In architettura il tema dell'abitare urbano delle periferie è da sempre al centro del dibattito e difficilmente troverà una soluzione compiuta, vista la rapida mutevolezza degli stili e dei ritmi del vivere contemporaneo. L'occasione di intervenire in un'area che ha già attraversato diversi livelli di pianificazione volti a riqualificare un contesto urbano degradato con l'obiettivo di restituirgli una nuova identità, costituisce senza dubbio un esperimento interessante per la realtà italiana.
L'approccio progettuale è stata guidato in primo luogo dalla ricerca di una interpretazione convincente di social living, inteso come quell'insieme di comportamenti, di attività e di relazioni che caratterizzano il nostro vivere quotidiano. E' ovvio che cercare di schematizzare in un gesto architettonico gli infiniti comportamenti individuali costituisce di per se un'operazione limitante se consideriamo che viviamo in un'epoca in cui diversità e individualismo sono assunti come obiettivi per molti da perseguire. Allo stesso tempo assistiamo a profonde trasformazioni del tessuto sociale della nostra civiltà, frutto di quel processo inarrestabile che passerà alla storia con la definizione di globalizzazione. E' sufficiente osservare la composizione di una classe di scuola elementare per comprendere come il confronto e l'integrazione con nuove culture, nel quadro di un'identità nazionale sempre più labile, diventino priorità irrinunciabili, se vogliamo combattere l'escalation di tensioni sociali già in atto tra etnie ed estrazioni differenti. Il rifiuto dell'idea di quartiere ghetto e di abitazione dormitorio pone una serie di domande alle quali l'architetto deve saper fornire delle risposte. L'idea di residenza sociale e di servizi integrati suggerisce importanti spunti di riflessione che diventano cardini progettuali. Chi vive in un complesso edilizio di una periferia? quali sono le sue esigenze e come possono esse proiettarsi nel tempo? La risposta a questo quesito risulta molteplice e complessa. Pensare alla proiezione della vita dell'individuo nel tempo è stata il principale frutto della riflessione progettuale, che ha portato all'individuazione di temi relativi alle esigenze personali distinte per fasce di età. Il progetto nasce proprio dalla convinzione che mettere in contatto le varie diversità, in modo tale da favorirne la comunicazione e il dialogo, sia la migliore strategia possibile in un quadro sociale così complesso.
CONCEPT: UNA NUOVA IDENTITA' PER UN MARGINE URBANO
Da un punto di vista urbanistico, il progetto nasce dalla necessità di risolvere uno snodo critico in un contesto privo di identità urbana, tra Via Gallarate e l'area di sviluppo prevista nel piano integrato di intervento “Cascina Merlata”.
Gli assi delle infrastrutture e la maglia del masterplan sono stati determinanti per la ricerca di un segno sul territorio che vuole assecondare le preesistenze, i nuovi insediamenti e alcontempo porsi a sistema con essi e con la rete dei flussi.
Contrapponendo due coni ottici, uno aperto verso la Cascina Merlata, l'altro idealmente verso il centro originario del tessuto storico della città e il nuovo parco, si è giunti ad una forma planimetrica mutevole, che rispecchia la volontà di risolvere questo punto nodale. Dalla genesi e dalla contrapposizione dei campi visivi, nascono due volumi che inquadrano altrettanti spazi ibridi speculari, di aggregazione e di passaggio, che rivisitano il tema tradizionale della piazza conferendogli una interpretazione fluida e dinamica.
La convinzione nel voler distribuire la superficie di progetto in due edifici di uguale altezza si è scontrata inizialmente con il rischio di impattare sul territorio, ma la ricerca di una forma sinuosa e il diverso trattamento dei prospetti ha portato alla definizione di un organismo edilizio che diventa mutevole a 360°, senza rinunciare ad una chiara immagine delle quinte murarie che contribuiscono a creare un effetto scenografico.
L'IDEA SOCIALE
In una fase analitica preliminare si è cercato di individuare le aspettative e le esigenze primarie suddivise per fasce di età:
Infanzia: questa fascia prevede un supporto alle persone che hanno figli piccoli, che consiste nel fornire un servizio per poter lasciare i figli in un luogo comodo, attrezzato e sicuro mentre vengono svolte le attività lavorative.
Predolescenza e Adolescenza: E' indubbio che la possibilità di far crescere un figlio in un ambiente stimolante e controllato contribuisce alla formazione morale e intellettuale del ragazzo. La possibilità di avere un ambiente sociale che possa essere anche un polo catalizzatore all'interno del quartiere può essere un'opportunità importante da sfruttare.
Maturità: L'età adulta porta gli individui a vivere per la maggior parte della propria giornata lontano da casa. Questa è una concausa nella formazione di quartieri dormitorio e nella creazione di degrado urbano. Per cercare di ridurre questo rischio, la dotazione di servizi e attività di svago e aggregazione, che solitamente si svolgono altrove, vuole aiutare a ridurre il tempo passato quotidianamente lontano da casa.
Terza età: Il tema della terza età è delicato da affrontare. Spesso la lontananza dalla famiglia o la mancanza di stimoli rischia di lasciare l'individuo in uno stato disemi solitudine, con ripercussioni anche fisiche. Per non considerare, nel caso di parziale autosufficienza, la necessità di ricorrere a case di cura per poter fruire di un'assistenza che la lontananza non permette alla famiglia di dare.
LAYERS DI PROGETTO
Il piano 0 è stato pensato come una prosecuzione ideale dell'adiacente parco e lasciato quindi, per quanto possibile, libero da ingombri volumetrici. Da qui si accede alle funzioni pubbliche, realizzate ad un livello ipogeo, in modo tale da non interferire sulla percezione del parco dalla soggettiva dell'osservatore, ma allo stesso tempo conferendo loro una propria identità spaziale che rifiuta il confronto volumetrico con la mole delle residenze.
Ai livelli residenziali è stata riservata un'autonomia funzionale che consenta un'accessibilità limitata ai condomini sia per gli ambiti privati che per quelli comuni. Il piano tipo si articola nei due edifici garantendo agli appartamenti con tagli superiori ai 55mq la completa trasversalità e gli affacci migliori verso il nuovo parco. La distribuzione interna asseconda le fondamentali esigenze di esposizione ed irraggiamento, con un impianto planimetrico che mira alla creazione di ambienti regolari e facilmente modificabili, data la struttura a pilotis. Si è scelto di raggruppare i tagli da 50 mq in affitto nell'edificio sud, in modo da renderli potenzialmente accorpabili e frazionabili in futuro.
Il piano della copertura diviene invece il fulcro delle attività comuni e si articola come una vera e propria promenade architecturale che attraversa gli episodi delle varie funzioni da un livello panoramico.
L'ORGANISMO SOCIALE
La sovrapposizione dei vari livelli porta alla creazione di un organismo architettonico capace di suddividere le funzioni pubbliche da quelle comuni e private, in un sistema integrato nel quale il residente come il visitatore sono liberi di muoversi e di usufruire delle funzioni a lui dedicate.
La risposta data alle necessità individuate è stata affrontata mediante l'inserimento nell'organismo edilizio delle seguenti funzioni:
Micronido: Nell'area metropolitana, spesso le giovani madri trovano difficoltà nel reinserimento lavorativo post gravidanza. La realizzazione di un micronido al piano terra, che potrà essere gestito anche privatamente, permette un appoggio fisso durante le ore lavorative ad una famiglia che ha bambini piccoli.
Spazio Espositivo/Biblioteca-Caffè & Mediateca: La possibilità di avere dei poli di aggregazione dati da questi servizi è stata ritenuta una scelta progettuale cardine, al punto tale da individuare tali funzioni nei punti più importanti di entrambe le piazze. Il contrappunto architettonico vuol fare in modo che le funzioni in realtà dialoghino strettamente nell'impianto della piazza. Questi due poli tendono, infatti, ad essere elementi catalizzatori anche per il quartiere e la qualità architettonica ne deve fare da cornice.
Palestre in quota: L'importanza del benessere fisico delle persona, in tutte le fasce di età, è senza dubbio fuori discussione. Tra le attività comuni sono state inserite due palestre a servizio dei condomini, una per blocco.
Orti sociali: Partendo dall'esigenza di contenere i costi alimentari si vuole qui proporre il tema degli orti sociali situati sulla copertura, che mira a fornire uno stimolo per tutte le fasce di età, ma soprattutto per i pensionati, a recuperare un sano rapporto con la terra ed i suoi frutti.
Microresidenze per anziani: La necessità di prendersi cura di parenti con problemi di salute diventa spesso difficilmente coniugabile con gli impegni lavorativi e la realizzazione di questi alloggi sperimentali permette di risolvere il problema della distanza territoriale e dell'assistenza quotidiana, con una particolare attenzione rivolta verso le necessità abitative degli anziani.
A queste funzioni si aggiungono due spazi polifunzionali flessibili situati sul piano di copertura, capaci di ospitare riunioni, attività ricreative, ludiche e didattiche.
SOSTENIBILITA' ECONOMICA ED AMBIENTALE
La scelta progettuale di un sistema costruttivo composto da una struttura a travi e pilastri in c.a., legata all'utilizzo di un unico piano tipo, diventa scelta fondamentale per il contenimento dei costi di costruzione e per la semplicità realizzativa dell'opera.
Il trattamento delle facciate parte da una ricerca di sostenibilità ambientale. Una forte attenzione, è stata rivolta all'involucro edilizio, inteso come una pelle capace di reagire al cambiamento climatico stagionale. I fronti esposti prevalentemente a Sud sono stati pensati capaci di sfruttare l'irraggiamento solare in maniera tale da garantire un contributo di riscaldamento passivo nelle stagioni invernali e da schermare l'eccessivo irraggiamento estivo.
I fronti esposti prevalentemente a nord , invece, sono stati trattati con un isolamento a cappotto costituito da assi di legno di risulta opportunamente trattati in grado di migliorare l'efficienza dell'isolamento termico.
In questa logica rientra lo studio del raffrescamento passivo ottenuto mediante sistemi di aerazione naturali che sfruttano l'effetto camino , causato dalla differenza di pressione dell'aria a temperature diverse, tali da favorire la ventilazione naturale dell'edificio, fondamentale per il ricambio d'aria degli ambienti ed il benessere termo-igrometrico degli occupanti.
L'eventuale aggravio di costi relativi alla realizzazione di un pacchetto murario così articolato e da un sistema di rinfrescamento passivo viene giustificato da un evidente risparmio in termini di consumi di risorse ed energetici.
Questi ultimi sarebbero in gran parte coperti anche grazie all'installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura capaci di soddisfare a pieno i consumi elettrici condominiali.