Chiesa della Luce, Ibaraki, Osaka, Giappone, 1987-‘89
Tadao Ando
Il primo impatto in seguito all’inizio dei traffici commerciali nel 1968 con l’Occidente fu il rapido passaggio da società feudale e patriarcale a società moderna, costringendo il popolo giapponese a adattamenti istantanei. E’ nato, di conseguenza, un codice che si basa sulle regole dell’Antico Oriente mediate da quelle del Nuovo Mondo, creando un’unica normativa in cui coesiste la tradizione e la modernità. E’ dal 1920 che comincia a delinearsi quell’architettura giapponese che integra le tradizioni costruttive locali con le regole dell’avanguardia moderna. La scoperta da parte d’architetti europei del mondo giapponese se da un lato verte solo verso i templi shintoisti, i giardini zen o le case del tè giapponesi, dall’altro verte verso quegli architetti che hanno basato tutta la loro architettura studiando i maestri europei del Movimento Moderno.
Tadao Ando, uno dei massimi esponenti dell’architettura contemporanea giapponese, mira proprio ad una perfetta compenetrazione tra la dimensione artificiale e quella naturale.
La chiesa della Luce, costruita tra il 1988 e il 1989 ad Ibaraki, si presenta come un volume rettangolare chiuso, sezionato da un muro inclinato a 15 gradi che lo taglia. Quest’ultimo separa la zona d’ingresso da quella della cappella. Il muro sul retro presenta un’incisione a forma di croce attraverso cui penetra la luce creando zone di penombra dirette. All’interno della chiesa domina l’oscurità, proprio perché come afferma lo stesso Ando “alla luce è necessario si accompagni l’oscurità per poter risplendere e dimostrare il proprio potere”, e continuando “in quest’oscurità galleggia una croce di luce isolata e non vi è altro. La luce esterna che è stata manipolata architettonicamente e resa astratta dalle aperture inserite nella muratura introduce tensione nello spazio e lo sacralizza”. La croce di luce sul pavimento che varia al variare delle ore del giorno segna il rapporto dell’uomo con la natura.
Caratteristica principale dell’architettura d’Ando è l’utilizzo d’elementi naturali, infatti, le panche sono realizzate con il legno proveniente dalle impalcature, usate durante la costruzione; Ando fu spinto forse ad utilizzare questo legno forse anche per tagliare le spese. Convinzione d’Ando è che in ogni modo materiali come il legno o il cemento, usato qui per le pareti, servano a percepire la qualità dell’architettura.
(Autore: Francesca Riso)
Bibliografia:
- Tadao Ando. Le opere, gli scritti, la critica - F. Dal Co - Edizioni Electa 1994
- Tadao Ando - P. Jodidio – Edizioni Taschen 1997
- Tadao Ando - M. Fukuyama - Edizioni Zanichelli 1997