La struttura raggiunge 11 piani di altezza ed ospita 23 appartamenti, cinque case unifamiliari a schiera e tre attici.
40 Bond è ispirato ai tipici edifici in ghisa del centro newyorkese, ex complessi industriali oggi trasformati in moderni loft spesso adibiti a studi per artisti. I progettisti svizzeri ne riproducono la forma ricurva delle facciate, proponendo tuttavia il vetro in luogo della ghisa: la griglia portante si compone di enormi colonne in cemento rivestite in vetro dalla sfumatura verdastra la cui forma arrotondata conferisce alla facciata un effetto avvolgente.
“Gli edifici in ghisa – spiega Jacques Herzog – sono ciò di cui tutti si innamorano quando visitano New York. Scrivono gran parte delle pagine che raccontano la storia della città, e sono tra gli elementi che hanno reso eccezionale l’architettura newyorkese prima dell’avvento del modernismo. Intendiamo utilizzare forme e materiali già noti in modo inconsueto al fine di renderli nuovamente vivi”.
Brillando alla luce della luna e del sole, i singolari parapetti vetrati della facciata offrono inoltre un delicato gioco di luce.
Concepita in netto contrasto con la griglia vetrata è la cancellata in alluminio pressofuso la cui esuberante geometria ricorda i disegni di Gaudì. Lunga circa 43 metri ed alta quasi 7, la scultorea cancellata è in realtà ispirata ai graffiti appartenenti alla cultura urbana contemporanea.
“Volevamo creare qualcosa di solido, ruvido e caotico…- spiegano gli autori del progetto – così abbiamo iniziato a fare esperimenti con i graffiti delle strade newyorkesi, che sono diventati il punto di partenza del nostro progetto”.
I progettisti svizzeri hanno proposto lo stesso pattern anche sui pannelli in acciaio che incorniciano l’ingresso dell’edificio, e su quelli in legno e Corian che rivestono le pareti della stretta lobby.