Il Museo del legno venne eretto per celebrare la Festa Nazionale dell’albero, festa che è una tradizione da ben 45 anni istituita dall’imperatore quasi per commemorare le distruzioni degli alberi, durante la seconda guerra mondiale, delle foreste giapponesi. Il museo sorge in un luogo isolato e solitario, quasi al centro della foresta di Mikata-gun, nella prefettura di Hyogo, in un sito naturalistico a circa tre ore da Osaka.
La costruzione di questo museo è, quindi, quasi un ringraziamento per l’imponente opera di ricostruzione delle risorse arboree, di cui il Giappone va fiero. Inoltre la sua completa costruzione di legno è una conferma dell’adorazione dei giapponesi verso questo materiale naturale che è stato il fondamento, nella tradizione costruttiva più antica, dell’architettura.
Tadao Ando per la progettazione del museo si rifà al Padiglione dell’esposizione di Siviglia, utilizzando gli stessi materiali e gli stessi sistemi costruttivi. La struttura si presenta come un tronco di cono, dal diametro di 46m, con al centro uno spazio cavo circolare largo 22m. In fondo a questo vano cavo è situata una vasca d’acqua, sopra di cui c’ è una passerella in cemento armato che conduce all’interno del museo. Attraversato totalmente il museo si giunge nella foresta, verso una piattaforma d’osservazione e un piccolo padiglione cubico, distante circa 200m. In questo laghetto al centro dell’edificio simbolicamente il cielo e l’acqua s’incontrano.
L’anello che circonda la corte centrale è una spazio espositivo, chiuso e segnato da pilastri di legno, alti 18m, fino alla struttura complessa il tetto. Quest’ultimo presenta dei lucernai da cui la luce filtrando crea una diffusa penombra all’interno del museo. Parte della zona espositiva ha una mostra fissa sulla cultura del legno e della foresta.
Il visitatore vive, quindi, un’esperienza didattica ma anche partecipata, perché all’interno osserva le esposizioni, mentre all’esterno ha la possibilità di osservare gli elementi naturali del luogo e il paesaggio circostante, vivendo il tutto dentro la realtà dei temi trattati.
La funzione dell’edificio è quasi quella di un tempio, di un luogo di raccoglimento e d’osservazione intensa, in cui la relazione tra edificio e paesaggio, tra ciò che è artificiale, ciò che l’uomo costruisce e ciò che è naturale, ciò che vive da sempre nell’immaginario collettivo dell’idea di natura, mediante la capacità compositiva d’Ando, acquisisce un valore atemporale, che è proprio dei luoghi sacrali. Presupposto del progetto è, quindi, quello di salvaguardare la foresta circostante, evitando di tagliare gli alberi e ponendovi al centro il “tempio-museo”.
Autore: Francesca Riso
Bibliografia:
- Tadao Ando. Le opere, gli scritti, la critica - F. Dal Co - Edizioni Electa 1994
- Tadao Ando - P. Jodidio – Edizioni Taschen 1997
- Tadao Ando - M. Fukuyama - Edizioni Zanichelli 1997