Il ponte come una nuova architettura che va al di là della pura espressione tecnica manifestandosi come fatto pienamente artistico. Un fatto che deriva dalla ricomprensione del luogo, della sua luce e dei suoi materiali; un immedesimarsi in un territorio fortemente caratterizzato dalle forme della sua natura, così sconvolgenti ma anche così affascinanti. Ma qui la natura è in eterno divenire e Civita rappresenta il borgo che sparirà (si dice) proprio per gli effetti della natura stessa.
La struttura di sostegno è formata da scatolari in acciaio tutti diversi tra loro e la percezione che ne deriva è sempre differente a secondo del punto in cui ci si trova, percorrendo la passerella o osservandola da lontano. Un fitto intreccio di nervature variamente disposte che, in lontananza, potrebbe essere percepito come la forma massiccia di un calanco, ma che, avvicinandosi alla passerella e attraversandola a piedi, si dirada, quasi scomparendo alla vista, per poter ammirare la presenza compatta e vacillante del borgo arroccato.