Progetto di Andrea Stipa (capogruppo) e Valerio Paolo Mosco (progettista), con Irene Sagripanti, Massimiliano Sbordoni, Lorena di Girolamo, Elisabetta Evangelisti, Livia Laterza (collaboratori)
Il progetto si propone più obiettivi: fare di una scuola un luogo non solo di apprendimento, ma anche di incontro, di vita relazionale nel quotidiano, e ancora porsi in armonia con il verde circostante, configurarsi come una 'architettura pedagogica' capace di proporre un equilibrio tra naturale e artificiale, tra chiusura (protezione) ed apertura (scoperta). Questi obiettivi hanno ispirato un impianto edilizio ad un livello compatto, ma estremamente permeabile verso l’esterno, quasi 'poroso' verso il parco che lo circonda. Le singole sezioni sono state aggregate tra loro in una concatenazione spaziale articolata, concepita in maniera tale da garantire il proprio spazio esterno di pertinenza. Il sistema del verde si organizza con la stessa logica per 'camere' con cui sono strutturati gli spazi interni della scuola e prevede un 'bosco' di bamboo, una 'camera' a filari con Lagestroemiae e Carpinus Fastigata, due boschetti 'mediterranei' di Roverelle, Farni, Lecci e Olivi con arbusti di Mirto e Lamastrum. A questi si aggiunge una 'camera' verso il parco di alberi da frutto ed un orto coltivabile dai bambini.