La nuova sede Bentini entra nella comunità della città di Faenza, divenendo un punto di qualità architettonica e allo stesso tempo si integra e dialoga con la campagna e alle sue colline. Un progetto che si distingue per la sua linearità. Due edifici paralleli, uno destinato agli uffici, l’atro all’archivio, al magazzino, ai servizi.
Tra essi uno spazio ombreggiato verde destinato al parcheggio ma anche con funzione di piazza interna.
Il paesaggio entra con forza nello spazio costruito. Lo fa con un piano terra trasparente che annulla la separazione interno-esterno, con un giardino pensile di 300 mq all’ultimo piano che si affaccia sulle colline, con i molti elementi trasparenti e con grandi aperture sull’esterno che non delimitano lo sguardo.
L’edificio destinato agli uffici è costituito da un volume unitario e lineare arretrato rispetto al fronte stradale ed è stato progettato con standard qualitativi elevati, che uniscono alla grande flessibilità degli spazi interni un disegno di pianta semplice e ben organizzato sui vari livelli. Il giardino pensile è uno spazio utilizzabile per eventi e convegni, dando l’occasione di vivere lo spazio dell’azienda che si apre alla città che la ospita.
Il fronte sul lato della strada conferisce un carattere distintivo e unico all’edificio, ed è realizzato sovrapponendo alla vetrata continua degli uffici una struttura a griglia modulare di filtri solari orientati, che ripartisce la facciata in vani rettangolari di varie dimensioni.
Questa soluzione compositiva rende la percezione dell’edificio un’esperienza continua di mutamento a seconda della posizione rispetto alla facciata e alla luce che durante il giorno la illumina, modellando con le ombre i volumi, e allo stesso tempo regala una sequenza di visuali dinamiche e cangianti della vita lavorativa interna.
Il lato posteriore dell’edificio è progettato per mantenere una continuità visuale forte con la campagna circostante attraverso una facciata totalmente vetrata. Le due facciate sono diverse tra loro ma caratterizzate entrambe dalla volontà di apertura all’esterno attraverso la trasparenza, schermata sul lato verso la strada e aperta al paesaggio della campagna sul lato opposto.