Il ritorno della città all’Elba costituisce la visione centrale dell’attuale dibattito urbanistico ed architettonico ad Amburgo. La ristrutturazione dei magazzini generali cittadini in Großen Elbstraße 27 è in questo contesto l’incipit per la trasformazione in uno spazio del centro cittadino delle banchine abbandonate, ad ovest del mercato del pesce. Gli interventi edilizi conclusisi nel maggio 2001 sono stati eseguiti sotto la direzione degli studi anseatico-britannici Alsop & Störmer, i vincitori della gara d’appalto indetta nel 1994.
Gli architetti Jan Störmer e William Alsop collaborano da molti anni negli studi comuni con sede a Londra e ad Amburgo. La costruzione di quella che viene definita ”big blue”, cioè la sede del governo di Marsilia (1990 – 1996) è uno dei risultati più noti di questa riuscita collaborazione, un altro è la Peckham Library di Londra, inaugurata l’8 marzo 2000 e nello stesso anno premiata con lo Sterling Price. William Alsop ha inteso evidenziare nel suo progetto la comparsa, polo di grande attenzione, di questo nuovo centro mediatico nel quartiere di Peckham, con la scelta di un rivestimento per facciate in lastre di rame pre-patinato verde del marchio TECU® – un materiale che è stato ora impiegato anche nella ristrutturazione dei magazzini generali cittadini di Amburgo.
Jan Störmer ha già avuto modo di dare, con i suoi progetti chiari e densi di significato, che lasciano intuire una particolare sensibilità per materiali, forme, colori e luce, una propria impronta alla città anseatica. L’archivio statale, l’ala Schümann del Museum für Kunst und Gewerbe e il Side-Hotel - con la sua hall, alta trenta metri e la cui illuminazione è stata creata dal regista newyorkese Robert Wilson – sono imponenti esempi del suo lavoro.
Il porto, costruito nel 1724 e, per la sua originaria forma di fortificazione, denominato Holzhafen (Porto di legno), è servito un tempo come punto di trasbordo per pesce e granaglie. Creare un legame fra il fascino di questa antica struttura portuale e la concreta realtà dell’abitare e del lavorare, è stato lo stimolante compito, realizzato con successo, egli architetti che fanno capo a Jan Störmer. Con una riuscita sopraelevazione hanno modellato l’ensemble degli edifici, costituito dai resti di un antico mulino portuale ed un granaio, in un punto di riferimento del profilo portuale cittadino.
Un cubo in vetro a due piani si protrae quale nuovo accesso principale fra le due parti della costruzione. Il magazzino di deposito ospita al pianoterra un ristorante con grande terrazza prospicente l’acqua.
I cinque piani superiori si presentano come atelier. Un foyer a tre piani con ascensore, antistante la facciata nord, si affaccia sulla strada presentando il complesso alla città. In modo analogo ai tradizionali balconi di carico dei silo, sono stati montati davanti alla facciata balconi in acciaio blu vetrati. Il sopralzo a quattro piani, percepibile dall’esterno solo come un sistema di lamelle di vetro privo di intelaiatura, con 28 appartamenti, dall’elevato standard, si colloca a paro del bordo del cornicione delle vecchie mura rosse dei depositi. La facciata ovest ed il nucleo d’ingresso a nord sono rivestiti con un sistema per facciate in lastre di rame TECU®-Patina, nella forma di copertura orizzontale ad aggraffatura doppia. Il materiale, con la sua classicità in versione moderna, fonde qui - sotto forma di elemento verde patinato alto quanto l’edificio - il vecchio deposito e il nuovo sopralzo in vetro in un’omogenea unità.
Al vecchio silo sono stati ”applicati” sul lato sud, su nove piani, dei lofts, lo spazio restante funge da parcheggio sopraelevato per 134 veicoli disposto su 17 livelli, accessibile tramite un sistema di parcheggio meccanico. Un nuovo tetto a due falde, alto 12 metri interpreta un timpano, sul lato verso l’acqua, di cui si trova notizia nella documentazione storica. La superficie del tetto, pure realizzato con lastre in rame TECU-Patina®, nella forma di copertura ad aggraffatura doppia, crea per forma e materiali un nesso con gli edifici della cittadella dei magazzini generali di Amburgo. Classica nelle geometrie e nei colori, diviene, per la sua struttura ”patchwork” di superfici chiuse e vetrate ed il suo sviluppo rigidamente prismatico, un elemento di moderna architettura.
La futura diversificata utenza dell’edificio riveduto dall’architetto Jan Störmer risponde sia al suo utilizzo storico quale luogo di abitazione, di deposito e di lavoro, sia ad una tipologia architettonica urbana.
Nella forma e nella materialità, i nuovi magazzini generali cittadini costituiscono, quale vivace punto di riferimento verde patina nel profilo cittadino, uno stimolo, per le più antiche strutture portuali di Amburgo, a riappropriarsi della propria identità.