Il progetto del Museo d’arte contemporanea della città di Roma (MACRO) consiste nell’ampliamento della galleria esistente, sita presso l’antica fabbrica della birra Peroni, vicino Porta Pia.
Il sito si presenta all’angolo di via Cagliari e di via Nizza. L’insieme è composto da edifici eterogenei, in un contesto a carattere storico. La complessità del progetto è nata dalla rappresentazione di un’integrazione di un museo di arte contemporanea in un contesto di edifici industriali, come sfida di un inserimento di questo tipo di intervento in un ambiente storico romano.
Una parte importante del progetto si colloca in infrastruttura, su 3 livelli (-7,90 ; 10,70 et –13,75) di sottosuolo consacrati ai parcheggi (parcheggio normale, di 14 posti, riservato al personale e un parcheggio meccanizzato, di 129 posti) ai locali tecnici e ai depositi per le opere.
L’entrata dei parcheggi è accessibile da Via Cagliari (dove il senso di circolazione viario è stato modificato al fine di non danneggiare via Nizza, consacrata essenzialmente ai bus e ai taxi) attraverso una rampa che conduce direttamente al primo livello di sotterraneo (-7,90). Due accessi distinti permettono di accedere al parcheggio privato riservato al personale e di accedere al parcheggio meccanizzato con un sistema di tre ascensori che distribuiscono rispettivamente i tre livelli. Questo sistema, con un funzionamento molto rapido, permetterà durante le giornate di grande affluenza, di gestire i flussi sia a livello delle entrate che a livello delle uscite. L’uscita dei parcheggi avviene attraverso una rampa che esce su via Nizza e permette di raggiungere rapidamente via Frosinone o via Emilia.
Questi parcheggi sono trattati con una vernice per pavimentazione. Un controsoffitto RF permette di controllare i problemi anti-incendio.
Da questi parcheggi, due ascensori panoramici permettono di raggiungere direttamente i diversi livelli del foyer del museo, il livello della terrazza e un’uscita attraverso una scala che permette di raggiungere l’entrata del museo sotto l’angolo vetrato.
Questa scala permette di accedere ai locali tecnici siti al livello del parcheggio normale e a quelli collocati al livello – 11,60.
La terza parte del museo in intrastruttura è il deposito delle opere, diviso in due parti distinte, una riservata all’apertura degli imballaggi delle opere, l’altra alla loro conservazione. L’aria del magazzino è condizionata per garantire la conservazione delle opere. L’accesso ai depositi dalla strada si ha attraverso una seconda rampa da via Cagliari, riservata alle consegne con un controllo di accesso. Questa rampa permette anche di accedere direttamente al livello –4,50 alla sala espositiva più grande. Un montacarichi, di 6000kg di capienza (cabina di 2,5x3,7m) permette di effettuare distribuzioni sia al livello di deposito delle opere al livello –11,10 che al locale deposito-manutenzione situata al livello 0,00.
Questa parte del locale deposito e manutenzione è accessibile dalla corte della galleria esistente situata allo stesso livello.
Una scala di una larghezza costante di 1,80 m collega direttamente la sala espositiva al deposito.
Dal deposito si raggiunge l’ultimo sottosuolo della galleria esistente oltre che le sale espositive ai vari piani.
I magazzini per il deposito sono pitturati e la pavimentazione è rivestita con una vernice specifica.
La parte di volume più importante del progetto si trova in sovrastruttura ed è ripartita su 4 livelli, dal –4,50 al + 7,60. Il livello 0,00 è il livello di riferimento della corte della galleria esistente.
L’entrata principale del museo si ha all’angolo tra via Nizza e via Cagliari. Una seconda entrata viene conservata da via Reggio Emilia, attraverso la corte della galleria esistente.
Il trattamento della pavimentazione dell’entrata è in continuità con quello del marciapiede in soletta di pietra di basalto di 0,75x0,75 trattato antiscivolo. Questa superficie leggermente in pendenza permette di recuperare il livello -4,50 attraverso il giardino.
Il giardino è costituito da Aylenthus altissima, piantate in una pavimentazione ricoperta di ghiaia di basalto. Un percorso a forma di Z, trattato con la stessa pietra permette di accedere all’entrata del museo.
Il giardino è inserito le pareti della sala espositiva e le grandi pareti vetrate trasparenti che danno sul foyer. Realizzate in grandi volumi di vetro verticali, queste pareti alternano le parti fisse e grandi porte che si aprono a soffietto rispettivamente sul foyer e sull’art café a livello 0,00. Gli alberi del giardino filtrano la luce su questi spazi. Le cime degli alberi arrivano sulla terrazza al livello della pavimentazione.
Un portale scorrevole permette di chiudere lo spazio del giardino e assicura la chiusura del museo.
Il foyer, nodo centrale del museo, articola i diversi spazi come la sala espositiva, l’art café o ancora il bookshop. Contiene tre volumi singoli: la biglietteria, la sala conferenze e i servizi igienici.
L’insieme del foyer è rivestito di pietra di basalto di 0,75x0,75m, posta con giunti a secco e i muri sono bianchi.
Al soffitto, le intercapedini e le altre canalizzazioni così come le strutture sono apparenti e l’insieme è ricoperto di vernice nera.
La biglietteria assicura la vendita di biglietti, l’accoglienza/informazione dei visitatori, e ospita il sistema di controllo dell’insieme del museo. Il volume è limitato da delle pareti in plexiglas tesaurizzato e si scompone in tre parti:
- La funzione di controllo è installata in prossimità della porta di accesso alla biglietteria,
- La parte centrale si apre con la rotazione e il ribaltamento della parte centrale della biglietteria
- La testa del volume che scorre su dei binari incastrati nel pavimento è la parte di accoglienza del museo.
Queste tre parti, collegate tra loro dal banco di accoglienza, possono funzionare in maniera indipendente.
Il banco di accoglienza è un monolito nero dalle forme curve, ricoperto sul lato esterno da neoprene nero flessibile in opposizione con la parte interna in legno laccato nero, che integra tutte le funzionalità necessarie, (cassetti, connessioni informatiche, …)
Il secondo volume singolo del foyer è la sala didattica, la cui parte superiore è la sala lettura.
Questo volume si distingue per il suo colore rosso, le sue sfaccettature, la sua localizzazione centrale rispetto al foyer, ancorato e ribaltato allo stesso tempo.
Integralmente rosso all’esterno ricoperto da pannelli di legno laccato rosso, così come all’interno su tutti i suoi lati. L’interno della sala, plissettato e sfaccettato, permette di risolvere i problemi acustici. I sedili della sala, su disegno particolare, sono disposti su gradini. Rivestiti di tessuto nero includono una tavoletta per la lettura con una lampada integrata che assicura un punto luce specifico per ogni sedile.
In fondo alla sala, chiusi da tramezzi di vetro trasparente, trovano spazio la regia e la sala per le traduzioni.
Le entrate-uscite della sala didattica avvengono con delle grandi porte battenti in continuità delle pareti inclinate della sala. Queste porte, montate su perno verticale, si aprono senza disincastro in altezza.
Il tetto di questo volume accessibile dal livello 0,00 è occupato dalla sala lettura. Questo spazio, inondato dalla luce della fontana, è delimitato da dei parapetti, prolungamenti delle pareti del volume, di altezze variabili che servono sia da seduta, che da tavolo e da contenitori. Il rivestimento della pavimentazione, di colore rosso, è identico a quello della sala didattica. Le poltrone, integrate nello spazio, permettono la seduta e la presentazione di libri e riviste.
Infine il terzo volume installato nel foyer è il volume dei servizi igienici. Questo oggetto percepito come un contenitore è una scatola perfettamente liscia rivestita su tutti i lati sia interni che esterni di fogli di acciaio inossidabile. Questa scatola integra non soltanto i servizi igienici per il pubblico, ma anche i servizi igienici del bookshop e un locale di servizio.
Il trattamento dei servizi igienici, uomini e donne, è regolato in maniera radicale ; lo spazio centrale rettangolare è ricoperto da grandi specchi su tutta la superficie delle pareti in estremità, le pareti laterali costituite dalle porte di accesso alle toilettes in pannelli alveolari in inox a piena altezza si riflettono all’infinito nei due specchi. Al centro, un volume bianco in vetro la cui superficie superiore è incavata secondo il principio delle curve di livello, contiene le uscite per l’acqua, il sapone e l’aria per asciugare le mani. L’acqua e l’asciugamani, con i rivelatori infrarossi, trasformano la luce interna del volume bianco che diventa rosso.
Altri spazi contornano il foyer, tra questi il più importante è la sala espositiva. Una grande vetrata sfaccettata, sul tetto, al cui vetro viene integrato una trama in inox, fornisce una luce filtrata.
Le strutture lasciate apparenti, la cui altezza varia tra i 10 e i 12 metri permettono anche la sospensione delle opere.
I muri sono raddoppiati da dei rivestimenti in legno pitturati in bianco che facilitano gli ancoraggi successivi.
La pavimentazione, in cemento, la cui messa a squadro riprende quella delle strutture, integra a 1 metro dei muri periferici una griglia di ventilazione in inox contenente regolarmente delle prese di pavimentazione.
Un’altra sala, più piccola, la Video Art, prevista per le proiezioni, è trattata nella continuità del foyer, muri bianchi, pavimentazione in basalto, soffitto dipinto in nero. La video art contiene al suo centro due grandi tavoli che permettono la consultazione, su degli schermi individuali, delle opere video. Sulle pareti alle estremità degli schermi di grandi dimensioni fungono da supporto di proiezione.
Contiguo allo spazio video art si trova il guardaroba, aperto sul foyer. Un bancone di accoglienza in inox ne delimita lo spazio. Il deposito di 800 abiti, su una struttura meccanizzata, dietro un tramezzo vetrato, rende accessibile ogni abito in appena qualche secondo. Una parte del guardaroba è riservato alla disposizione di sedie a rotelle per i motolesi.
Il bookshop è installato dietro il volume delle toilettes. Esso è chiaramente visibile dall’entrata del museo. Accessibile dal foyer e dalla corte, occupa tutta la facciata dell’edificio 2°.
L’edificio 2A è una struttura conservata dall’edificio preesistente dell’antica birreria Peroni. Si è conservata la lettura delle vecchie strutture in cemento; i pilastri sono rinforzati da dei piatti metallici e le travi sono raddoppiate da travi metalliche.
I limiti del bookshop sono in relazione con i volumi contuigui:
- Tramezzi vetrati trasparenti verso l’entrata del museo
- Acciaio inox lungo il volume delle toilettes
- Muri pieni dipinti di bianco verso la corte di via Nizza.
Il rivestimento della pavimentazione è anche qui trattato in pietra di basalto, in continuità con il foyer e con la corte di via Nizza.
Dal foyer si accede al livello della corte di entrata via Reggio Emilia attraverso una scala-rampa, rivestita di basalto. L’entrata dalla rampa verso il foyer a livello – 4,50 è delimitata da una grande parete vetrata, composta da elementi fissi in altezza e da due porte girevoli in vetro trasparente le cui cornici sono in inox.
Sotto la rampa si accede al sottosuolo della galleria esistente. Vi sono collocati due locali : gli spogliatoi del personale, uomini e donne, e un grande locale di servizio.
Dalla corte di via Reggio Emilia, una rampa, parallela alla precedente, da accesso alla terrazza del museo. Il trattamento del parapetto di questa rampa in maglia inox riscende per rivestire la parete laterale della rampa di accesso al museo.
Dal foyer, si accede al livello 0,00 attraverso una grande scale e due ascensori panoramici. L’art café, una seconda sala espositiva, la sala lettura e le passerelle del foyer sono anch’essi accessibili dall’interno del museo.
Le strutture delle scale e delle passerelle sono metalliche, con dei gradini in alluminio estruso; i parapetti sono in vetro, con un corrimano in inox. Le passerelle attraversano il foyer e si allungano verso la grande sala espositiva all’interno. Esse permettono dei percorsi multipli tra gli spazi interni ma anche tra l’interno e la terrazza situata nel livello superiore.
La sala espositiva del livello 0,00 è trattata in maniera diversa da quella del livello –4,50.
Di un’altezza minore, approssimativamente di 4m, una parte contenuta nell’edificio esistente, con una lettura di travi e pilastri in acciaio e una parte nuova in estensione nel foyer al fine di collegare una sala della galleria esistente al livello 0.00. È quindi una sala dai volumi ibridi che permette la variazione delle installazioni all’interno.
La pavimentazione è in legno grezzo, oleato e imbiancato artificialmente, i cui listoni sono larghi 20 cm e hanno una lunghezza variabile dai 160 ai 200 cm.
I muri sono anche qui, come nell’altra sala espositiva, raddoppiati con un rivestimento in legno verniciato bianco, e il soffitto dipinto in nero con apparenti le strutture e le intercapedini che lo attraversano.
Questa sala, alla quale il pubblico può accedere attraverso due porte girevoli in vetro, cornice e maglia entrambe in inox, può essere completamente oscurito in caso di necessità espositive.
Un’uscita di sicurezza permette di accedere direttamente verso la corte di via Nizza.
Un montacarichi di una capienza di 800 kg permette di collegare, dalla corte di via Nizza, la sala espositiva e l’Art Café a questo livello oltre che il ristorante al piano superiore, al livello + 4,70.
Situato all’angolo di via Nizza e via Cagliari, l’Art Café è decisamente aperto sulla strada ; volume di vetro che assicura l’angolo dell’edificio, sembra galleggiare sull’entrata del museo.
Sospeso alle due travi che formano l’angolo della terrazza, il soffitto tiene i tiranti in vetro della facciata realizzata in semplici vetrate VEC di grande dimensione (150x600cm). Una trama in acciaio inserita nel vetro laminato permette di filtrare la luce all’interno dell’art café. Un sistema di ventilazione, sul bordo delle vetrate, permette di evitare la condensazione sui vetri.
Nella parte alta e bassa della facciata vetrata, un raccordo orizzontale in soletta di vetro aumenta l’impressione di leggerezza del blocco di vetro dell’Art Café. Nella parte alta, il prolungamento delle facciate di vetro funge da parapetto per la terrazza, sia sopra l’art café che sull’intera facciata di via Cagliari.
L’entrata del café avviene attraverso il mezzanino del foyer ma anche attraverso la scale di accesso alla terrazza dalla strada che si trova all’entrata del museo, lungo la facciata conservata di via Cagliari.
L’art cafè è trattato con una pavimentazione in resina. Con un lungo mobile che porta all’accesso del servizio, esso contiene una serie di tavoli in alluminio e plexiglas che includono un punto luce specifico « Ma lampe » oltre alla luce generale.
Il livello 0.00 è attrezzato con servizi igienici il cui trattamento interno è simile a quello dei servizi igienici del–4,50, pannelli di fogli in acciaio. Il lavandino, più piccolo, è disegnato dall’architetto sullo stesso principio di quelli del livello -4,50 ; tramezzi in vetro, curve di livello nella parte superiore per l’acqua, il sapone e l’aria oltre che un punto luce bianco/rosso specifico.
Per l’Art Café sono previsti dei servizi igienici per il personale e dei locali di deposito, collegati direttamente all’accesso di servizio attraverso il montacarichi dalla corte di via Nizza.
L’ultimo livello del museo, +4,70, è quello del ristorante, dell’area educativa, dello studio degli artisti e della terrazza.
La terrazza che corrisponde all’insieme della copertura del museo è accessibile in varie maniere:
- Una rampa-scala dalla corte di via Reggio Emilia, ricoperta di pietra di basalto.
- La scala dalla strada all’angolo di via Nizza via Cagliari, anch’essa rivestita di basalto, illuminata dalla vetrata sopra la facciata di via Cagliari.
- La passerella dalla sala espositiva del livello –4,50, attraverso una porta in vetro nella vetrata.
- Gli ascensori panoramici dal foyer, con l’edicola in vetro che serve da protezione degli ascensori.
- Dal ristorante e l’area educativa.
- Dal primo piano della galleria esistente
L’insieme della terrazza è ricoperto di basalto e il trattamento di questo varia:
- dimensione delle pietre variabile di 75x75cm o 150x75cm,
- trattamenti variabili : levigato, scanalato, fiammato, bocciardato… antiscivolo nelle parti inclinate
- ghiaia di basalto su alcune zone orizzontali.
Lungo la facciata di via Cagliari, una striscia vegetale piantata con erbe alte limita la terrazza lungo i parapetti vetrati.
Altrove, gli altri parapetti, realizzati interamente in maglia in acciaio, non solo garantiscono la protezione, ma permettono anche la seduta nelle parti piegate e nelle pendenze date alla maglia
Sulla terrazza, due elementi vetrati importanti, la fontana e la vetrata.
La vetrata, per la sua geometria sfaccettata, permette di collegare le parti alta e bassa della terrazza,filtrando la luce verso il foyer e la sala espositiva.
Realizzata in vetro incollato, la vetrata è supportata da delle travi tiranti in vetro. Il raccordo basso della vetrata è realizzato quando il pavimento forma il canaletto per lo smaltimento delle acque di scolo, la parte alta è collegata al suolo da una cerniera metallica. Davanti le porte a battenti della passerella e della scala, una griglia di pavimento permette la continuità della pavimentazione.
Questa vetrata è attraversata da due scale rivestite in pietra di basalto, una delle due è inoltre attrezzata con un ascensore per motolesi.
L’altro elemento vetrato è la fontana. Una scatola di vetro, di circa 400m2 di superficie, che emerge dal pavimento della terrazza e inclinata, ricoperta di una pellicola d’acqua che scorre continuamente.
La struttura della fontana è identica a quella della vetrata; travi in vetro, semplice vetro incollato con pellicola PVB più trama metallica. Tutti i lati della scatola sono vetrati. Nella parte bassa del vetro, intorno alla fontana, un canale di scolo e una griglia permettono il recupero delle acque.
Il ristorante e l’area educativa si aprono ampiamente sulla terrazza con delle grandi porte scorrevoli a soffietto, con una cornice metallica. Anche qui, il semplice vetro contiene una trama in acciaio, ma ora la densità è variabilmente sfumata.
L’area educativa è su due livelli collegati da due scale, uno in cemento, ricoperto in resina, il secondo metallico all’interno dello spazio con dei gradini in alluminio estruso. I due livelli sono attrezzati con servizi igienici e locali di servizio.
Sulla terrazza, il ristorante. Lo spazio qui è lasciato relativamente grezzo, le strutture in cemento e metalliche estistenti sono apparenti e rinforzate con delle travi metalliche.
Un volume occupa lo spazio, quello dei servizi igienici, interamente in acciaio, e la parete che si apre sul ristorante permette il deposito e la presentazione delle bottiglie di vino.
I servizi igienici, il cui trattamento è simile a quello dei servizi igienici del livello –4,50, pannelli di fogli in acciaio. Il lavandino, più piccolo, è disegnato dall’architetto sullo stesso principio di quelli del livello –4,50 ; tramezzi in vetro, curve di livello nella parte superiore per l’acqua, il sapone e l’aria, oltre che un punto luce bianco/rosso specifico.
Il bar del ristorante è interamente in vetro, una parte di esso è scorrevole e può quindi essere installata sulla terrazza. Arrivi ed evacuazioni di acqua, oltre che un’alimentazione elettrica incastrata nel pavimento della terrazza, permetteranno il suo funzionamento.
Dietro il bar, un tramezzo vetrato a piena altezza si apre sulla cucina e il deposito dei prodotti. La cucina è anch’essa aperta sulla terrazza tramite delle grandi porte a soffietto vetrate, identiche a quelle del ristorante.
L’insieme, cucina e ristorante, è rivestito con pavimentazione di resina, i muri sono pitturati bianchi.
I tavoli sono identici a quelli dell’art café.
Un sistema di 80 javelots luminosi sono sospesi alla struttura della copertura e completano i punti luce specifici dei tavoli. Questi javelots si ritrovano anche sulla terrazza del ristorante come arredo urbano. Sono attaccati a una struttura, una sorta di « Calder » che rende i javelots mobili al vento.
Al livello 4,70, due studio per artisti sono accessibili dalla corte di via Nizza o dal livello della terrazza attraverso l’area educativa. Questi due studio, lunghi e stretti, sono su due livelli (primo livello per studio, secondo livello per uffico), collegati da una scala metallica i cui gradini sono in alluminio estruso e i parapetti in acciaio verniciato. Un studio e accessibile per i disabili attraverso una piattaforma elevatrice, che serve anche per l’accessibilità del secondo livello dell’area educativa. Gli studio sono attrezzati con un bagno (ricoperto in ceramica nera), una cucina attrezzata, un soggiorno e una camera in mezzanino. La loro pavimentazione è in resina a tinta viva.
L’accesso del livello 4,70 si ha tra l’altro dalla corte di via Nizza, che rende il ristorante, gli studio degli artisti e il bookshop indipendenti dalle aperture del museo.
Questa corte, pensata come spazio dinamico a cielo aperto è aperta sulla strada attraverso la facciata esistente di via Nizza. La scala è composta su una struttura metallica i cui gradini sono in alluminio estruso e i parapetti in acciaio laccato. Le porte di accesso dei diversi livelli sono poste incavate rispetto alla facciata.
La pavimentazione della corte è trattata in pietra di basalto, in continuità con il marciapiede di via Nizza.
Tutti i muri della corte sono intonaci bianchi, e un’illuminazione dalle luci vive e variabili potrà dare effetti luminosi diversi.
ACCESSIBILITA’ DELLE PERSONE A MOBILITA’ RIDOTTA
Nella sua interezza l’edificio è accessibile a tutti i visitatori.
L’ingresso da via Nizza è senza barriere fino al foyer, l’ascensore permette di accedere ad ogni piano.
Il giorno, durante l’apertura del museo, le persone a mobilità ridotta possono accedere dall’entrata di Via Nizza. Il tragitto, dalla strada al foyer, è senza barriere: due ascensori servono tutti i piani, inclusa la terrazza del tetto. Allo stesso modo, il ristorante e lo spazio educativo sono accessibili dalla terrazza tramite gli ascensori.
Dal parcheggio, la cui entrata è su Via Cagliari, gli ascensori permettono l’accesso al foyer, da cui sono raggiungibili gli altri piani. In caso di blocco di uno dei due ascensori per cause tecniche, il secondo garantisce l’accesso.
La sera, o durante gli orari di chiusura del museo, due posti di sosta esterni su Via Cagliari sono riservati e permettono di accedere, costeggiando il museo lungo la Via Nizza, agli ascensori della corte che servono il ristorante.
Nel caso in cui delle persone a mobilità ridotta abbiano difficoltà a raggiungere queste diverse entrate, di giorno, un campanello posto nel parcheggio, permetterà di chiamare l’ufficio informazioni del foyer, per effettuare la guida accompagnata della persona a partire dal parcheggio.
Di sera, o quando il museo sarà chiuso, l’accesso al ristorante puo’ essere ugualmente assistito da accompagnatore grazie ad un sistema di chiamata che collega il ristorante al parcheggio o alla corte di Via Nizza.
I diversi livelli della terazza sono in generale accessibili grazie ad una successione di piani orizzontali od inclinati, la cui pendenza non supera l’8%, su delle lunghezze di massimo 10 metri. La parte piu’ alta della terrazza é accessibile tramite due scale, di cui una è raddoppiata con una servoscala che permette l’accesso alle persone a mobilità ridotta.
Gli studio’ degli artisti sono riservati agli artisti invitati dal Museo per delle durate molto brevi, (primo livello per il studio, secondo livello per uffico), collegati da una scala metallica. Un studio e accessibile per artista a mobilità ridotta attraverso una piattaforma elevatrice, che serve anche per l’accessibilità del secondo livello dell’area educativa.
Nel caso di artista a mobilità ridotta, uno degli alloggi è stato predisposto ad accoglierlo ( toilette, larghezza passaggi). Si potrà accedere a questo spazio utilizzando gli ascensori del foyer e attraversando, al livello +4.70, lo spazio dell’area educativa. Durante la notte un guardiano, situato all’ingresso di Via Reggio Emilia, accompagnerà la persona all’atelier, facendo lo stesso percorso.
Alla quota 0.00, nell’area del foyer, le passerelle sono disegnate con una lerghezza di 1.60 metri, per consentire il doppio passaggio delle sedie a ruote; le pendenze previste sono sempre mantenute all’ 8%. In corrispondenza della sala espositiva, la passerella per il primo tratto sarà accessibile alle persone a mobilità ridotta: la larghezza è di 1.60 metri, la pendenza è dell’ 8%, e il primo pianerettolo ha la larghezza necessaria a consentire ad una sedia a ruote di effettuare l’inversione di direzione; da questo punto infatti la pendenza si accentua, fino a conquistare il livello della terrazza.
La corte della galleria esistente è accessibile senza ostacoli da Via Reggio Emilia. Tuttavia l’ingresso al foyer da questa si effettua attraverso una serie di rampe e di gradoni. Le persone a mobilità ridotta che usano questo ingresso, devono servirsi degli ascensori della galleria esistente, scendere accompagnati al livello –5.00 e accedere al foyer, attraverso spazi normalmente non accessibili.
Uno spazio del guardaroba dei visitatori è destinato ad accogliere le carrozzelle per I visitatori a mobilità ridotta (due carrozzelle elettriche e due carrozzelle a rotelle).
Durante gli orari di chiusura del museo, il ristorante del livello +4.70 resterà accessibile grazie all’uso riservato del montacarichi , installato nella corte di Via Nizza.
Ad ogni livello sono attrezzati dei sanitari speciali usufruibili dai visitatori disabili.