E quale sarebbe? », le chiese lui incuriosito. «Un asilo. Cominciamo dai bambini», fu la risposta.”...

    Project details
    • Year 2010
    • Work started in 2008
    • Work finished in 2010
    • Client cooperativa sociale società Dolce - consorzio KARABAKSETTE
    • Contractor Manutencoop
    • Cost 4.700.000
    • Status Completed works
    • Type multi-purpose civic centres / Kindergartens / Schools/Institutes
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