Area verde
Sia per la condizione orografica pianeggiante, sia per la presenza di falde freatiche superficiali, Pian di Massiano è da sempre un’area verde, utilizzata dapprima per attività agricole, quindi per attività vivaistiche e, infine, per attività sportive. L’originaria condizione rurale, seppure ormai labile, affiora puntualmente ed è testimoniata dalla presenza di molte alberature secolari, qualificate da una forte valenza paesaggistica, dalla persistenza di alcune aziende zootecniche, ereditate dalle cerealicolture estensive, e dalla giacitura dell’ex Centro Tori, orientato in direzione nord-sud a differenza del rettifilo della strada nazionale Cortonese.
Vocazione futuribile
Nel progetto presentato nel 1931 da Alfio Susini in occasione del concorso per il Piano Regolatore Generale, l’ansa ferroviaria di Pian di Massiano era dedicata all’insediamento di un grande aeroporto. L’ipotesi è rimasta disattesa, ma la vocazione futuribile assegnata alla parte bassa di Perugia è oggi confermata dalla realizzazione del terminal del Minimetrò disegnato da Jean Nouvel.
PortaNova
In virtù del ruolo di area d’interscambio assunto a seguito dell’attivazione della nuova infrastruttura trasportistica, Pian di Massiano rappresenta una vera e propria PortaNova per quanti, in un futuro ormai prossimo, raggiungeranno Perugia con le automobili private piuttosto che con gli autobus turistici. Non a caso la sua tradizionale eterogeneità figurativa (laddove smisurate aree bitumate, intervallate da appezzamenti agricoli residuali, connettono mastodontiche attrezzature sportive a minute strutture ambulanti) tradisce di per sé l’assenza di un’adeguata rappresentatività.
Attacco alla pianura
Sin dalla Variante al Piano Regolatore Generale del 1962, Pian di Massiano ha rappresentato per Perugia una riserva ambientale preziosa, che ha svolto un ruolo decisivo nell’ambito dell’organizzazione urbana, saldando e al contempo separando il nucleo centrale dai quartieri satellite sorti verso il lago Trasimeno. Tuttavia, negli ultimi anni, le istanze edificatorie di una comunità che non ha mai rinunciato a crescere su stessa, anche a costo di cancellare preesistenze di straordinario valore storico-ambientale (dalla rocca Paolina agli orti della Conca, fino all’area industriale di Fontivegge), hanno riversato su Pian di Massiano molte aspettative, inducendo un processo di antropizzazione che, di fatto, rischia non solo di annullare ogni margine residuo tra città e campagna ma anche di trasformare l’assetto urbanistico da centripeto multipolare in centrifugo diffuso.
Recinto in attraversabile
Pur essendo occupata da un tessuto edilizio frammentario, l’area di concorso costituisce un recinto inattraversabile, che impedisce sia i collegamenti pedonali est-ovest (tra l’area attrezzata di via Pigafetta e il terminal del Minimetrò) sia i collegamenti pedonali nord-sud (tra i quartieri residenziali Madonna Alta-Cortonese e l’area sportiva di Pian di Massiano), è compresa fra due infrastrutture trasportistiche in sede propria (Rete Ferroviaria Italiana, Minimetrò), è coronata da un terrazzamento sinuoso su cui insistono macchie di alberature pregiate e presenta un disegno planimetrico cuoriforme, ritagliato da un anello viario di progetto che, ad eccezione dell’angolo occupato dalla sede della Questura, la perimetra senza soluzione di continuità.
Bando di concorso
Se distribuito uniformemente sull’area nel rispetto delle prescrizioni normative vigenti, il programma edilizio stabilito dal bando di concorso tende a occuparla quasi integralmente, cancellandone la memoria geografica, pregiudicandone la permeabilità pedonale e ignorandone le potenzialità urbanistiche.
Tre idee
La prima idea del progetto è di connettere le pendici di monte Morcino con la collina artificiale di piazza Umbria Jazz mediante un parco pensile che, tagliando l’area in direzione est-ovest, raccoglie e distribuisce i flussi pedonali provenienti sia dai mezzi di trasporto pubblici (metropolitana di superficie, minimetrò, autobus urbani e autobus turistici) sia dai mezzi di trasporto privati (parcheggi a raso e pluripiano).
La seconda idea del progetto è di connettere il quartiere di via Cortonese con l’area sportiva di Pian di Massiano mediante un asse attrezzato che, tagliando l’area in direzione nord-sud, ordina le attività direzionali e commerciali marginandole con due poli istituzionali, quali la Provincia di Perugia e la Biblioteca Augusta, che si confrontano rispettivamente con il carattere intensivo della città e con il carattere diradato della campagna.
La terza idea del progetto è di concentrare parte della volumetria in una torre direzionale che, celebrando la necessità di un presente duraturo, risolve l’articolazione compositiva tra il parco pensile e l’asse attrezzato con un landmark, fondante quanto augurale, volto a conferire una forte riconoscibilità a una componente urbana altrimenti priva di un’identità figurativa autonoma.
Impianto cardo-decumanico
L’organizzazione planimetrica del progetto ripropone l’impianto cardo-decumanico della città etrusca. Così come nel caso di piazza del Sopramuro, infatti, il progetto è caratterizzato dall’artificialità pensile e, con essa, dalla complessità tipologica degli spazi semipogei. Mentre, così come nel caso di corso Vannucci, l’asse attrezzato è concepito come una nuova platea magna ovvero come luogo vocato alla socializzazione e all’integrazione multietnica.
Sostenibilità ambientale
Il progetto riserva una particolare attenzione sia al risparmio energetico, perseguito con l’ottimizzazione dell’orientamento degli edifici residenziali secondo gli assi eliotermici, sia all’utilizzo di tecniche bioclimatiche, espresso dall’introduzione di facciate vetrate a doppio involucro negli edifici direzionali, sia alla produzione di energia alternativa, esemplificata dal giardino eolico previsto in corrispondenza del versante esposto ai venti settentrionali.
Habitat eco-logico
I materiali che qualificano il progetto derivano dal carattere innovativo di un habitat eco-logico che utilizza in chiave compositiva tecnologie avanzate quali i pannelli fotovoltaici colorati, le pale frangisole e i giardini verticali.
Provincia
Nel polo meridionale dell’asse attrezzato è previsto l’insediamento della Provincia di Perugia, a sua volta articolata in due corpi edilizi corrispondenti ad altrettanti stralci funzionali: un edificio a corte, articolato su tre livelli, e un edificio a torre, organizzato su sedici livelli. L’unitarietà dei due edifici è garantita dalla fluidità del parco pensile che, sviluppandosi in forma ameboidale, li integra funzionalmente e formalmente.
Biblioteca Augusta
Nel polo settentrionale dell’asse attrezzato è previsto l’insediamento della Biblioteca Augusta, concepita in relazione con gli ampi spazi liberi circostanti e dimensionata in base all’osservanza, qualitativa e quantitativa, dei dati riportati nella legge n. 37 del 3 maggio 1990 (Norme in materia di biblioteche, archivi storici, centri di documentazione, mediateche di Enti locali e di interesse locale).
Prefettura
Al fine di scongiurare l’emarginazione della Questura rispetto al nuovo intervento, nell’area compresa tra la Provincia di Perugia e il terminal del Minimetrò è previsto un edificio direzionale parte destinato a uffici pubblici (Direzione Generale dell’ASL e dell’Azienda Ospedaliera) e parte destinato alla Prefettura di Perugia: un organismo di rappresentanza centrale la cui attività è strettamente correlata con la territorialità provinciale e con la tutela della sicurezza pubblica.
Città-giardino
Il progetto, riprendendo il pensiero di Ebenezer Howard, propone la riconciliazione tra i due magneti contrapposti della città e della campagna, prefigurando un terzo magnete, che riassume in sé i requisiti positivi di entrambi (la vitalità dell’habitat urbano e la salubrità dell’habitat naturale): una città-giardino del terzo millennio in cui le ragioni dell’ecologia si accorderanno con le ragioni dell’antropologia. Nel segno della sostenibilità ambientale.