Supervisione del progetto e dei lavori: arch. Alessandra Aires (Comune di Torino-Ufficio Urbanizzazioni)
La cortina edilizia si sviluppa lungo i limiti nord ed est dell’area oggetto di trasformazione, ma la sua continuità si interrompe liberando visuali fra i diversi blocchi edilizi, attraverso le quali si articola il sistema dei percorsi pedonali.
I due accessi pedonali principali, pavimentati in cubetti di porfido ricomposto e stabilizzato, strutturano le previsioni progettuali dell’area interessata dalle opere di urbanizzazione: l'asse preesistente, ma ridisegnato, che dalla via Cavagnolo conduce, con un percorso da nord a sud, alla strada privata lungo il perimetro meridionale dell’area, ed un asse che, dal parcheggio vicino alla via Ivrea, con orientamento pressoché est-ovest, attraversa l’area e raggiunge la nuova viabilità veicolare di contorno; in luogo baricentrico, alla loro intersezione, si apre la piazza centrale, pavimentata con grandi riquadri di calcestruzzo disattivato colorato delimitati da fasce di acciottolato. La piazza è intesa quale elemento di forte attrazione per gli abitanti del quartiere e, per questo, vi si affacciano delle gradinate a formare una piccola cavea, vi è un’area pavimentata in doghe di legno a costituire una pista per il ballo, e, soprattutto, sulla piazza sgorga una fontana a pareti inclinate con getti schiumogeni e zampilli dal suggestivo effetto scenografico; dalla fontana l’acqua sgorga e, attraverso una piccola cascata originata dalla differenza di quota dei piani di campagna, defluisce nel canale acciottolato dell’antica balera, lungo il vialetto dei salici che conduce, dalla piazza, al parterre delle erbe aromatiche e alla via Ivrea.
Intorno alla piazza, che diviene quindi il fulcro ripartitore delle differenti funzioni presenti nell’intervento, raccordate mediante ripe erbose di raccordo, si organizzano le aree tematiche che reinterpretano in modo urbano le caratteristiche del paesaggio agricolo.
A partire dal quadrante ovest, si trova l’area che maggiormente necessita d’esser protetta dal contesto urbano, sia per la prossimità con l’edificato con cui confina, sia per l’infelice composizione del muro di recinzione esistente, nonché per mitigare l’impatto dei parcheggi pubblici a raso, previsti lungo la viabilità veicolare di contorno: a tal fine è stata prevista la realizzazione di una quinta arborea tripla da realizzarsi su piani vegetazionali di differenti altezze, con la piantumazione a scalare dal più alto al più basso di populus nigra, carpinus betulus, prunus pissardii e viburnum, intervallati da tappezzante colorato (pervinca); tra il crescendo di arbusti e alberi scalati per forme, dimensioni, colori e periodi di fioritura, si articola il prato.
Dall’estremità nord della quinta arborea si accede, attraversando la sede stradale, all’area centrale mediante una rampa in porfido ricomposto che conduce al viale dei gelsi, realizzato in stabilizzato, che fiancheggia la bealera,
Procedendo invece in senso orario lungo l’anello stradale, si giunge dopo aver incontrato l’accesso principale all’area centrale, ad uno spazio, la piazzetta dei tavolini, realizzato su terreno assoggettato all’uso pubblico, dal quale si dipartono percorsi, realizzati in porfido ricomposto, che verso est conducono ai due frutteti (meli e ciliegi) posti ad una quota superiore, rispetto al percorso principale, per permettere la copertura dei parcheggi interrati; i frutteti sono raggiungibili con due brevi rampe, a pendenza adeguata alle normative per il superamento delle barriere architettoniche. Il muretto che forma la breve rampa e sostiene il terreno può anche essere usato come panchina ed è rivestito, come le gradonate della piazza e altri muretti, con piastrelle di ceramica frantumate a formare un suggestivo effetto luministico e materico molto particolare.
Ritornando all’accesso principale, un pergolato in profilati metallici smaltati a vivaci colori e ricoperto dai lunghi rami di bignonia rampicans, introduce all’area centrale verso la piazza. Al di là del pergolato, seguendo il percorso delle lancette dell’orologio, si formano delle raccolte aree di sosta, ombreggiate da creategus e rinfrescate dallo zampillare della fontana-bealera, alle quali si accede a mezzo di due ponticelli in legno che scavalcano la stessa bealera. Qui la sosta è organizzata con muretti di pietra a spacco su cui sono sistemati piani di seduta con doghe di legno impregnato.
Chiude il ventaglio del primo e più centrale anello del progetto una curiosità: la proposta di una coltivazione di erbe aromatiche (lavanda, timo, salvia e rosmarino) a disegnare strisce strette e lunghe, differentemente colorate e profumate, con un alternarsi cromatico e aromatico tale da costituire, per la vista e per l’olfatto, delle esperienze percettive particolari sotto la sollecitazione dei colpi di vento; riflettendo i colori dei fiori e degli steli e pervadendo di profumi l’atmosfera le piante creano occasioni anche didattiche di formazione e conoscenza con esperienze ormai rare nel panorama cittadino. Un tortuoso vialetto in stabilizzato e una intima piazzetta quadrata, pavimentata in ciottoli, si inoltrano tra le erbe e i profumi, tra i colori e i suoni della natura.
Una piazzetta posta a ridosso del parterre delle erbe odorose offre la particolarità di potersi sdraiare tra queste, grazie a vere e proprie chaise longues urbane, in tubolare di acciaio inox e doghe di legno impregnato. Lì accanto, protetta da una bassa recinzione colorata a tinte vivaci e, soprattutto, da una siepe costituita da piante fiorite (lillà, forsythie, ibischi, viburnum, falso gelsomino) si apre l’area riservata al gioco dei bimbi di età compresa tra uno e otto anni; numerosi giochi installati su aree pavimentate di gomma in getto colorata attrezzano l’area e sviluppano la socialità e il divertimento dei bambini, nelle due fascie da uno a quattro e da due a otto anni: la casetta degli uccelli con il galletto-banderuola, i giochi a molla…, l’ufo, il side-car, il tic-tac, l’altalena-girasole, il grande rimorchiatore, l’amaca, l’onda.
Alberi di media grandezza (populus nigra italica, carpinus betulus e prunus) costituiscono il boschetto che è posto a ridosso della piazzetta delle sdraio all’estremità sud dell’intervento, ed il piccolo filare (prunus) che scherma la casetta esistente sul lotto A2.
A completamento del progetto vi sono, verso est, alcune aree adibite ad un verde più usuale, costituito da parterre di prato (i pratoni), con l’utilizzo tuttavia, lungo i muri di confine, di siepi informali costituita da arbusti scalati per forme, dimensioni, colori e periodi di fioritura (viburnum, lilla e lonicera) ed ai lati del vialetto dei cespugli, previsto sul percorso di confine con l’area di pertinenza dell’edificato, l’inserimento di tappezzanti (lamium) da un lato e di arbusti (spiraea e cornus) dall’altro, che si sviluppano sulla fascia di acciottolato.
Il divertimento non manca, però, per i più grandi, infatti, in una piazzetta interna una serie di tubi di acciaio inox, collegati in maniera strana tra loro, permettono di scoprire nuove esperienze sonore e di socializzare. E’, ancora, presente un vero e proprio itinerario ginnico per l’attivazione motoria generale del corpo umano, composto di 10 attrezzi con relativi cartelli informativi, disposti all’interno dei grandi prati centrali.
A lato dei marciapiedi posti a ridosso dei parcheggi lungo la strada, è prevista una fascia di prato, delimitata verso le proprietà esterne al lotti di intervento, da una siepe informale (cornus, mahonia, hydrangea) e da tappezzanti (pervinca ).
In tutta l'area saranno collocati alcuni cestini portarifiuti cilindrici in acciaio e portabici ad arco in acciaio inox tipo "Città di Torino".
I materiali
La pavimentazione della piazza e di parte della viabilità interna principale sarà costituita da calcestruzzo disattivato colorato: esso consiste di un conglomerato cementizio addittivato con un coadiuvante multifunzionale colorato e trattato, dopo il getto, con un disattivante di superficie che svolge la funzione di rimuovere lo strato superficiale di cemento, portando alla vista l'inerte del colore desiderato. Per la piazza questo materiale è steso in grandi riquadri delimitati da fasce di ciottoli di fiume, della larghezza di circa 50 cm. L'acciottolato è anche disposto a formare le due aree di sosta con panchine in pietra, poste lungo la bealera; la struttura delle panchine avrà un basamento di muratura di pietrame rivestito con panchine di legno a doghe assemblate con elementi di acciaio inox, così da rispondere efficacemente, tra le altre richieste, alle necessarie esigenze di protezione dalle azioni vandaliche e di facile manutenzione.
I vialetti secondari saranno pavimentati in modo "naturale" con la stesa di uno stabilizzato di misto granulare di fiume con sovrastante misto granulare frantumato, mentre per gli altri viali sarà utilizzato il porfido ricomposto, di buona resa estetica e di ottima durabilità . Ancora, le sponde dei parterre al di sopra delle autorimesse private, potranno essere contenute da filari di mattoni a vista.
Per il ripristino del corso d'acqua della antica bealera e per assicurare la corretta funzionalità della fontana della piazza centrale si prevede la realizzazione di un impianto idraulico con ricircolo dotato di vasca di accumulo, filtraggio e pompaggio, oltre alla sistemazione di getti ornamentali con effetto a cascata, a colonna e schiumogeni.
Per la corretta manutenzione delle aree verdi si prevede la realizzazione di un impianto di irrigazione; questo dovrà garantire la bagnatura a pioggia per le aree a prato e la sub-irrigazione per le essenze arboree, quelle tappezzanti e le siepi, entrambi automatizzati.