Il parco, ciò che contiene, non lo copre con la vegetazione, lo protegge.
Le rovine sono il cuore del parco, ciò che è stato fatto è stato aggiungere ad esso l’opera rappresentativa e conservatrice della sacralità del luogo.
Dalla strada non la si vede o meglio non la si nota; l’essenza della nuova opera costringe chi guarda a farsi affascinare da una sorta di invisibilità.
E’ in acciaio e vetro; la sua estetica e leggerezza non offre spettacolo, ingloba le rovine della scuola e su di esse è lieve e minimalista ma è comunque presente.