Nella sua complessa ed articolata realizzazione, il progetto ridefinisce l’importanza del luogo per gli abitanti di questo paese, in modo che si possano esprimere nella interpretazione funzionale ed estetica.
L’idea è quella di creare una nuova immagine sensuale che possa stimolare i cittadini a indagare il parco nelle sue attrattive diverse.
Uno spazio in-formato da segni discontinui che tracciano e trattengono, come tendini, le tre diverse situazioni presenti: i “giardini piccoli” ad est, i “giardini grandi” ad ovest e lo spazio delimitato dalla ex via ferrata e la via Nazionale delle Puglie.
Metafora di progetto
Le tre diverse articolazioni, sinergiche e antagoniste, sono trattenute al limite dai fasci connettivali dei tendini controllati dal sistema nervoso della vita di relazione. Tendini a fior di superficie (come tracce di senso del progetto), tendini che emergendo dalla superficie si solidificano. Tendini rossi, che si allungano, si incrociano , si spezzano e si disseminano nel luogo della città.
Così, le diverse aree del progetto interagiscono tra di loro, attraverso un figurazione dis/continua e dis/articolata (slogata), dando luogo ad una particolarissima atmosfera che si sviluppa nell’interazione della diversità spaziale, percettiva e comportamentale.