Con la sua apertura nel luglio 2001 la cappella ”St. Maria der Engelen” (Santa Maria degli Angeli) del cimitero cattolico ”St. Lawrence” (San Lorenzo) di Rotterdam si è presentata al pubblico come un'attenta composizione, realizzata da Francine Houben, di influenze storiche e moderno linguaggio delle forme.
Francine Houben ha fondato nel 1984 con Henk Döll, Chris de Weljer e Eric van Egeraat – che ha lasciato il gruppo nel 1995 – lo studio ”Mecanoo Architecten” a Delft. Fra i suoi lavori si annoverano grandi progetti come il complesso residenziale Herdenkingsplein a Maastricht (1990-92), la biblioteca dell'Università Tecnica di Delft (1993-98) o il ”National Heritage Museum” di Arnheim, inaugurato nel 2000 e insignito del premio TECU® Award 2000. Caratteristica dell'opera degli appartenenti al gruppo
"Mecanoo" è la ricchezza d'idee a livello formale ed il linguaggio dei materiali sorprendentemente inserito nel contesto.
Il cimitero cattolico ”St. Lawrence” è stato progettato dall'olandese H.J. van der Brink ed è stato inaugurato nel 1865. Come in un ”camposanto”, ovvero proprio come in un cimitero italiano, la cappella si trova al centro della struttura, quale fulcro di una disposizione a stella delle vie che collegano fra loro le tombe.
La cappella di Van der Brink in stile neo-gotico ha finito per soccombere, date le cattive condizioni del suolo su poggiavano le fondamenta. Nel 1963 la vecchia costruzione è stata sostituita con una nuova. In forma di una sfera avvolta in un manto di rame, la nuova cappella è stata eretta sulle volte di quella originaria. Quando le vecchie volte non sono più state in grado di sorreggere neppure questo carico, Francine Houben ed il gruppo ”Mecanoo Architecten” hanno ricevuto nel 1998 l'incarico di realizzare qui quella che era, nel loro immaginario architettonico,"la cappella".
In un viaggio di tre giorni a Venezia, effettuato insieme allo storico d'arte Jan van Adrichem, sono andati alla scoperta di chiese e cappelle, hanno studiato piante e si sono lasciati ispirare da costruzioni delle più diverse epoche. Intorno a ”Campo San Giovanni e Paolo” – un luogo dove un tempo venivano sepolte le maggiori personalità della politica veneziana e che oggi si trova al di fuori dei percorsi turistici generalmente noti – l'architetto Houben ha scoperto interni, ripresi e riconoscibili nelle realizzazioni dei suoi successivi progetti: uno spazio dal carattere ”fluente”, creato con ornamenti dal colore blu intenso all'altezza del soffitto, nella chiesa gesuita barocca di ”Santa Maria Assunta”, nonchè la quiete interiore emanata da ”Santa Maria dei Miracoli”, una chiesa eretta da Pietro Lombardi nel XV secolo e dall'elegante semplicità.
Con l'imponente tetto, la vista dorata della parte sottostante del soffitto e la "movimentata" parete con il suo andamento ondulato, la nuova cappella di Rotterdam mostra sensuali elementi barocchi. L'intimo vano interno è caratterizzato da un'aura di sobrietà e meditativo silenzio. Il muro maestro in pietra dell'antica cappella neo-gotica costituisce il podio per la nuova costruzione – leggibile in un certo qual modo come ”impronta del piede”.
Il percorso della comunità in lutto porta in un movimento continuo attraverso il fluente spazio della cappella. La cerimonia di benedizione, grazie alla dinamica strutturazione dello spazio, viene ad avere una cornice, che nella sua ”non limitatezza”, rispecchia con espressività la concezione di vita e morte secondo la dottrina cristiana.
Le pareti interne risplendono di un blu intenso - come quello degli abiti della Vergine Maria e la tonalità usata in molti dipinti del Rinascimento. Con le scritte plurilingui dei passaggi tratti dalla liturgia delle esequie, la pareti rispecchiano la multi-culturalità di Rotterdam. Il tetto della cappella si libra, a mo' di un foglio di carta curvato, come dorata superficie continua, sopra l'interno. Due superficie pressoché tonde, ricoperte in pietra, all'interno del pavimento in cemento, evidenziano la posizione del sacerdote e quella della comunità degli astanti. Un'apertura nel manto di copertura del tetto illumina con un fascio di luce naturale l'altare realizzato in calcestruzzo levigato.
Nel mezzo dei muri maestri neo-barocchi, la nuova cappella del cimitero, con la sua meravigliosa veste in TECU® Zinn, appare come un prezioso
gioiello. Francine Houben dello studio ”Mecanoo Architecten” è riuscita con sensibilità a dare vita ad una magnifica reinterpretazione di questo luogo di meditazione.
Le pareti, rivestite con copertura in orizzontale, realizzata con nastri in rame del marchio TECU® Zinn collegati fra loro senza aggraffature, paiono, con la loro superficie lucida color grigio chiaro – interrotta tra pavimento e soffitto da una vetratura alta 70 cm sull'intero perimetro – librarsi nello spazio. KME con il proprio prodotto TECU® Zinn offre all'architetto una delle molte possibilità di realizzare con i prodotti TECU® particolari concetti cromatici.
TECU® Zinn è rame stagnato su entrambi i lati. Come il rame anche lo stagno gode di una straordinaria resistenza agli agenti atmosferici, le proprietà dei due materiali si completano pertanto a vicenda in modo eccellente. La straordinaria combinazione di materiali fa di TECU® Zinn un materiale compatibile con l'ambiente e dall'estrema durata di vita. La superficie in stagno subisce trasformazioni con il trascorrere del tempo: assume una calda tonalità grigio opaco, in perfetta armonia con gli altri materiali di costruzione.