Lo stabilimento Akragas S.p.A. sorge ad est dell’abitato di Porto Empedocle su un’area ottenuta nella maggior parte per imbonimento del mare con materiale da riporto.
I lavori di edificazione vera e propria ebbero inizio negli anni 1953/55 dopo che nel 1952 era stata condotta un’accurata opera di sminamento e bonifica da residuati bellici di tutto il tratto di spiaggia interessato all’insediamento, pertanto le fondazioni di tutti i manufatti poggiano su pali infissi.
La scelta del sito della consociata Akragas a Porto Empedocle, nelle strategie della Montecatini, rivestiva una eccezionale importanza perché consentiva al nuovo insediamento di produrre fertilizzanti impiegando materie prime del sottosuolo siciliano (zolfo – solfato potassico – salgemma) o comunque prodotti in Sicilia (ammoniaca della Montecatini - petrolchimica di Augusta) e altre (Le fosforiti) provenienti dai vicini giacimenti del bacino del Mediterraneo (Marocco, Giordania, Israele e Tunisia).
Inoltre a Porto Empedocle esisteva un porto proiettato verso un continuo sviluppo e una centrale elettrica della SGES (Società Generale Elettrica Siciliana).
Unico punto di crisi: il rifornimento idrico che è stato seriamente carente fino al 1962 cioè fino a quando la Montedison, con notevoli sforzi finanziari, si è dotato di un proprio acquedotto impiantato in località Margimuto nel Comune di Santa Stefano di Quisquina (Ag) ad 80 km da Porto Empedocle.
Lo stabilimento entra in funzione nel 1955.