Il progetto si pone come obiettivo la declinazione di un ristorante di nuova generazione in un shopping mall. La cucina di Eat’s porta i sapori e gli odori della cucina tradizionale con creative rivisitazioni contemporanee con prodotti freschissimi e di qualità che vengono direttamente dai banchi del suo food store. Il concept trae spunto da questa idea di contaminazione tra il ristorante e il mercato e vuole rendere palpabile, in un moderno shopping center, la suggestione di trovarsi in un “mercato” dove può scegliere gli ingredienti che saranno poi preparati nella cucina del ristorante. Per questo motivo lo spazio del ristorante si snoda attorno al foro centrale, fulcro della composizione, che riesce ad invitare i clienti ad entrare nella suggestione, a suggerire una insolita compenetrazione tra ristorante e mercato La disposizione dei tavoli, in particolare, è stata studiata appositamente per rendere godibile al cliente del ristorante, la vivacità del market al piano sottostante e invitarlo a proseguire il suo percorso culinario all’interno di questo ultimo per acquistare i prodotti freschi che ha potuto consumare al tavolo. Il progetto ricerca una spazialità dai confini ambigui, permeabili allo sguardo, che lega visivamente il ristorante e lo spazio di vendita in una dimensione aperta che non nasconde nulla di un processo creativo come quello dell’esperienza gastronomica. A sottolineare questo legame nel vuoto tra i due piani è stata inserita una coreografica pioggia di luci che crea l’effetto di tante piccole candele racchiuse in bolle d’acqua galleggianti. Grazie alla consistenza “organica” del vetro fuso lavorato a mano e quindi imperfetto, la luce, dal centro della sfera, interagisce con le ammaccature, le imperfezioni e le bolle d’aria del vetro proiettando attorno a sé un intenso alone luminoso. Lo show-cooking (cucina) si snoda in isole funzionali che si succedono per fasi di lavorazione in un ambiente unico separato dalla sala da una quinta a tutta altezza fatta di legno acciaio e vetro la cui trasparenza incornicia la vista sulla creatività delle lavorazioni dei piatti e sull’alta tecnologia di un laboratorio professionale. La scelta dei materiali vuole sottolineare gli aspetti di naturalità, autenticità e tradizione tipici di contesti, appunto, della cucina tradizionale, senza rinunciare ad un design moderno e sofisticato. Essenzialità minimalismo costituiscono il fil rouge per un locale che vuole essere la perfetta alternativa alla fast-life milanese. I colori che predominano sono il grigio nelle sue gradazioni come sinonimo di raffinata eleganza, per i materiali spicca l’utilizzo dell’acciaio lucido per sottolineare l’alta tecnologia di un laboratorio professionale, così come l’ampio utilizzo di un materiale naturale come il rovere testurizzato con trattamento filosega, cerca di conferire all’ambiente quel tono di tradizionalità il tutto coerente con il concept che lo sostiene. Il distributivo che rafforza il concept di una ricerca di spazi che si compenetrano e che si legano visivamente come elementi necessari uno all’altro nell’esperienza gastronomica del fruitore. Nelle ore notturne, quando il market chiude, l’impatto visivo degli elementi d’arredo che lo compongono ancora più forte perché sottolineato dagli effetti creati dalla luce artificiale che proviene dalle strip led a creare così un’aurea di luce soffusa rafforzata dall’effetto delle luci scenografiche che formano una nuvola di luce sospesa tra i due piani.