Quando i Greci progettavano erano soliti creare un piano orizzontale, un vero e proprio podio sul quale porre i templi i cui portici diventavano un filtro attraverso cui osservare il paesaggio. Campo Baeza utilizza la stessa tecnica in casa Gaspar dove, per esigenza di assoluta indipendenza del committente, egli crea un' architettura introversa.
La pianta, infatti, si presenta come un quadrato di 18 X 18 metri delimitato da muri alti 3,5 metri, divisa in tre parti uguali di cui solo quella centrale è coperta. Quest' ultima, a sua volta, è divisa trasversalmente in 3 ambienti di cui quello centrale ha dimensioni doppie rispetto agli altri due; gli ambienti laterali sono occupati dai servizi. Lo spazio centrale, oltre ad avere dimensioni maggiori, è anche più alto di 1 metro. Nei punti di giunzione tra i setti alti e quelli bassi si aprono vetrate di 2 X 2 metri.
In tutte le opere di Campo Baeza l' elemento dominante è proprio la continuità tra natura e architettura; in casa Gaspar la natura non esiste, ed è quindi necessario crearla. Ecco quindi il perché degli alberi di limone nei cortili, gli specchi d' acqua in cui si riflette la vegetazione, il cielo e i muri di calce bianca.
In tutte le sue case è presente un ricercato percorso di distillazione dei motivi compositivi che si traduce in configurazioni geometriche primarie e pure, mentre le “cubicità della capanna” è ulteriormente accentuata dall' equilibrio di posate superfici vetrate con il bianco luminoso del rivestimento.
La continuità spaziale è assicurata sia dai muri esterni che separano l' esterno e al contempo lo inglobano mettendone in rilievo il suolo e gli alberi, sia dalla pavimentazione in pietra. Quest' ultima, infatti, per rendere possibile la continuità tra l' interno e l' esterno della casa, si estende per tutta la pianta andando oltre le vetrate. Il colore bianco dei muri, inoltre, aumenta l' omogeneità dell' abitazione la cui duplice simmetria è accentuata dai quattro alberi di limone posizionati in maniera speculare. Casa Gaspar è pertanto uno spazio continuo ed orizzontale dove l' elemento fondamentale è proprio la natura.
“[…] l' architettura auspicata da campo Baeza si prefigge di essere inclusiva dal punto di vista concettuale, inevitabilmente comprensiva cioè di aspetti ineludibili del progettare quali il contesto, la funzione, la composizione e la costruzione, mentre pretende di essere esclusiva sul piano formale - oppure, come egli sostiene, 'essenziale' ma non 'minimalista'. Il minimalismo è infatti un 'ismo' connesso a prerogative strettamente stilistiche, mentre l' essenzialità, che possiede piuttosto un' aurea concettuale, dovrebbe essere in grado di rappresentare l' idea costruita e di fondare una precisa poetica espressiva. Parafrasando il miesiano less in more, Campo Baeza si attiene al mas con menos, al più con meno: “un più che vuole mantenere l' uomo e la complessità della sua cultura come centro del mondo creato, centro dell' architettura. Un meno che, al di là di ogni minimalismo, vorrebbe giungere al nucleo della questione, tramite “un numero preciso di elementi“ in grado di tradurre materialmente quelle idee”. [A. Pizza 1999, p. 13]
(Autore: Francesca Riso)
Bibliografia:
- Alberto Campo Baeza, Progetti e costruzioni - Documenti di Architettura, Edizioni Electa 1999
- Continuità e natura: un' opera recente di Alberto Campo Baeza - Casabella n 681 - 2000