Il progetto, partendo da un’esigenza pratica, quale l’accresciuta richiesta di spazio da parte della comunità parrocchiale per una adeguata celebrazione delle funzioni religiose, si sviluppa come forma di riflessione e rielaborazione degli aspetti più significativi, del rapporto che intercorre fra il costruito e gli spazi aperti della campagna veneta. A quest’ultimi viene assegnato un compito primario nella ricerca di una soluzione architettonica che integri il costruito alla natura circostante. L’intento è quello di invertire la tendenza a considerare lo spazio esterno verde come risulta, privo di validità organizzative. II modello che si è seguito per l’organizzazione degli spazi è sostanzialmente quello degli edifici rurali della campagna jesolana. Gli edifici rustici sono costituiti da due unità distinte, ma strettamente affiancate l’una all’altra: l’edificio residenziale e quello agricolo. I referenti sono per il primo la strada urbana e per il secondo la campagna retrostante di pertinenze.